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mercoledì 15 febbraio 2012

L'ironia di Twitter: il lato bello di Sanremo

C'era un unico modo per uscirne fuori. Di fronte ad uno spettacolo televisivo che ha toccato il suo picco più basso (nemmeno L'isola dei Famosi aveva osato così tanto), è stato il cinguettio di Twitter a risollevarne le sorti. L'iniziale critica degli utenti si è trasformata in una sorta di commento talmente ironico, da rendere digeribile lo scempio che accadeva sul piccolo schermo.


Gli autori di questa edizione del Festival di Sanremo sono stati soppiantati da una schiera di persone normali che in un evidente imbarazzo e incredulità di fronte a ciò che accadeva, ha saputo reagire nel modo migliore: utilizzare l'ironia.


E' così che graffianti battute alternate a divertenti riflessioni hanno reso non solo digeribile la trasmissione, ma anche l'unica modalità per poterne sopportare la visione. Ora ho capito perché i comici prendono spunto, quando non saccheggiano, ciò che viene scritto su Twitter. Praticamente è un naturale serbatoio di potenziali autori. Certo i tweet non servono solo a questo. Hanno finalità molto più nobili se confrontate all'utilizzo ad esempio che ne viene fatto dalle zone di guerra. Comunque sia, ieri sera ha confermato, qualora ce ne fosse stato bisogno, che è il social network per eccellenza per commentare un evento in diretta.


Quasi dimenticavo su Twitter si è parlato anche di canzoni. Meno del previsto dal momento che l'allucinante sermone di Celentano ha occupato più di un terzo della serata. Rimane solo l'amarezza per una produzione televisiva il cui rapporto qualità/costi è tragicamente sbilanciata a favore dei secondi. Ma questo è un altro capitolo. Sicuramente meno ironico.

venerdì 18 marzo 2011

Disco week end: Social Network "una serie di incredibili (in)successi" - Colonna sonora



Questa settimana abbiamo fatto un esperimento. 


Ho chiesto a Matteo Girardi ospite de Il mecenate d'anime, di immaginare che il suo libro Social Network - una serie di incredibili (in)successi avesse una trasposizione cinematografica. Fatto questo, di pensare alla relativa colonna sonora.


Ne è uscita una playlist niente male. Praticamente Matteo per ognuno dei dieci anni raccontati nel libro ha scelto una canzone. Non per forza canzoni di quegli anni, ma semplicemente canzoni che vedeva ben abbinate ai diversi momenti della sua storia.


Ladies & Gentlemen, ecco a voi "Social Network - una storia di incredibili (in)successi Soundtrack":


Artful Dodger - Woman Trouble (2000)


Coldplay - Yellow (2001)


INXS - Beautiful Girl (2002)


Badly Dawn Boy - About a Boy (2003)


Kanye West - Through the Wire (2004)


Green Day - Wake Me Up When September Ends (2005)


Skin - Purple (2006)


Keane - Everybody's changing (2007)


Peter, Bjorn & John - Young Folks (2008)


Tom Petty - Learning to Fly (2009)


Vega Choir - Creep (2010)

martedì 27 luglio 2010

I Social Network servono? Sì, vedi Life Style Entrepreneur

A dire il vero la domanda alla quale ho risposto prontamente in maniera affermativa era un po' più articolata. Si trattava di una discussione relativa alla possibilità di condividere idee e realizzare dei progetti concreti attraverso i Social Network. Quindi al di là dell'utilizzo spesso meramente ludico del web, sfruttare in maniera costruttiva queste relazioni virtuali.

Sono convinto che tutto ciò sia possibile, perché ne sto vivendo un esempio emblematico.

Venerdì scorso è stata pubblicato un nuovo magazine online. Si chiama Life Style Entrepreneur ed è un progetto dedicato agli imprenditori innovativi. Life Style Entrepreneur è il risultato di una condivisione di idee tra persone che arrivano da esperienze professionali diverse, ma che si ritrovano a sostenere una visione d'insieme comune.

Di questo gruppo faccio parte pure io e se alcune persone già le conoscevo, altre sono proprio il risultato di un utilizzo (passatemi il termine) intelligente dei Social Network. E' questa la loro vera potenza. Mettere insieme persone che per motivi geografici e/o professionali non avrebbero avuto occasione d'incontrarsi.

Sono fiero di proporre Life Style Entrepreneur come esempio tangibile che si può passare dal chiacchiericcio e l'intrattenimento online a dei progetti più corposi e forse più ambiziosi.

Anche se ancora in versione beta, credo che Life Style Entrepreneur abbia tutte le caratteristiche per promuovere efficacemente nuove forme d'imprenditorialità del nostro territorio.

Si va!


giovedì 28 gennaio 2010

Ancora Tu

L'ho visto pure ieri.

Il lungo bastone intarsiato. I capelli color argento. Un passo lento ed elegante, ma soprattutto il sorriso di chi ama la vita.
Il luogo più o meno era lo stesso, la semicurva a destra prima d'incamminarmi per la via che mi riporta a casa.
Come al solito su marciapiedi opposti, d'altronde mica dobbiamo fermarci a conversare.

Ecco lui, come tante altre persone che non conosciamo, ma che sistematicamente incontriamo ogni giorno nei medesimi orari e/o luoghi, fanno parte a mio avviso di quella categoria che mi piace definire amici potenziali.

Tutti ne sono provvisti. Che sia il gruppo seduto vicino a noi nell'autobus che ci accompagna al lavoro, che sia il solito bancario che ci anticipa nella lettura della Gazzetta al bar all'angolo oppure che sia la signora con in mano varie monetine che compongono un Euro e ci chiede se le consegnamo il carrello, quando noi stiamo per riagganciarlo dopo aver scaricato esausti le buste della spesa, non conta. Sono tutti amici potenziali.

E come succede per l'altra categoria, quella dell'amico
d'infanzia immaginario, che difficilmente si ammette di averlo avuto, anche per gli amici potenziali c'è un po' di restio nell'esternare la loro esistenza.

Sapete che faccio, quasi quasi apro un nuovo social network, dove invece di ritrovare i vecchi amici di scuola, c'è la possibilità d'incontrare tutti i nostri amici potenziali. Nei parametri della ricerca non si dovrà inserire il nome della persona, d'altronde a noi sconosciuto, ma i luoghi e gli orari dei suoi spostamenti. Così ancora una volta potremmo esclamare: "Ancora Tu!".

giovedì 27 novembre 2008

Facebook... e sei protagonista

Non volevo parlarne, ma mi vedo un po' costretto. Sia per lavoro, sia come fenomeno sociale è tema di forte attualità.
Togliamo subito ogni forma di dubbio: a me non piace. I motivi sono diversi, la sostanza una sola: mancanza chiamiamola d'intimità.

Facciamo subito qualche esempio.
Perché devo diventare amico su Facebook di uno che a mala pena saluto quando l'incontro per strada?
Perché devo essere rintracciato da ex compagni di scuola, quando non ne ho voglia e nemmeno mi ricordo più della loro esistenza?
Perché devo far vedere ad altri ciò che sto facendo, ciò che ho fatto e ciò che farò?
Perché devo ricevere in continuazione richieste di adesioni, partecipazioni e quant'altro a gruppi di varia natura, genere e interesse?
Perché devo sentirmi out se non ho un mio profilo con tanto di foto artistica che mi rappresenti?

Bene provate a dare qualche risposta a questi miei interrogativi. Nel frattempo io vado a caricare le foto della gita di domenica scorsa, indovinate dove?

Ed ora l'inno di FB, Bugo "Nel giro giusto"