Visualizzazione post con etichetta web. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta web. Mostra tutti i post

mercoledì 24 novembre 2010

Provocazione sonora

Anche la quarta edizione di X Factor si è conclusa.
Vincitore e vinti sono stati proclamati. Fin qui tutto fila. E' una gara. E' uno show. E' un talent show. Ma questo format televisivo è veramente premiante per la musica?


Andiamo oltre, anzi facciamo un passo indietro. Hard disk pieni di file musicali. Download sfrenati. Intere discografie pronte per essere ascoltate. Solo pronte, dal momento che nella maggior parte dei casi vengono esclusivamente parcheggiate lì. Ma la digitalizzazione delle canzoni, ha aiutato la musica?


E poi, emittenti radiofoniche diverse con la medesima programmazione musicale. Che beneficio ne trae la musica?  


Televisione, web e radio. Tre media che dovrebbero garantire pluralismo, qualità, rinnovamento. Invece il meccanismo è inceppato. Sembra quasi accelerare il collasso di un modello discografico allo sbando. E se il problema fosse proprio l'attuale approccio dell'industria discografica. Già nell'utilizzo del termine industria, parlando in gergo musicale, c'è qualcosa che stona.


Quale può essere il nuovo modello per valorizzare la musica? Un sistema che rimetta al centro l'artista non i mezzi di fruizione sonora. E' questa la vera sfida per chi ama la musica. 


La soluzione non è semplice. Forse la giusta strada non è ancora segnata. Comunque sia c'è una piacevole coincidenza. A pochi giorni dalla conclusione del talent musicale di Rai 2, a Faenza aprirà venerdì i battenti la quattordicesima edizione del MEI - Meeting degli Indipendenti. Forse nemmeno lì troveremo una risposta risolutiva, però magari qualche spunto di riflessione sì.

martedì 27 luglio 2010

I Social Network servono? Sì, vedi Life Style Entrepreneur

A dire il vero la domanda alla quale ho risposto prontamente in maniera affermativa era un po' più articolata. Si trattava di una discussione relativa alla possibilità di condividere idee e realizzare dei progetti concreti attraverso i Social Network. Quindi al di là dell'utilizzo spesso meramente ludico del web, sfruttare in maniera costruttiva queste relazioni virtuali.

Sono convinto che tutto ciò sia possibile, perché ne sto vivendo un esempio emblematico.

Venerdì scorso è stata pubblicato un nuovo magazine online. Si chiama Life Style Entrepreneur ed è un progetto dedicato agli imprenditori innovativi. Life Style Entrepreneur è il risultato di una condivisione di idee tra persone che arrivano da esperienze professionali diverse, ma che si ritrovano a sostenere una visione d'insieme comune.

Di questo gruppo faccio parte pure io e se alcune persone già le conoscevo, altre sono proprio il risultato di un utilizzo (passatemi il termine) intelligente dei Social Network. E' questa la loro vera potenza. Mettere insieme persone che per motivi geografici e/o professionali non avrebbero avuto occasione d'incontrarsi.

Sono fiero di proporre Life Style Entrepreneur come esempio tangibile che si può passare dal chiacchiericcio e l'intrattenimento online a dei progetti più corposi e forse più ambiziosi.

Anche se ancora in versione beta, credo che Life Style Entrepreneur abbia tutte le caratteristiche per promuovere efficacemente nuove forme d'imprenditorialità del nostro territorio.

Si va!


giovedì 20 maggio 2010

Il Territorio di Steve Bisson - Parte terza


Vai alla seconda parte

ILBETTA: “Raccontami ora di traccia. Da dove nasce e che finalità ha?”

Steve: “Il desiderio è sempre lo stesso, raccontare la bellezza. Siccome avevo questa passione per il vino mi sono lanciato con degli amici. L’idea è di raccontare il vino in modo diverso.


ILBETTA: “Se ho ben capito, traccia è costituita da due aspetti. Da un lato il sito internet, come luogo virtuale dove parlare di vino non in modo istituzionale. Poi invece c’è la collezione di vino. Siete già riusciti a produrne una?”

Steve: “Sì, una produzione limitata di bottiglie di Malbec realizzata assieme ad una giovane cantina argentina.


ILBETTA: “E’ vero che hai scritto un soliloquio per introdurre traccia al pubblico?”

Steve: “Certo, poi ne ho stampato un po’ di copie per gli amici perché possano raccontare questa storia a loro volta.


ILBETTA: “Immagino che non seguirà dei canali distributivi tradizionali. Questa collezione come sarà reperibile nei locali?”

Steve: “Nel nostro sito segnaleremo i locali che hanno interesse a lasciare una traccia… Nessuna distribuzione tradizionale, visto i numeri al momento preferiamo sviluppare una rete di contatti umani.


