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venerdì 10 febbraio 2012

Disco Week End: Vasco Rossi - Bollicine

Questa settimana ha compiuto 60 anni. Il disco week end non poteva esimersi dal fargli gli auguri. Non solo perché è stato nominato recentemente dalla rivista Rolling Stone al primo posto tra i cento dischi italiani migliori di sempre, ma Bollicine rimane un piccolo capolavoro. 


Al di là di Vita spericolata e della stessa canzone che da il titolo all'intero album, ricordo ancora l'emozione di quando ho sentito per la prima volta Una canzone per te. Emozione equiparabile solo con l'ascolto di Ogni volta, tratta però dal precedente album Vado al massimo. 


Poi in Bollicine c'è un'altra delle mie canzoni preferite del comandante: Giocala. Una delle tante perle musicali che è riuscito a sfornare nella sua lunga carriera artistica. Insomma diciamo che in tutti questi anni ne ha dispensato di regali sonori, quindi perché non celebrarlo oggi facendogli, seppur in ritardo, gli auguri per questo suo importante compleanno.


Anche perché non vi nascondo che dopo aver ascoltato Bollicine, non ho resistito alla tentazione di riprendere in mano altri quattro dei suoi vecchi album: Vado al massimo che citavo sopra; Colpa d'Alfredo e Non siamo mica gli americani. Ah è vero ho detto quattro. Beh l'ultimo me lo tengo per me.


Ancora auguri Vasco.




mercoledì 1 febbraio 2012

Grande da 30 anni

Non ero alla festa. Ma c'ero davanti alla radio. Ieri, come tanti anni fa. Non tutti i trenta, ma quasi. C'ero quando una certa Mila by night intratteneva con la sua voce suadente l'etere notturno. C'ero quando Amadeus era conosciuto solo per la sua voce. E c'ero pure quando un giovane animatore di villaggio, dal nome buffo come Fiorello decise di approdare in Via Massena, 2. Ma non solo, c'ero anche quando un 31 dicembre Lorenzo Jovanotti Cherubini condivideva la sua energia con gli ascoltatori. 


Ma se io c'ero, pure loro sono stati presenti.  C'erano quando mi accompagnavano a scuola prima e al lavoro dopo. C'erano quando gioivo in compagnia con gli amici. C'erano quando da solo nella mia stanza pensavo al mio futuro e pure quando giunto nel futuro ripercorrevo il passato. 


Una colonna sonora. Di musica, ma soprattutto di parole. Di persone. Diverse, con modi diversi, con programmi diversi, ma ognuna a suo modo una componente perfetta di questa grande famiglia. Perché di famiglia si tratta. Io, loro e tutti gli ascoltatori che in questi 30 anni hanno sancito il successo di Radio Deejay.


Una radio di intrattenimento? Sì certo, ma in ogni categoria ci sono i numeri uno e loro in questa lo sono.


Buon compleanno Deejay!

martedì 15 novembre 2011

15 novembre

In fondo non è poi così tutto cambiato. O forse sì, ma poco importa. Di quegli anni ricordo la timidezza ed essere il festeggiato di certo non aiutava. Un po' di amici il pomeriggio. Diversi parenti la sera. L'entusiasmo nello scartare i regali. La foto di rito dietro la torta, magari ripetuta più volte. Giusto per immortalare quel soffio nello spegnere le candeline.


La nebbia era immancabile. Poteva allontanarsi un paio d'ore per il pranzo, ma ritornava repentina come a non voler perdersi l'appuntamento. Ricordo anche gli auguri al telefono. Qualche zia lontana da casa. 


Le sensazioni più belle però erano quelle legate al risveglio e del fine giornata. Il primo perché racchiudeva tutta l'attesa. Il secondo perché comunque era una forma di liberazione. Il numero 16 prendeva possesso del calendario, rimandando il tutto all'anno avvenire.


La cosa che mi faceva più gioire era un augurio inatteso. Quello che mi rammaricava di più era un mancato augurio atteso. Però alla fine le cose si bilanciavano e subito ero pronto a giustificare chi non avesse memoria, sentendomi parte in causa.


Comunque sia trovavo riduttivo allora come lo trovo riduttivo adesso festeggiare una persona solo per quelle ventiquattro ore. Che poi erano meno visti i tempi tecnici dedicati al sonno. Forse è per questo che ogni tanto intono un "tanti auguri a te", a prescindere che ci sia un festeggiamento ufficiale. 


Intanto a quei ricordi attorno ai nove anni, se ne sono aggiunti un'altra trentina, ma quel bravo ragazzo continuano a cantarmelo.

martedì 24 maggio 2011

Bob Dylan: Forever Young




Possa Dio benedirti e proteggerti sempre
Possano tutti i tuoi desideri diventare realtà
Possa tu sempre fare qualcosa per gli altri
E lasciare che gli altri facciano qualcosa per te
Possa tu costruire una scala verso le stelle
E salirne ogni gradino
Possa tu restare per sempre giovane
. . .

