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mercoledì 22 giugno 2011

Tra l'euforico e l'incredulo

E' stata una grande giornata. Una di quelle che non vorresti che avesse termine. Ti sembra che ti sia stata regalata. Hai la convinzione che qualcosa ti abbia lasciato. Forse ne ricorderai la data in futuro. Forse no. Comunque sia non saranno certo delle memorie sbiadite a fartela dimenticare.


E' una di quelle giornate che ti senti ripagato. Per l'impegno che hai dedicato. L'istinto che hai seguito. Il sogno che hai inseguito.


E' una giornata dove hai fatto un passo avanti. Non tanto verso l'arrivo. Piuttosto verso la giusta partenza. Già perché da lì altre cose accadranno. Altre ancora ne nasceranno.


E' la giornata nella quale a fatica riesci a decifrare il tuo stato d'animo. Sei tra l'euforico e l'incredulo. Qualche lucidità trova spazio nel subbuglio emotivo. Alcune incertezze crollano. Altre resistono. Sicurezze affiorano. Altre si allontanano. 


Ma è proprio in questo alternarsi di emozioni, che la gioia prende il sopravvento. Anche in chi fa fatica festeggiare. Arrossisce ai complimenti. Dubita di se stesso, anche quando non dovrebbe.


Il destino vuole che capiti nel giorno di solstizio d'estate. La festa del sole. Una festa di luce. E proprio una luce ha squarciato questa giornata. L'ha illuminata. Tutto ha illuminato. O forse già lo era. Bastava solo guardare con il giusto sguardo. Lo sguardo di chi è consapevole che sta facendo qualcosa di bello. Per sé. Per gli altri.


Che giornata!

martedì 18 gennaio 2011

La messa a fuoco

Eccoci qua. Ancora una volta. E' la fase più delicata. Necessità di concentrazione, lucidità e una perfetta visione d'insieme.


Racchiude in sé stati d'animo contrastanti. Euforia da un lato. Paura dall'altro. Il primo sentimento è dato dall'energia prodotta dal suo concepimento. Il secondo invece dall'immobilismo latente. Il temerne una mancata realizzazione. Non sapere cosa e come fare.


Tutto questo è la messa a fuoco. La messa a fuoco di un'idea. Il momento di realizzare ciò, che fino a poco prima era solo un pensiero. Amplificarne i vantaggi. Capirne i limiti. Ritoccarla se è il caso. Abbandonarla se è necessario. Ma soprattutto perseguirla se ne siamo convinti.


La percezione che può essere qualcosa di buono non è più sufficiente. A questo punto l'idea deve andare oltre. L'immaginazione può aiutare. La concretezza deve risolvere. 


C'è pure un temibile avversario da sorvegliare. Il tempo. E' lì in agguato. Domani potrebbe essere tardi. Ieri era troppo presto.


Intanto con un sorriso di sfida guardiamo nell'obiettivo. Perché prima di tutto dobbiamo capire se realmente tutto ciò ci interessa. Dopodiché, se ne varrà la pena, scatteremo con gioia questa istantanea prodotta dalla nostra mente.

lunedì 2 novembre 2009

Shopping è femminile


Se volete cogliere la vera essenza femminile, c'è solo una cosa da fare: "andare a fare shopping con loro".

Quattro donne e il sottoscritto. Quattro diverse protagoniste e uno spettatore.
Le idee sono chiare. Vestiti, un paio di gonne, scarpe e/o stivali e un capo spalla per affrontare la rigidità della stagione imminente. Naturalmente come nelle migliori riunioni condominiali non può mancare la voce varie ed eventuali.

Il percorso è già segnato. Come nella presentazione del Giro d'Italia, tutte le tappe sono ben precisate con tanto di distanze e tempi di percorrenza.
Entriamo nel primo negozio. Una si dirige dritta in fondo a destra nella zona gonne. Un'altra all'area capi spalla e le altre due al piano superiore per gli abiti. Sembra un colpo effettuato in una banca da una banda di professionisti. Freddezza, scambio di sguardi compiaciuti sui capi provati e tanta, tanta euforia.

Dopo tre quarti d'ora ci si reca in un negozio di calzature. Procedura analoga alla precedente. Questa volta però due corrono verso gli scaffali delle scarpe e due in direzione degli stivali. La commessa arriva anche con i nuovi modelli appena arrivati. L'adrenalina aumenta. Nonostante la chiarezza delle idee, in una delle quattro si insinua un dubbio. Il colore. Già il colore, la variante che potrebbe destabilizzare la sintonia con l'abito appena acquistato. Mi sento i loro sguardi addosso. Vogliono un mio parere. Nell'imbarazzo più completo, mi esce soffocato "... marrone". Si guardano e senza il minimo dubbio scelgono l'altro.

Usciamo. E' trascorsa un'altra ora. La giornata di shopping dovrebbe essere terminata, quando passiamo davanti ad un negozio di accessori. Borse, cinture e chi più ne ha più ne metta. La loro gioia è incontenibile. Nell'aria si respira un'elettricità come durante l'attesa del countdown del veglione di San Silvestro. Tre interi piani di prodotti a disposizione.

Vicino alla cassa vedo un divanetto. Mi siedo. Le cose potrebbero andare un po' più in la del previsto. Nel frattempo entra un altro gruppo di donne. Visi diversi, ma sguardi identici. Negli occhi c'è lo stesso luccichio.

Non c'è niente da fare lo shopping è femminile.


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