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giovedì 31 maggio 2012

Io ci sarò

Gli teneva la mano mentre il respiro lentamente tornava alla sua normalità e gli occhi dalla stanchezza si chiudevano. Là fuori tuoni e lampi imperversavano nel cielo. In quella stanza invece il silenzio aveva preso il posto di un pianto e di consolatorie parole. Erano i pensieri ora a prendere il timone di una notte particolare. Una notte nella quale alla paura di un figlio il padre aveva dovuto rispondere con umana fermezza, mettendo da parte le proprie insicurezze e issando la bandiera del coraggio. Poco importava se fosse un semplice mozzo, ora doveva indossare gli abiti e non solo del capitano.


Dopo pochi minuti lontano sembrava quell'incubo portato dal sonno, ma forse iniziato molto prima. Più si accorgeva che il suo piccolo uomo aveva abbandonato in mare quei cattivi pensieri, più il frastuono del temporale si allontanava. 


Ad un tratto iniziò a pensare a tutte le volte che lo aveva visto spensieratamente ridere. Così per stemperare la tensione di un momento, ma forse anche nell'inconsapevole tentativo di trasferirgli serenità attraverso l'unione di quelle due mani. Una a fianco all'altra, disinteressandosi completamente che una fosse più del doppio dell'altra.


Accertatosi che tutto fosse tranquillo, si alzò per abbandonare la stanza, non prima di regalarsi un sorriso che asciugava una lacrima non caduta.


mercoledì 23 maggio 2012

Un uomo tutto d'un pezzo

E' colui che ti guarda in faccia mentre parli non per incutere timore, ma per ascoltare cosa hanno da dire i tuoi occhi. 
E' quello che mette tutto sé stesso in quello che fa. A volte sbagliando. A volte no.
E' quella persona che ha coraggio non di offendere gli altri, ma di dialogare anche con coloro che non la pensano come lui.
E' un uomo che non ha bisogno di usare violenza per dimostrare la propria virilità. 
E' quell'essere che ammette l'esistenza di paure, ma non per questo è disposto a rinunciare alle sfide.
Mette la giustizia al primo posto. L'arroganza all'ultimo.
Può guardarsi allo specchio al mattino e fare sogni tranquilli la notte.
Sa il valore che ha la vita. La sua e quella degli altri.
Abbina la determinazione con l'entusiasmo.
Non cerca di piacere per forza a tutti. Anche se da tutti senza sforzo è piaciuto.
Cerca di spostare ogni giorno più in la il livello dei suoi limiti con l'umiltà di essere consapevole di averne.


Un uomo tutto d'un pezzo... ama.

martedì 18 gennaio 2011

La messa a fuoco

Eccoci qua. Ancora una volta. E' la fase più delicata. Necessità di concentrazione, lucidità e una perfetta visione d'insieme.


Racchiude in sé stati d'animo contrastanti. Euforia da un lato. Paura dall'altro. Il primo sentimento è dato dall'energia prodotta dal suo concepimento. Il secondo invece dall'immobilismo latente. Il temerne una mancata realizzazione. Non sapere cosa e come fare.


Tutto questo è la messa a fuoco. La messa a fuoco di un'idea. Il momento di realizzare ciò, che fino a poco prima era solo un pensiero. Amplificarne i vantaggi. Capirne i limiti. Ritoccarla se è il caso. Abbandonarla se è necessario. Ma soprattutto perseguirla se ne siamo convinti.


La percezione che può essere qualcosa di buono non è più sufficiente. A questo punto l'idea deve andare oltre. L'immaginazione può aiutare. La concretezza deve risolvere. 


C'è pure un temibile avversario da sorvegliare. Il tempo. E' lì in agguato. Domani potrebbe essere tardi. Ieri era troppo presto.


Intanto con un sorriso di sfida guardiamo nell'obiettivo. Perché prima di tutto dobbiamo capire se realmente tutto ciò ci interessa. Dopodiché, se ne varrà la pena, scatteremo con gioia questa istantanea prodotta dalla nostra mente.

mercoledì 31 marzo 2010

C'è sempre una soluzione

Dicono che ci sia una soluzione ad ogni problema. Sarà vero?
Sono sempre più convinto di sì.

