
Per meglio dire suona di rado e quando suona consegna sistematicamente bollette da pagare, estratti conti bancari, richieste di contributo da parte di istituti benefici di varia natura e offerte di abbonamenti a riviste e periodici.
Già tutto qui. Quand'è che avete ricevuto l'ultima cartolina? O una lettera scritta a mano da qualche vostro amico o parente? Al massimo vi sarà arrivata qualche raccondata in busta verde con la notifica di una contravvenzione.
Il postino con tutta la poesia che lo contraddistingueva, piano piano sta sparendo. Non c'è più quella piacevole attesa del suo passaggio. La speranza che si fermasse al numero civico della propria abitazione per ricevere direttamente nelle proprie mani un saluto, una notizia, un'attesa novità.
Si è spento, o comunque raffreddato, anche il dialogo tra noi e il portalettere. Non c'è tempo per fare quattro chiacchiere, per conversare e poi, c'è un altro problema. Come nel calcio, anche per i portalettere, c'è il turnover. Appena ti affezioni ad uno (e lui inizia a conoscere le vie e dove deve recapitare la posta), è già giunto il sostituto.
Peccato, perché il postino, come il custode nei condomini o i baristi del bar all'angolo hanno anche un ruolo sociale, oltre ad avere una funzione lavorativa. Sono inclini al dialogo e all'ascolto. Poco male se poi riportano non completamente "alla lettera" ciò che hanno sentito. Anche perché altrimenti come si alimenterebbero le leggende di paese?
Drin. Drin.
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