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martedì 3 maggio 2011

Agende passate

Periodicamente spuntano in casa. Quando va bene è quella dell'anno precedente. Nella maggior parte dei casi, di almeno un lustro fa. 


Per lo più banche. D'altronde era il regalo consolidato di fine anno insieme al calendario ed una manciata di penne. La consegna avveniva in busta simil-carta-da-pane. Formato large e logo in alto a destra.


Le ritrovi ancora intatte. Al massimo un paio di attività, qualche scadenza e alcuni compleanni segnati. Ora sono per lo più usate dai bambini. Ci disegnano sopra. Colorano giorni di tempi passati.


Il nostro tempo che scorre. Questo mi ha fatto riflettere. L'ultima ritrovata era aperta sulla settimana che andava dal 4 al 10 ottobre 2010. Nemmeno tanto tempo fa. Ci ho provato. Mi sono concentrato. Non c'è stato niente da fare. Non sono riuscito a ricordare cosa avessi fatto in quei giorni. Magari anche a grande linee.


Poi ho fatto un altro test. In teoria più semplice. In pratica più imbarazzante. Ho preso un giorno a caso del mese di aprile appena trascorso. Dopo un paio di minuti ho richiuso l'agenda per riaprirla qualche istante dopo sulla data odierna. Ho deciso di iniziare ad appuntare quello che farò.


Almeno per oggi.

mercoledì 24 marzo 2010

Figurati... noialtri - Parte seconda

Vai alla prima parte

Guarda qua è mezzogiorno e tutti quelli che contano in questo paese sono qui in piazza. Il sindaco davanti al negozio della Iole che parla con il “traffichino” del mediatore di Giovanni. Don Luigi in bicicletta che è appena stato, vista la pedalata lenta, a portare l’estrema unzione a qualcuno e davanti al bar di Cencio, il geometra Merlin proprio con il farmacista. Speriamo che non mi veda altrimenti inizia a farmi l’interrogatorio sull’abito del figlio. Certo che quella volta che mio padre mi ha chiesto di scegliere se fare il sarto o il barbiere, vista la mia poca inclinazione ai lavori della campagna, potevo scegliere il barbiere.

Prendiamo Piero, con la sua piccola bottega non ha nessuna preoccupazione. Gli basta la pazienza di ascoltare le conversazioni dei suoi vari clienti e dopo basta. Un taglio di capelli, una barba, quattro parole e ha fatto giornata. E dopo è anche sempre informato su tutti gli ultimi sviluppi. La settimana scorsa è stato il primo a dare la notizia che Marietto aveva le corna, dopo che era passato in negozio da lui quel foresto che mentre aspettava il suo turno, non è riuscito a trattenere il suo entusiasmo per la notte di passione trascorsa con la Carla. Che disastro dopo cinque minuti che era uscito dal negozio, tutti sapevano dell’accaduto. Tutti, tranne naturalmente il Marietto, che ancora va in giro a testa alta a consegnare la posta in paese.


“Cencio un cinzanino con l’oliva che dopo devo tornare subito al lavoro!”

“Al lavoro Vittorio… non sapevo che nel tuo dizionario esistesse questa parola”

“Sì sì prendi pure in giro, vedrai come ti confeziono la prossima camicia che mi chiedi”.

_ _ _

Ore 20 in punto et voilà, l’abito è terminato. Ancora una volta la premiata ditta Vittorio e Bepi è riuscita nella sua missione e devo dire che è veramente ben fatto. Peccato che lo metterà solo una volta. Un abito così meriterebbe qualche apparizione in più.

Bene e ora che abbia pure inizio la serata. La Mina ci aspetta... forse.

Domani la terza ed ultima parte del racconto

giovedì 21 maggio 2009

Un'età

Ci sono luoghi e orari del giorno in cui è possibile fare degli straordinari incontri.

Incontri con persone che hanno un'età avanzata che hanno molto tempo a disposizione, ma che forse in taluni casi non l'energia sufficiente per fare quello che vorrebbero fare.

Con un sentimento misto tra simpatia e tenerezza le puoi incontrare nei supermercati, a fare le file agli uffici postali, a riempire le sale d'attese del medico di base. Alcuni fortunati a spingere le carrozzine dei piccoli nipoti ai giardini, mentre a chi il destino è stato avverso, ad essere spinto da badanti distaccate.

E' la cosiddetta terza età. Un'età in cui ognuno di noi spera di arrivare nel miglior modo possibile, fisicamente e mentalmente. Un'età in cui si dovrebbero raccogliere i frutti della propria semina, mentre spesso si viene più o meno dimenticati. Un'età in cui si vorrebbero avere molte persone accanto, ma spesso è la solitudine l'unica compagna. Un'età in cui ti viene finalmente restituito il tuo tempo perduto, ma che forse ora non ti serve più. Un'età di ricordi passati, ma che preferiresti viverne di nuovi. Un'età non sempre accettata, ma impossibile da rifiutare. Un'età in cui vorresti stare tranquillo, ma che spesso non ti è permesso. Un'età simile ad altre, ma così diversa da tante altre.

E' un'età in cui ti fermi a guardare indietro e vorresti ritrovare il futuro.

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venerdì 17 aprile 2009

Replica - Gli Uomini di una Volta

Non esistono più pure quelli.

Proprio così, se ieri abbiamo avvallato l'ipotesi che le donne, fortunatamente sono cambiate, un consistente cambiamento si è verificato anche nell'emisfero maschile.

Anche in questo caso, le donne dovranno rinunciare a certe attenzioni, ad una galanteria degna dei migliori cavalieri del '700, ma tutto sommato credo che ne valga la pena.

In cambio si ritrovano degli uomini più vicini ai loro sentimenti, al loro modo di pensare, pur mantenendo sempre le inaviccinabili distanze.

E' la generazione di questi trentenni un po' sognatori, alcune volte fragili, ma che hanno comunque tanto amore da dare.
Siamo passati da un compagno autoritario ad un confidente autorevole.

Ora i mariti si rendono conto di cosa vuol dire mandare avanti una famiglia.
Vedono i figli. Vivono i figli.

Anche in questo caso, scorgo più gli aspetti positivi del cambiamento che non quelli spesso romanzati degli uomini di una volta.

E poi non è vero che gli uomini migliori sono già tutti sposati o gay. Qualcuno ne è rimasto in circolazione (forse).

giovedì 16 aprile 2009

Le Donne di una Volta


Non ci sono più!

Quante volte l'abbiamo sentito. Quante volte l'abbiamo detto.
Ma è sempre negativa questa affermazione?
Certo non c'è più la donna intesa come il focolaio di casa. Quella che si occupava appieno della casa. Coccolava il marito e figli con pasti e leccornie. Le pulizie, il bucato, la stiratura.

La prima ad alzarsi e l'ultima ad andare a letto.
Riconoscenze poche, se non nessuna.
Eppure lei era sempre presente, con la sua umiltà e quel suo grande senso del dovere.

Ma la donna d'oggi non è in condizioni migliori.
Anzi, oltre al ruolo implicito di casalinga, ha il suo lavoro, le sue preoccupazioni e nonostante tutto riesce, con la sua ottima capacità organizzativa a gestire gli impegni dei figli e le richieste del marito.

L'unico vantaggio, rispetto al passato, è che fortunatamente non c'è più un ruolo di sudditanza nei confronti del partner. Ragion per cui ci troviamo al nostro fianco una donna che oltre all'economia domestica, dialoga e comunica pariteticamente.

Quindi possiamo tranquillamente rinunciare ad una lasagna al forno per una parola e un dialogo profondo scambiato davanti a 4 salti in padella :)

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