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martedì 25 gennaio 2011

Il pollo

Ogni tanto per cercare di capire tendo a spezzettare un problema. In alcuni casi, quando possibile, passo da una visione cosiddetta macro a quella più semplice legata al singolo. E' una questione di ridimensionamento. Nel piccolo trovo risposte che spesso si perdono nell'immenso.


Ed ecco scaturire, nell'osservazione quotidiana dei comportamenti a dir poco scorretti, la teoria del pollo. Il pollo in questione è quello da spennare, la problematica è quella dell'arricchimento illecito. 


Quindi passiamo dalle aule del tribunale al negozietto sotto casa. Questo perché proprio ieri, mi è capitato ancora una volta di vedere una di quelle scene alla Totò. Il classico turista in balia di un commerciante dall'etica professionale poco marcata.


Ma questo è solo un esempio, la cosa purtroppo è molto più generalizzata e non risparmia nessun tipo di categoria. 


Ciò che infastidisce è che questo atteggiamento, tipico nostrano, è andato man mano nel tempo a ledere le fondamenta della buona fede. Questo significa che ormai tutti siamo diffidenti, perché nessuno vuol passare da pollo.


Sembrano stupidate, però poi sono questi singoli comportamenti che moltiplicati ed amplificati, trasformano un mal costume in qualcosa di più pesante e negativo.


Bene, ora vado al supermercato e al banco degli affettati se mi fanno la domanda di rito "... lascio?", dopo avermi tagliato 30/40 grammi in più rispetto a quanto chiesto, sarà la volta buona che gli propino cosa farsene di quelle fettine di prosciutto in più.


Un pollo.

mercoledì 1 aprile 2009

L'Arrogante

Mi disturba.
Mi irrita.

Lo evito. Ma non sempre è possibile.
Eccomi allora a chiedermi per l'ennesima volta il perché di questo comportamento.

E' vero ognuno ha il proprio carattere con i relativi pregi e difetti, ma questo atteggiamento prevaricatorio e assolutistico, non lo giustifico. A maggior ragione quando viene esibito nei confronti di persone modeste, spesso timide, che si trovano prive di difese.

L'arrogante non ti ascolta. L'arrogante non ti vede.
E' in continuo autocelebrarsi e intento a sbraitare dall'alto del suo piedistallo.
L'arrogante sbeffeggia, mortifica e ferisce con le sue parole e con i suoi modi di fare.

L'arrogante però ha un punto debole. Fa terra bruciata, elimina gli amici e annienta i nemici. Il suo destino è segnato. La solitudine lo attende.

Cartoon credits

martedì 17 marzo 2009

Tu sei la mia Simpatia

Non c'è niente da fare.

E' un dono. Una caratteristica innata.
Come il colore dei capelli, l'altezza oppure i lineamenti del viso, così è pure la simpatia.

Purtroppo chi non c'è l'ha, può fare corsi, studi, sforzarsi, imitare, ma il risultato sarà alquanto deludente, se non addirittura controproducente.

La simpatia parte da dentro per esternarsi attraverso le parole, il modo di porsi, la comunicazione con gli altri. Chi ne è dotato in alcune circostanze può anche non far nulla, ma ugualmente sarà notato per questo suo modo di interagire.

Il simpatico non è solo colui che riesce a fare e a dire le cose al momento opportuno. Non è solo il portavoce di barzellette e battute, ma è la persona che nel gioco sociologico degli equilibri di gruppo riesce ad intrattenere i suoi compagni con brillantezza e disponibilità.

Chi è simpatico illumina la stanza dove si trova attraverso la positività e la gioia di vivere. Il vero simpatico non ha bisogno di nascondersi quando è un po' giù e viene ampiamente ripagato dall'affetto degli amici.

Chi è simpatico ha solo una cosa da temere, la stupidità di certe persone che nell'aridità dei loro animi potrebbero essere infastiditi da una ventata di sana e spontanea simpatia.

Vai col liscio!