Possa tu crescere per essere giusto
Possa tu crescere per essere sincero
Possa tu conoscere sempre la verità
E vedere le luci che ti circondano
Possa tu essere sempre coraggioso
Stare eretto e forte
Possa tu restare per sempre giovane
. . .

Possano le tue mani essere sempre occupate
Possa il tuo piede essere sempre svelto
Possa tu avere delle forti fondamenta
Quando i venti del cambiamento soffiano
Possa il tuo cuore essere sempre gioioso
Possa la tua canzone essere sempre cantata
Possa tu restare per sempre giovane 
. . .

(Forever Young)

Buon compleanno Bob!


mercoledì 30 marzo 2011

20 x 2

 - grazie per gli auguri, oggi compio per la seconda volta vent'anni -


E' il testo dell'SMS che ho ricevuto dopo aver fatto gli auguri ad una cara amica. Fin qui tutto bene, se non fosse che mi metto ad esercitare la mia mente poco matematica.


"... allora se oggi ha compiuto per la seconda volta vent'anni questo significa che ne compie 40...". Dopo essermi dato la risposta a voce alta, panico. Siccome ho solo un anno di differenza da lei, questo vuol dire che il prossimo anno sarò io a varcare tale soglia.


E' vero che ci sono tutte le attenuanti del caso. Compio gli anni a novembre e questo mi permette per quasi tutto il 2011 di dichiararne trentotto. Però mi ero momentaneamente distratto da un punto di vista strettamente anagrafico. 


Certo per facilitarmi i conti, normalmente alla domanda quanti anni hai, rispondo con l'anno di nascita (almeno quello non cambia mai), però mi fa già un certo effetto quel numero così pieno.


Se penso che al trentesimo compleanno, mi servirono dei giorni, forse mesi per riprendermi, non oso immaginare cosa mi possa capitare il prossimo anno. E' ancora una volta colpa del sentirsi eternamente giovani. Non è colpa mia se non riesco ad invecchiare. Ci provo. A volte mi faccio crescere anche la barba. Ma non c'è niente da fare. Qualche capello bianco cerca di venirmi incontro, ma trova subito il plauso delle sostenitrici del "brizzolato".


Più che della sindrome da Peter Pan, penso di essere contagiato da quella di Gianni Morandi. Sì perché come spirito effettivamente sono sempre stato "vecchiarello". Fin da ragazzo preferivo il ballo liscio alla dance, tanto per intenderci. E' più nel fisico che vedo non ci sono grossi segni di cedimento strutturale.


Va bene lasciamo perdere. Ho più di un anno e mezzo per abituarmici a questo pensiero dei quaranta. Intanto finché sto scrivendo mi è soggiunto un fastidioso dolore alla schiena. Vuoi vedere che sono i primi segnali di allerta!

giovedì 17 marzo 2011

Buon Compleanno Italia

Ph. Credits: davekellam


Non posso presentarmi a mani vuote a questa festa. Proprio stanotte ci pensavo. E' un compleanno. Un compleanno poi importante, a tre cifre e tutte piene.


Normalmente prediliga i regali utili, ma allo stesso tempo devono calzare perfettamente nei gusti del festeggiato.


Bene per te cara Italia, porterò ben tre regali:


1. Una sveglia. Ultimamente mi sembri un pò troppo sonnolenta. Proprio perché hai 150 anni, necessiti di dormire meno. Oggi ti festeggiamo, guardiamo insieme a te l'album dei ricordi e ripercorriamo la tua (la nostra) storia, però da domani ti voglio proiettata verso il futuro. C'è tanto da fare. Occorre pensare, ma soprattutto agire, innovare.


2. Un paio di occhiali. Non da sole, ma da vista. Vedo che hai sempre più difficoltà nel riconoscere e valutare le tue naturali bellezze. C'invidiano tutti la nostra arte, la nostra storia, la nostra cultura, la nostra cucina, le nostre città, il nostro paesaggio costiero, ma tu fai ben poco per valorizzare tutto ciò. Il turismo dovrebbe essere la prima fonte di entrata di un Paese come il nostro, invece ho l'impressione che ultimamente si latiti nell'offrire il giusto servizio.


3. Una bandiera bianca. Non perché la tua non sia bella. E' stupenda. La voglio sempre vedere ben issata. Quel tricolore così imponente. Semplicemente che, in battaglia si sventola una bandiera bianca in segno di arresa. Bene vorrei che anche nel nostro Paese ci si arrendesse. A cosa? Agli schieramenti. Non è possibile costruire qualcosa quando c'è uno scontro su tutto. Per qualunque cosa c'è la fazione A contro la fazione B e viceversa. Battibecchi continui. E si rimane in una situazione di stallo. Di immobilismo. Io l'unico tifo che voglio sentire è per te. E' per tutta quella brava gente che ogni giorno fa il suo sacrosanto lavoro e lo fa bene, nonostante le difficoltà e gli ostacoli.


