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martedì 15 maggio 2012

La battuta smarrita

C'erano due modi per venirne fuori. Il primo era ridere. Il secondo lo si era dimenticato. Come dimenticate erano le battute, quelle che dovevano sottolineare uno dei passaggi topici di quell'opera. 


Lo sguardo di lui era perfettamente concentrato nel vuoto. Fisso, verso quell'angolo di soffitto in fondo a destra, dove sperava che prima o poi scendessero quelle parole che gli mancavano. Erano sette i secondi trascorsi. Potevano ancora apparire una pausa per aumentare il pathos. Allo scandire del quindicesimo non più. 


In sala un sottile brusio iniziava a percepirsi, fu allora che lei iniziò a ridere. Sempre più forte quella sua risata andava a riempire un silenzio che nell'imbarazzo sembrava oramai imbrigliato. Anche il pubblico trasformò il rumore in riso, ma il capolavoro avvenne quando da tutta quell'allegria, lei iniziò a tirar fuori parole che avevano la forma di un salvagente e la consistenza di uno straordinario fuori copione.


In questa ascesa d'improvvisazione arrivò infine l'assist finale. Con un interrogativo, imboccò   la risposta all'interno della quale erano presenti quelle parole smarrite. Lui di scatto abbassò il collo, per poi indirizzarlo verso di lei. Il gioco era fatto. Lo spettacolo poteva andare avanti, con esso l'emozione per una rappresentazione ben interpretata. Silenzi compresi.

lunedì 1 dicembre 2008

Qui Torre di Controllo

Chissà se nel viaggio della nostra vita esiste una torre di controllo che ci aiuta in caso di difficoltà e che sappia sempre dirci dove siamo e dove dobbiamo andare.

Per chi è credente sicuramente la fede è un buon punto di riferimento, ma per chi non lo è?
Al di là delle nostre singole capacità e doti, in caso di emergenza a cosa ci aggrappiamo e su chi possiamo contare.

Forse è in questi casi che assistiamo a delle vere e proprie illuminazioni. E' in questi momenti che si può quantificare la nostra semina e se i valori nei quali abbiamo sembre creduto e per i quali abbiamo lottato sono quelli giusti per noi. Infine, se siamo riusciti a creare delle importanti relazioni.

Già perché forse è proprio questo l'elemento discriminante. Il creare, alimentare e far crescere relazioni umane, nella consapevolezza che è la vera essenza dell'esistenza.
E poi magari nel momento del bisogno il nostro mayday potrebbe essere raccolto da qualche torre di controllo.