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giovedì 29 settembre 2011

Un regalo inatteso

Mi comunicano che qualcuno ha lasciato un pacchettino per me. Strano, non aspettavo nulla. All'indomani mi viene consegnato. Attaccato alla confezione che contiene il regalo, un foglio bianco A4. Ripiegato su di sé due volte assume a tutti gli effetti la forma di una lettera racchiusa nella sua busta. Sopra di esso il mio nome e cognome fanno seguito ad un "Egr. Sig.".


Inizio a leggere. La grafia è elegante, in un corsivo oramai in disuso. L'inchiostro che dà forma ad ogni singola lettera le fornisce una dignità ancor più ricercata. Poi passo dalla forma al contenuto. Il linguaggio utilizzato non fa altro che sancire l'impressione d'essere stata scritta in un'altra epoca. A far intendere ciò non sono particolari arcaismi presenti, ma il messaggio. I toni.


Arrivo fino in fondo tutto d'un fiato, per giungere quanto prima alla firma, anche se poteva essere anonima. Mi erano bastate poche righe per capirne il mittente.


A questo punto estraggo il regalo. E' un libro. E' il suo libro, me ne aveva parlato seppur velocemente qualche sera prima. Ma non avevo dimenticato. Non avevo dimenticato nemmeno lui, perché quel suo modo educato, gentile, sincero con il quale aveva scritto quella lettera era anche il suo modo di essere. Era la sua persona.


Grazie Emilio. Grazie Emilio Zampolli. Ora sono sicuro che ritroverò tutto ciò anche leggendo le tue poesie.


A presto.

giovedì 15 aprile 2010

Di un'elegante ironia

Dopo Mike, ecco che un altro pezzo di storia televisiva che se ne va. Una televisione che non c'è più, non solo perché i vecchi televisori in bianco e nero con i grossi valvoloni sono stati sostituiti da giganti schermi al plasmo, ma perché non c'è più quella poesia che c'era allora.

Anche Raimondo, con la sua elegante ironia, è stato una persona che è entrata nelle famiglie di tanti italiani. Dagli sketch con Tognazzi all'indimenticabile accoppiata con Sandra. Un binomio quest'ultimo giocato su una reciproca sopportazione, ma di una travolgente fusione e intesa.

Un uomo che ci ha fatto divertire. Che ci ha fatto apprezzare la semplicità delle cose. Che ha saputo essere professionale, pur mantenendo il contatto con la gente. Raimondo ha saputo essere grande senza forzare mai, con discrezione, in modo amichevole e coinvolgente.

Ha saputo farci ridere senza artifizi. Ha saputo prendersi in giro, prenderci in giro. Ecco questo è un insegnamento non da poco da adottare nelle nostre difficoltà quotidiane.
Grazie Raimondo per i piacevoli momenti che ci hai regalato e per i sorrisi che ci hai strappato.