ILBETTA: “Colgo sia in Urbanautica sia in traccia una volontà di far emergere l’eccellenza. Secondo te, Internet da questo punto di vista ha delle regole più meritocratiche in grado di supportare progetti come i tuoi?”

Steve: “Sicuramente più della televisione.


Bene Steve a questo punto non mi rimane altro che assaggiare un bicchiere di vino della collezione traccia per valutarne la qualità (per quanto le mie capacità degustative consentano), ma in particolar modo per fare un grosso brindisi alla tua dote creativa di trovare continue nuove forme innovative per parlare del territorio e di quello che lo circonda.

mercoledì 19 maggio 2010

Il Territorio di Steve Bisson - Parte seconda

Logo di "naturae", la mostra che Steve Bisson sta organizzando e che rappresenterà il primo salto nell'offline per il progetto Urbanautica


Vai alla prima parte


ILBETTA: “Veniamo ai tuoi progetti ora. Partiamo con Urbanautica. In due parole in cosa consiste?”

Steve: “è un modo per educare lo sguardo attraverso la lettura della fotografia.


ILBETTA: “Qual è stato l’elemento chiave per il successo di Urbanautica?”

Steve: “La rete, perchè offre la possibilità di esprimere il proprio talento. Poi viene la selezione dei contenuti che sarà sempre più indispensabile nel futuro per riuscire a convincere e quindi emergere.


ILBETTA: “Quindi in un certo qual senso, mi stai dicendo che sei andato controcorrente alle tendenze dei social network, puntando su meno contenuti, ma con un maggior tasso qualitativo. Quali sono i parametri di selezione per un contributo inviato ad Urbanautica, visto che la qualità è sempre un indice piuttosto soggettivo da gestire?”

Steve: “Non ricerchiamo fotografie ma progetti che abbiano qualcosa di non banale da dire. Anche la fotografia poi ha la sua grammatica e va rispettata.


ILBETTA: “Con che spirito gli utenti si avvicinano ad Urbanautica?”

Steve: “Ciascuno a modo proprio direi…


ILBETTA: “I Paesi nei quali ha trovato maggiore riscontro in termini numerici Urbanautica quali sono?”

Steve: “Ci visitano da 106 Paesi nel mondo. Stati Uniti e Nord Europa i più frequenti. I paesi emergenti Brasile, Russia e Cina. L’Italia naturalmente.


ILBETTA: “Questo è un progetto che parte dal web, ma che a breve farà un salto nell’offline attraverso una serie di mostre. Ci sarà un’anteprima? Come verranno articolati questi eventi?”

Steve: “Sì, stiamo curando una mostra internazionale. Sarà un percorso itinerante con un’anteprima al Festival di Savignano, rassegna di spicco per la fotografia contemporanea in Italia.


ILBETTA: “E il futuro di Urbanautica quale sarà?”

Steve: “Il mio prossimo sogno è editare delle monografie in serie numerata.


Le parole con le quali Steve si esprime, fanno intravedere un’anima poetica e sognante che sembra lasciare poco spazio alla sua formazione tecnica ed aziendale. Allo stesso tempo però si respira concretezza e operatività che permettono immediatamente di capire che i suoi progetti sono certamente originali, ma ben ancorati ad una visione di solido sviluppo.


Domani la terza ed ultima parte dell'intervista

giovedì 19 novembre 2009

Houston abbiamo un problema


Mi rimangono ventisei minuti a disposizione per scrivere questo post, dopodiché il computer si spegnerà inesorabilmente.
Già perché il cavo dell'alimentazione ha deciso di punto in bianco di abbandonarmi e il livello della batteria è già sul color rosso acceso.

Nella speranza di concludere il post per poi dirigermi di fretta in qualche negozio specializzato dove recuperare un nuovo "energico compagno", riflettevo su quanto dipendiamo dalla tecnologia oggi.

Nel mio piccolo se non riuscirò a risolvere questa incombenza, dovrò rinunciare alla mia pubblicazione quotidiana sul blog, controllare la posta e navigare sul web. Tutte funzioni che rientrano nella mia normale routine.

Basti pensare all'importanza della mail stessa. Oggigiorno è impensabile non avere un indirizzo di posta elettronica. Anzi dirò di più, oramai si rimane delusi se all'invio di una mail non riceviamo immediatamente una risposta.

Perché l'importante è rimanere connessi. Questa è la parola d'ordine.

Vabbé vi ho avvisati, se nei prossimi giorni non mi vedete sapete il motivo. E qualora non riuscissi a recuperare un cavo dell'alimentazione in tempi brevi, vorrà dire che i prossimi post li scriverò direttamente a mano su dei fogli che poi andrò ad attaccare in giro per il centro. Non sarebbe male, tra gli annunci immobiliari e le ricerche di lavoro, trovare gli aggiornamenti de ILBETTA ON AIR.