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martedì 12 aprile 2011

L'uomo dello spazio

"Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini".


Era il 12 aprile del 1961 e per la prima volta un uomo guardava il nostro pianeta dall'immensità dello spazio. Lui era Yuri Gagarin e quel giorno in meno di un'ora e mezza, a bordo della navicella Vostok, fece il giro dell'orbita terrestre.


Chissà cosa rispondeva Gagarin da bambino quando gli chiedevano "cosa vuoi fare da grande?". E' il sogno che si realizza. Viaggiare nello spazio. Andare oltre i confini terresti. I limiti terreni. Ma soprattutto rimanere sbalorditi di tanta bellezza.


La bellezza di un pianeta che dall'alto, da lassù appare in tutta la sua magnificenza. Un tutt'uno. Dove scompaiono tutte le divisioni geografiche, culturali, politiche e sociali. Un pianeta. Una natura. Un essere umano.


Come quando si cambia angolazione. Basta spostarsi di un po' per avere una visione differente delle cose. Dove decadono finte diversità ed emergono valori unici. Come quello della vita. 


E' un viaggio che dovremo simulare spesso. Di fronte a certi accadimenti. A situazioni che sembrano trovare risposte improprie. Inopportune. Prive di quella visione d'insieme. Svuotate della loro propensione alla vita appunto.


Un viaggio nel lontano spazio per vedere da vicino la nostra esistenza. Questo credo che sia l'augurio più adatto per una ricorrenza che se per alcuni aspetti ha cambiato la storia, non è riuscita però a cambiare l'animo umano.

giovedì 17 marzo 2011

Buon Compleanno Italia

Ph. Credits: davekellam


Non posso presentarmi a mani vuote a questa festa. Proprio stanotte ci pensavo. E' un compleanno. Un compleanno poi importante, a tre cifre e tutte piene.


Normalmente prediliga i regali utili, ma allo stesso tempo devono calzare perfettamente nei gusti del festeggiato.


Bene per te cara Italia, porterò ben tre regali:


1. Una sveglia. Ultimamente mi sembri un pò troppo sonnolenta. Proprio perché hai 150 anni, necessiti di dormire meno. Oggi ti festeggiamo, guardiamo insieme a te l'album dei ricordi e ripercorriamo la tua (la nostra) storia, però da domani ti voglio proiettata verso il futuro. C'è tanto da fare. Occorre pensare, ma soprattutto agire, innovare.


2. Un paio di occhiali. Non da sole, ma da vista. Vedo che hai sempre più difficoltà nel riconoscere e valutare le tue naturali bellezze. C'invidiano tutti la nostra arte, la nostra storia, la nostra cultura, la nostra cucina, le nostre città, il nostro paesaggio costiero, ma tu fai ben poco per valorizzare tutto ciò. Il turismo dovrebbe essere la prima fonte di entrata di un Paese come il nostro, invece ho l'impressione che ultimamente si latiti nell'offrire il giusto servizio.


3. Una bandiera bianca. Non perché la tua non sia bella. E' stupenda. La voglio sempre vedere ben issata. Quel tricolore così imponente. Semplicemente che, in battaglia si sventola una bandiera bianca in segno di arresa. Bene vorrei che anche nel nostro Paese ci si arrendesse. A cosa? Agli schieramenti. Non è possibile costruire qualcosa quando c'è uno scontro su tutto. Per qualunque cosa c'è la fazione A contro la fazione B e viceversa. Battibecchi continui. E si rimane in una situazione di stallo. Di immobilismo. Io l'unico tifo che voglio sentire è per te. E' per tutta quella brava gente che ogni giorno fa il suo sacrosanto lavoro e lo fa bene, nonostante le difficoltà e gli ostacoli.


Mi fermo qui per quest'anno. Se fai la brava, il prossimo anno posso pensare anche a qualcosa di più frivolo.


