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mercoledì 4 maggio 2011

A domanda... nessuna risposta

Lo so capiterà anche oggi.


"Allora come va?", "La famiglia tutto bene?", "Quand'è stata l'ultima volta che è venuto a trovarci?", il tutto concluso dal quasi ironico "... mi raccomando... mi dica se sente male".


Saranno le 11 quando varcherò la porta che fa da spartiacque tra la sala d'aspetto e l'ambulatorio medico. Il tempo di stendermi sull'odiosa poltrona inclinabile, di arrotolarmi in un telo stile barbiere e farmi consegnare la salvietta per i presenti bisogni, che lui arriverà.


Dopo essersi tolto il guanto in lattice, mi stringerà la mano. Dopodiché avrà inizio il supplizio, accompagnato da una serie di domande. Domande alle quali difficilmente riuscirò a rispondere, dal momento che la mia bocca sarà alle prese con anestetico da una parte, aspiratore della saliva dall'altra e un alternarsi di trapani e arnesi non particolarmente invitanti.


Ma lui non demorderà. Addirittura spazientito dalla mia mancanza di risposte, incalzerà la dose. Arriverà a chiedermi del lavoro. Delle prossime vacanze e magari del tempo, che in mancanza di argomenti è sempre un buon jolly da giocare.


Ed io lì, con lo sguardo alla richiesta di una duplice pietà. La fine dell'intervento. La conclusione di un interrogatorio. 


Questo è quello che mi aspetta in questa mia giornata in uno studio dentistico, ma il bello arriverà alla fine. Rimesso i piedi a terra e libero da ogni ingombro potrò riprendere possesso della favella, dimenticandomi però di non avere ancora ripreso la piena sensibilità della bocca. Quindi cercherò di convincermi di non aver ricevuto un gancio destro da un pugile e che le labbra sono già ben posizionate sul medesimo asse.


E che qualcuno non mi venga a dire che devo pure sorridere. Me lo mangio. Anzi, meglio di no.

mercoledì 5 maggio 2010

Concerto in gocce

Lasciamo stare se queste giornate grigie non sono consone con i colori (e il calore) di un maggio primaverile. Cosa si può salvare di un martedì così uggioso? La risposta sta proprio nella pioggia o meglio nel suono prodotto da codesta perturbazione.

E' sera, per l'esattezza sono le 22.30. In casa regna il silenzio. Televisione spenta, addirittura credo non sia mai stata accesa. Il resto della famiglia a letto e voi, dopo che vi siete rassicurati che tutto sia apposto, luci spente, ultimo sguardo nella cameretta dei bimbi, porte e finestre chiuse, vi adagiate lentamente sul cuscino.

E' proprio in quel preciso istante che ha inizio il gran concerto della pioggia. L'acqua che scorre giù dalla grondaia fa da grancassa. Le gocce che battono sulla persiana della finestra sembrano suonare le timbales. Il fruscio provocato dalle autovetture sulle pozzanghere presenti sull'asfalto, un inconfondibile suono di xilofono. Il tutto perfettamente amalgamato nel ritmo della sveglia appoggiata sul comodino, che fa da metronomo.

I primi dieci minuti sono una bellissima sinfonia. Arrivati al ventesimo minuto subentra un po' di stanchezza, non tanto nei naturali suonatori, ma nell'ascoltatore. Dopo mezz'ora sarebbe richiesta una pausa. Allo scadere del primo tempo regolamentare è doverosa una sospensione. Alle 23.30 in punto si implora il cielo che smetta con il supplizio. Cinque minuti prima della mezzanotte si tolgono le batterie alla sveglia nella speranza che eliminato lo strumento che dà la scansione ritmica, i concertisti smettano di suonare. Quaranta minuti dopo l'ora del previsto rientro a casa di Cenerentola, si affonda la testa sotto il cuscino per attutire il suono e confidare di essere rapiti dal sonno. All'una e 35 circa (citazione voluta ndr), presi dal più completo sconforto si torna in salotto, si accende il portatile e si inizia a scrivere questo post.

Questa notte avrò dormito poco, ma spero almeno di avervi strappato un sorriso.

P.S. Per la cronaca sono le 2.20 e continua a piovere.
P.S.2 Visto che nel post ho citato un disco di Vinicio Capossela, vi lascio all'ascolto di una sua canzone sul tema dal titolo Nella pioggia, non fa parte dell'album All'una e 35 circa, bensì di Canzoni a manovella, ma merita l'ascolto :)