Visualizzazione post con etichetta spettacolo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta spettacolo. Mostra tutti i post

martedì 6 dicembre 2011

Come cadono le foglie

Alcune sembravano dei giocosi paracadutisti. Non tanto per le acrobazie, ma per quel loro modo di roteare attorno a se stesse. Attorno alle altre. Scendevano, ma non veloci. Rispettose quasi di un ritmo sinfonico. Tra loro molte erano gialle. Di molti gialli. Gradazioni diverse, talune mai viste. Però tra esse ce n'era anche qualcuna di rossa. Di un rosso accennato. Come volesse essere un sintomo di timidezza. Tutte insieme posandosi a terra non si spostavano, creando un tappeto di immane bellezza.


Di questo se ne deve essere accorto anche il sole, che ad un tratto curioso sbirciò tra la nebbia. Qualche minuto, non di più. Il tempo sufficiente per rendersi conto anche lui dello spettacolo e per una breve, ma significante apparizione. Il suo fascio di luce, sembrava l'occhio di bue puntato sul protagonista di un palcoscenico. Le foglie in quel preciso istante dettero il meglio di sé, facendo brillare la rugiada presente su di esse, come lustrini di ballerine da avanspettacolo.


Un pizzico di vento infine introdusse quell'ulteriore movimento, in grado di riprodurre una perfetta coreografia. Erano solo le sette del mattino. Ora il sipario avrebbe potuto pure richiudersi. Quanto assistito era già un enorme regalo per una giornata che stava per iniziare.

lunedì 1 marzo 2010

In scena

"... mancano cinque minuti" annuncia il figlio della regista che tra i vari oneri, avrà anche quello di mandarci in scena, scandendo i diversi tempi di uscita.

Oramai non c'è più niente da fare. E' giunto il fatidico momento di solcare il palco.
Il livello di adrenalina è alto, molto alto. Non lo è quello della salivazione, che come in un cattivo incantesimo sembra non voler essere d'aiuto alla favella, in questo debutto teatrale di fine febbraio.

Ci stringiamo in cerchio per esclamare a voce alta il tradizionale termine utilizzato in modo scaramantico affinché tutto vada per il meglio. E' l'ultima parola che diciamo tra di noi, poi ognuno si chiude in un rigoroso personale silenzio. Anche lo sguardo sembra assente. Gli occhi sono aperti, ma più che rivolti all'esterno, sembrano rivolti verso la propria anima.

Per un istante la memoria ripercorre tutti i mesi di preparazione. Le prove. Rilegge i copioni, le battute, i momenti degli interventi. Emergono alcuni flash su migliorie da apportare alla dizione, mentre ci si ripete tra se stessi di mantenere alto il livello della voce. Intonazione e potenza.

Lo speaker là fuori sta terminando la nostra presentazione. Ora ci sta per annunciare. Noi siamo sistematicamente in fila secondo l'ordine di uscita. Parte la musica. Si apre la porta. Esce la prima coppia di attori. Fuori gli applausi. Ecco il giovane buttadentro con cronometro alla mano che fa uscire la seconda coppia. La musica è sempre più alta. Gli applausi continuano. Passano venti secondi è il momento dell'attrice davanti a me.

Ora mi sembra di essere al cancelletto di partenza di uno slamom olimpico. Non mi ricordo più nulla, ma non conta nulla. Una forza entusiasmante spazza via ogni mia paura. "... tocca a te, vai!" mi dice quasi sussurrando il ragazzo. "... tocca a me, vai, vai, vai!" mi grido silenziosamente.

E che lo spettacolo abbia inizio.

martedì 7 luglio 2009

Laguna Blu


Certo che i tramonti in laguna sono sempre degli spettacoli di madre natura.
Il sole che lentamente si sdraia dietro San Marco. Il cielo che sembra arrossire con il suo pallore arancione. L'acqua della laguna che si appropria di un blu cobalto.

Il tempo sembra rallentare. Lo spostamento d'acqua dei battelli è minimo. Lo sbattere delle ali dei gabbiani impercettibile. Anche gli ultimi pendolari che rientrano a casa, sembrano aver perso la frenesia che li contraddistingue al mattino.

E' un momento particolare che in una città di mare si assapora ancor di più. L'elemento acquatico sembra perfettamente suggellare la giornata che finisce, come se tutte le preoccupazioni venissero dall'acqua spazzate via, per lasciar spazio ai sogni e ai pensieri troppo spesso accantonati durante il giorno.

Questo è il tramonto di una laguna blu.

Photo Credits