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martedì 17 maggio 2011

Oh ragazzi! Ma siam pazzi?

Numeri. Percentuali. Ballottaggi. Vincitori e vinti. Presunti e certi.


E ancora. Speciali. Dibattiti. Conferenze stampa. Parole. Pensieri. Proclami e ringraziamenti. Accuse e scuse.


Un nuovo che avanza. In lontananza. Molto in lontananza, così in lontananza da pensare che non sia ancora partito. 


L'arroganza al capolinea. Forse sì. Forse no. Una pausa. Un declino. Un'altra barzelletta. Da pochi apprezzata.


A proposito di risate c'è pure un vero comico. Ci sono le sue risate. Speriamo che ci sia anche dell'altro. Ma, chissà.


Tutto qui? Sì.


Quali altri novità potrebbero arrivare?


Torino capitale d'Italia. Ritorno alla monarchia. Federalismo con Regno Lombardo-Veneto, Regno delle Due Sicilie, Regno di Sardegna, Granducato di Toscana e Stato Pontificio.


E' storia? No è la velocità con la quale questo Paese riesce a rinnovare. Ad innovare.


Ora me ne torno al bar. Sì, perché come per gli avvenimenti calcistici della domenica, è lì che si sentono i commenti più accesi. Anche perché più in là del tifare il proprio schieramento non si va.


Oh ragazzi! Ma siam pazzi?

martedì 30 marzo 2010

Chi non salta


Che tristezza.
Già la campagna elettorale, sempre che siate riusciti a vedere qualcosa, era sintomatica della pochezza dell'attuale scenario politico italiano. Ora mentre sto scrivendo tra proiezioni, dati ufficiali e altri ufficiosi si sta per compiere in maniera definitiva quella "patologia" che mi piace definire come sindrome da stadio.

Vincitori e vinti si contendono i microfoni delle redazioni giornalistiche commentando in perfetto stile calcistico da dopo partita gli accadimenti elettorali. Sorrisi di compiacimento, frasi di circostanza, manca solo che qualcuno nella concitazione dica "è stata tutta colpa dell'arbitro che ha fischiato un rigore inesistente" e poi il gergo da spogliatoio sarebbe completamenente adottato.

D'altra parte in una situazione di fantapolitica come quella odierna, non ci si poteva aspettare qualcosa di diverso. Qualcuno di voi ha sentito parlare di programmi (che non siano quelli televisivi), di soluzioni concrete per affrontare la crisi economica, di politiche di rilancio, sanità, ambiente, scuola e cultura?
No, le impellenze erano altre. Le grida da stadio soffocavano le parole sensate qualora ce ne fossero rimaste. Le incitazioni a "sei con noi o sei contro di noi" stordivano. Gli slogan elettorali erano dei perfetti striscioni da curva.

E' questa la politica?

Chissà magari i prossimi comizi li faranno direttamente negli stadi. Ancor meglio se dopo la serie A, la Champions League e i Campionati del Mondo trasformassimo le future tornate elettorali in un campionato di calcio si risparmierebbe del tempo. Le squadre ci sono già, i tifosi pure e poi non si sa mai che dai diritti televisivi la RAI dopo l'oscuramento dei talk-show politici, riesca a racimolare un po' di denari.

Intanto iniziamo a scaldarci con i cori "chi non salta...".


Photo Credits

mercoledì 5 novembre 2008

Change!

Bene ce l'hai fatta!
Dopo sondaggi, statistiche varie e percentuali sommarie, siamo ai dati reali... quelli che contano.
Ci sono tante, tantissime aspettative. La voglia di cambiamento è notevole. Sembra che sia arrivato il momento della svolta.

C'è euforia e voglia di crescere. Non solo economicamente, ma come uomini, persone, individui unici e preziosi, all'insegna di una collettività unita e verso la cancellazione dell'indifferenza.

Ora le campagne politiche sono terminate. E' ora di mettere da parte i proclami e di agire, fare, costruire.
In bocca al lupo e ricordati che ci sono milioni di persone che hanno fiducia in te e non solo americane.

Nel frattempo in Italia, c'è già chi sta ricorrendo ad un uso massiccio di lampade solari e creme abbronzanti di varia natura. Ma non credo basterà.