Ops, dimenticavo! Mi sono permesso di portare degli amici alla tua festa. Spero che apprezzerai...













venerdì 1 ottobre 2010

E siamo a 2

Torta gentilmente realizzata da Monica:) per il secondo anniversario de ILBETTA ON AIR


Erano le 11.59 del primo ottobre del 2008 quando veniva pubblicato questo primo post. Sono trascorsi 2 anni. Più di 500 articoli e quasi 30 interviste. Eppure mi sembra di essere ancora all'inizio. Questo non tanto per quello che non sono riuscito ancora a fare, ma per l'entusiasmo che oggi come quel giorno c'è. E' intatto. Forse ancora più forte. E questo lo devo a tutti coloro che mi seguono, mi supportano e perché no, anche sopportano.


Chi non si ricorda l'origine de ILBETTA ON AIR lo invito a leggere quest'altro post, pubblicato l'anno scorso in occasione del primo anniversario del blog.


Per non dimenticare nessuno ringrazio tutti, con un pizzico di riguardo chi ieri mi ha organizzato la festa a sorpresa per questa piacevole ricorrenza e coloro che fisicamente o attraverso telefonate, skype e mail hanno partecipato insieme a me ai festeggiamenti.


E prima di concludere vi lascio con un estratto del testo della canzone della Bandabardò che si presta molto ad essere quasi un inno per questo blog:


"Bisognerebbe fare sempre sogni grandiosi
e con la faccia verso il cielo,
viaggi avventurosi
ma mi dirai "Ah, poesia!!
Non si mangia, sai, con la poesia!!

Bisognerebbe fare sempre sogni grandiosi
e con la faccia verso il cielo,
viaggi avventurosi
pensa se la gente, invece del potere,
pensasse all'amicizia come modo per godere

..." (Sogni Grandiosi, Erriquez Greppi)



domenica 23 novembre 2008

Il Laureato, 10 anni dopo

Eccoci a festeggiare il decimo anniversario di laurea.
Era il 23 novembre del 1998, un freddo e grigio lunedì, quando alle 9.30 mi affrettavo a varcare l’entrata dell’aula dove la commissione mi aspettava schierata.

L’emozione era tanta. Anche se avevo dovuto aspettare relativamente poco. Ero il secondo della giornata e questo mi ha salvato da crisi peggiori.

Non appena entro però, quasi per magia, riesco ad incanalare tutta quella tensione in una positiva energia. Mi sembra di essere dopato. Mi viene quasi voglia d’improvvisare un passo alla Gene Kelly, ma mi fanno immediatamente sedere nella poltrona degli imputati.

Rapida introduzione del mio relatore e poi la parola passa me. Le prime lettere fanno fatica ad uscire, ma con il passare dei secondi tutto mi appare più chiaro. Sembro un gabbiano che sbatte le ali per prendere il volo.

Il mio imbarazzo si trasforma in consapevolezza. Consapevolezza che ho una grande occasione a disposizione. Non escono più parole, ma frasi, contenuti, pensieri chiari e puntuali. Con lo sguardo cerco gli occhi di ognuno dei membri della commissione. Voglio coinvolgergli, interessarli, incuriosirli.

Dal lato destro parte una prima domanda dopo la mia esposizione introduttiva. Fantastico. Ciò del quale temevo, gli interventi della commissione, ora non vedo l’ora che arrivino. E’ una domanda perfetta. Perfetta per spiccare il volo e dare maggiore valore alla mia tesi. Ne arriva una seconda, dal mio correlatore. Alla faccia delle domande preparate, è articolata e provocatoria. Non fa nulla, dall’alto del mio volo riesco tranquillamente a rispondere, anzi utilizzo a mio favore la provocazione.

E’ fatta. Sono trascorsi quindici minuti. Per me sembrano un paio d’ore. Alla richiesta di abbandonare l’aula, al fine di lasciare la commissione riunita per decidere sulla votazione sono fantasticamente sereno. Il voto che mi sarà enunciato da lì a poco m’interessa relativamente. Il voto a me stesso per come mi sono comportato me lo sono già dato e non ammette repliche.
Che spettacolo!

Ed ora dal leggendario film Il laureato, Simon & Garfunkel con Mrs. Robinson.