Si dovrebbe iniziare dalle piccole cose. Oggetti sparsi, della cui identità si smarrisce l'esistenza, ma il cui ingombro seppur piccolo alimenta la confusione generale. Bomboniere, soprammobili, vere candele e finti portaritratti. Fatto questo sarebbe la volta della fase due. Tutti quegli oggetti che in teoria avrebbero una funzione, una loro ragione di esistere, ma che per motivi ignoti o meno non vengono mai utilizzati. Vasi (vuoti), portaoggetti (privi di oggetti) e apparecchi elettronici demodé (lettore VHS).
Fatto anche questo toccherebbe alla selezione prima ed archiviazione dopo di libri, riviste, cd, dvd e tutto ciò che si presenta in termini importanti a livello numerico. Scelte difficili, ma doverose. Regalando libri già letti. Eliminando riviste non più degne di consultazione. Distribuendo ad amici musica e film.
Già a questo punto saremo a metà dell'opera, non rimarrebbe che affrontare lo scoglio più insidioso. Il suo nome è giochi. Il suo luogo è la stanza dei bambini. Qui la situazione richiederebbe tempismo e mancanza di rimorsi. Impugnati grandi sacchi neri e con lo sguardo da serial killer, bisognerebbe fare razzia di bambole abbandonate, macchine da riparare, piccole sorprese e ingombranti regali.
Ecco forse solo allora si potrebbe dire di aver fatto le vere pulizie di primavera.
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