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martedì 1 marzo 2011

I suoni di Napoli

Ad un primo ascolto sembrerebbe un assolo di clacson e motori. Ma basta spostare leggermente la frequenza, ampliare la capacità uditiva, per scoprire una magnifica armonia di suoni.

La macchina al bar mentre prepara 'na tazzulella 'e cafè. La forchetta che affonda in una parmigiana di melanzane. Le voci gridate in un mercato rionale. Le parole recitate in una conversazione. Il lento passo in un vicolo addormentato. La marcia ritmata in un centro affollato.

Il rimbombo di una risata inarrestabile. Il silenzio di una paura da non mostrare. 
Il vento che dal mare sembra arrivare. I pensieri che verso il mare vogliono andare. E ancora, il chiacchiericcio fuori da un locale. La televisione dentro un'abitazione.
La banda musicale di una domenica mattina. Il fisarmonicista di un sabato pomeriggio.

A Napoli tutto ha un suono. Ma la cosa più straordinaria è come questi suoni si amalgamano in un tutt'uno, pur mantenendo le proprie peculiarità. E' un concerto. Un'opera sinfonica. Il tema che viene interpretato è uno solo: la vita.

Ogni singolo suono è pregno di vitalità. In ogni nota c'è una speranza. E mentre il sole cala, lasciando specchiar una luna sul golfo, anche il cuore inizia a suonare. Con il suo ritmo scandito dichiara il suo amore ad una città che ha saputo farlo innamorar.

Canta Napoli...

giovedì 17 dicembre 2009

L'Amore secondo Daniela - Parte terza


Vai alla seconda parte


ILBETTA: “Sai la mia curiosità mi spingerebbe a farti delle domande che porterebbero troppo sul personale, è per questo che mi limito a chiederti, sempre che tu abbia voglia di rispondere, a che punto ti trovi nel viaggio della tua esistenza?”
Daniela: Beh, visto che scrivo di me e delle mie emozioni, sul blog come nei miei libri, il minimo che possa fare è accettare tutte le domande che mi si pongono.
E’ una domanda difficile. Ora sono serena, ho smesso di tormentarmi ma non ho smesso di sognare anche se i sogni di un adulto, adulto non nel senso anagrafico ma nel senso di esperienze di vita, sono diversi, forse meno innocenti, forse meno brillanti, sicuramente più concreti. Non ho perso la capacità di credere che solo i sentimenti forti siano reali, che tutto quello che ci arriva filtrato, tutto quello che non ti coinvolge fin dentro l’anima… non è vero Amore.

ILBETTA: “Dai prima di lasciarti permettimi una domanda retorica e stereotipata. Ma come fa una ragazza di Napoli vivere a Milano?”
Daniela: “E come fa…si nutre di ricordi…il ricordo del colore del cielo, del profumo del mare, della solarità della gente che ti attacca bottone come qui al nord non è educato fare, del profumo di ragù (e potremmo aprire un dibattito tra cosa si intende a Napoli per ragù e cosa si intende a Milano per ragù) che si espande nelle scale, la domenica… Sento molto la nostalgia di Casa, anche se qui ho costruito un’altra Casa, un’altra famiglia. Credo che però allontanarmi dal tetto materno, dall’unica città in cui avevo vissuto, studiato, amato, lavorato, mi abbia aiutato a diventare donna

Bene. Questa è una piccola parte del mondo di Daniela. Visto che siamo in prossimità del Natale e della frenetica rincorsa ai regali, mi sento sinceramente di proporvi d’inserire nella vostra lettera a Babbo Natale Mi presento… Amore di Daniela Venturelli. Fidatevi, sarà una piacevole sorpresa per chi lo riceverà. Merry Christmas to You.

Nella foto uno scorcio di Napoli visto dalla finestra dell'abitazione partenopea di Daniela Venturelli