Mi fermo qui per quest'anno. Se fai la brava, il prossimo anno posso pensare anche a qualcosa di più frivolo.


Ops, dimenticavo! Mi sono permesso di portare degli amici alla tua festa. Spero che apprezzerai...













mercoledì 23 settembre 2009

Buon compleanno BOSS

Certo che ne sono passati di anni.

Ricordo ancora quando ho ascoltato per la prima volta Born in The U.S.A.
Era una giornata di ventilato caldo estivo ed ero entrato in possesso della "cassettina", una C60 della TDK, con i titoli delle canzoni scritte a penna sul cartoncino bianco puntinato. Già perché la pirateria della musica esisteva anche allora, ancor prima della masterizzazione dei CD e del download free odierno. Bastava schiacciare il play sul tape A e il play/rec sul tape B.

Che musica. Che voce. Che chitarre. Che Rock.

Ed eccolo qui, oggi 23 settembre, questo BOSS di sessant'anni più in forma che mai, tra nuovi album, tour mondiali e ancora quella grossa carica di energia. Con il suo ultimo lavoro Working on a Dream, ha ancora una volta messo un tassello importante all'interno dello scenario discografico che conta.

Chi ha avuto la fortuna di vederlo dal vivo, anche nelle sue ultime performance italiane, ne è rimasto folgorato. Bruce Springsteen con la sua inseparabile E Street Band che lo accompagna ormai da sempre è un tutt'uno di good vibrations. Il BOSS si può permettere ad un certo punto dello spettacolo d'improvvisare sulla scaletta, chiedendo al pubblico di scegliere il brano successivo da eseguire.

Beh che dire, buon compleanno vecchio leone e continua a stupirci così.


mercoledì 24 giugno 2009

Lui è più buono di me

L'accusa che periodicamente mi viene rivolta è quella di essere troppo buono. Come se la bontà fosse diventata un difetto a favore della furbizia.

Riesco a difendermi da questa "calunnia" in due modi. O fingendo, mettendomi la maschera del burbero oppure, approffittando della presenza del mio amico Andrew, non perché sia un avvocato, bensì perché lui è più buono di me.

Arrabbiarsi con Andrew sarebbe un delitto. Estroverso, solare e generoso. Poi lui ha quella simpatica battuta che ti mette subito di buon umore. Andrew lo potrei paragonare ad un anti-stress. Passare una serata con lui a cena, davanti ad una buona bottiglia di vino, vuol dire avere il divertimento assicurato.

Quindi alziamo il bicchiere e facciamo un brindisi per il compleanno di Andrew, invitandolo a non cambiare mai.


martedì 9 giugno 2009

Margherita, punto e basta.

Mancano pochi minuti al canonico orario del TG della sera, quando entriamo in pizzeria con una coppia di amici. Più che entrare, ci accomodiamo nello splendido plateatico di questa pizzeria all'aperto sulla spiaggia.

Il panorama è stupendo. Il sole è ancora alto e noi siamo particolarmente rilassati, dopo aver accompagnato i bimbi dalla nonna.
Arriva una gentile cameriera che ci lascia la lista delle pizze. Inizia il dramma. La lista è un pieghevole a otto ante con venti tipi diversi di pizza per pagina. Tutti e quattro iniziamo a leggere con notevole attenzione le diverse proposte. Dopo un primo momento di religioso silenzio, iniziano i commenti. - "Hai visto la Carbonara?" "Chissà se le melanzane nella vegetariana sono alla griglia?" "Ma la pizza della casa in cosa consiste, secondo voi?" "Tu, quale prendi?" -

La discussione continua animosamente, mentre si salta dalle pizze tradizionali a quelle speciali, passando per le bianche e tralasciando quelle di chiara inclinazione invernale.
Passano cinque minuti e la cameriera torna con il suo blocchetto bianco a spirale e una BIC nera rosicchiata all'estremità superiore.

La tensione aumenta. Una goccia di sudore mi scende dalla fronte, sarà il calore accumulato durante il giorno. Nessuno prende la parola. La cameriera riformula la domanda "Cosa prendete?". Mia moglie prende tempo e parte con il bere "Per me dell'acqua naturale". In scia, temporeggiamo anche noi con la richiesta di due birre medie e una coca alla spina.

La cameriera che ora sembra meno simpatica, alzando leggermente il tono di voce e squadrandoci ci chiede "E che pizza volete?". Non possiamo andare oltre, ci guardiamo negli occhi. Faccio un respiro profondo e fissando il mare all'orizzonte dico "Una margherita. Per me una margherita".

In simultanea, con un approccio corale e un forte senso di liberazione, si sente ripetere "Anche per me, anche per me, anche per me!".

Anche questa volta abbiamo passato l'esame, ma mi chiedo perché sistematicamente dobbiamo leggere e rileggere l'intera lista delle pizze con le diversi varianti, quando poi prendiamo sempre quella? Mah, forza dell'abitudine.

Intanto evviva la pizza margherita e buon compleanno per i suoi 120 anni appena compiuti.

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