La difficoltà maggiore forse sta nel fatto in primis di capire bene di che problema si tratti, cosa facile da dirsi difficile da fare, visto che spesso il nostro eccessivo coinvolgimento non ci permette un'osservazione completa e dettagliata.

Poi capito in cosa consiste, analizzare tutte le soluzioni a disposizione. Occorre prendere in considerazione le diverse alternative. Fermarsi alla prima, ritenendola la più semplice ed immediata, potrebbe essere in taluni casi
controproducente. Non sempre la strada più breve è la migliore per raggiungere un traguardo.

Infine riuscire a togliersi
inconsce paure e liberarsi da eccessivi stereotipi mentali può essere di grande aiuto.

Prendete un bambino piccolo. Osservate come si pone di fronte a situazioni che potrebbero apparire di gigantesco impegno per lui. Guardate con che naturalezza riesce a districarsi. In teoria noi grandi dovremmo essere avvantaggiati dalla nostra esperienza, dalla nostra maturità, invece in certe circostanze ciò che dovrebbe aiutarci ci blocca.

Detto questo le alternative ora sono due. O apro una nuova rubrica sul blog, modello "Lettere al Direttore" dove mi inviate i vostri problemi e io con il mio savoir-faire vi porgo i miei consigli. Oppure se volete evitare questo supplizio iniziate a rivedere l'approccio che avete nei confronti dei problemi, senza la vergogna in certi casi di chiedere l'aiuto ad un amico o comunque ad una persona della quale potete fare affidamento.
L'orgoglio è un alleato dei problemi.

lunedì 21 settembre 2009

Il tallone di Achille


Ci sono situazioni che inspiegabilmente provocano degli stati di tensione. Di paura.
Cosa fare, come comportarsi di fronte a questi "antipatici" momenti?

Da un lato c'è la grande smania di reagire, di affrontare di petto queste irrazionali ansie. Dall'altro, proprio questa irrazionalità ci disarma emotivamente.
E' una continua sfida con se stessi, nel tentativo che la ragione prenda il sopravvento.

Ognuno ha il proprio tallone di Achille, in fondo siamo persone con tutte le nostre forze e le nostre debolezze.
Alcune volte riusciamo a vincere di fronte a queste emergenze personali, altre volte perdiamo e abbandoniamo, momentaneamente, il campo di battaglia.

Determinazione, ma anche consapevolezza dei propri limiti. Forse così riusciremo ad affrontare con maggiore serenità le nostre fragilità.

Avanti miei prodi.

Photo Credits

martedì 16 dicembre 2008

Fa' la cosa giusta!

E’ quello che mi sono chiesto l’altro giorno davanti allo specchio.
Sono quei momenti che devi prendere delle decisioni importanti. Scegliere.

Emotività e razionalità in un continuo confronto.
Sul piatto della bilancia si mettono da un lato, tutti i motivi che spingono a fare una scelta. Dall’altro le motivazioni contrarie.

Capire. Mantenere uno stato di lucidità, nonostante la tensione cerchi di farsi largo. Analizzare lo stato delle cose. Vedere e soprattutto sentire.

Sì, sentire cosa effettivamente vogliamo. Cosa ci far stare male e cosa potrebbe farci stare meglio.
Difficile, molto.
Fingere non è possibile. Mentire, sconsigliato.

Lasciare una cosa certa è destabilizzante. L’abitudine si è impregnata nel nostro modo di essere e nella nostra quotidianità. Il cambiamento è visto come qualcosa d’inopportuno e da evitare.

Occorre mettersi a nudo. Parlare con se stessi, con la propria anima.
E’ lì che troveremo la risposta. La nostra risposta. Non quella di cosa vorrebbero che facessimo gli altri, ma quello che sentiamo e vogliamo fare noi.

Ascoltarsi. E’ il momento di rinascere.
Fa' la cosa giusta!