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giovedì 21 giugno 2012

Vero o Falso?

La matita rimarca la sua presenza su uno dei due quadrati contrassegnati da una V o una F. Non lascia diritto di replica quella X che va perfettamente ad incastrarsi in uno spazio relativamente piccolo. Poche incertezze accompagnano l'esecutore di un test banale.


Ma basta uscire dai confini limitati di un foglio per far sorgere qualche dubbio. Basta allontanare da sé fondamenta da altri sorrette, per vedere vacillare verità che forse tanto vere non erano o riabilitare falsità che tanto false non dovevano essere.


La parzialità che prende il sopravvento sull'assoluto. Su un assoluto spesso preso come tale, senza avvertire la necessità di mettere nulla in discussione. Troppo difficile. Troppo oneroso. Troppo destabilizzante.


In tale contesto verità crescono e falsità si alimentano. In un'eterna sfida, come se lo scopo fosse quello di incitare le proprie garanzie, screditando chi non sta con noi e senza mai porsi l'unico interrogativo fondamentale: che la stessa contrapposizione sia una completa messa in scena.


Intanto la matita ritorna a planare sul foglio, pronta a riprendere quel suo unico cammino tranquillo, lontano da ogni tentazione legata al dubbio.


mercoledì 7 luglio 2010

La giornata della verità

Stavo valutando l'ipotesi di indire una nuova giornata "dedicata a".

Nonostante il calendario sia fittissimo tra raccolte fondi, ricorrenze, iniziative di sensibilizzazione e quant'altro, ritengo possibile e auspicabile indire la giornata dedicata alla verità.

Lo spunto è preso da un gioco, quello della verità appunto. Dove di fronte a delle domande è necessario rispondere senza mentire. In cosa consisterebbe questa giornata è sintettizzabile in poche parole: dire e fare quello che realmente si vuole.
Gli effetti propedeutici dell'iniziativa sarebbero notevoli. Basta pensare a cosa succederebbe se si avesse la possibilità di mandare a quel paese il vicino antipatico, invece di riproporre il solito sorriso accompagnato da un buongiorno. Dire al proprio capo che l'ultimo ordine che vi ha fatto eseguire non solo era inutile, ma pure controproducente per l'azienda stessa, invece di scattare all'opera con un sì signore. Starsene a casa a cincischiare sul divano in pigiama invece di dover prepararsi per raggiungere gli amici al pub per farli contenti.

Naturalmente sarebbe possibile pure invitare a cena senza arrossire la cassiera dell'ipermercato sotto casa. Porgere le proprie congratulazioni al collega per un risultato raggiunto senza la paura di sentirsi inferiori. Chiamare una persona con la quale si aveva litigato privi del fastidio di dover trovare una giustificazione per aver fatto trascorrere troppo tempo.

Lo stesso Ministero della Salute dovrebbe promuovere questo tipo di giornata dal momento che si potrebbe statisticamente provare il calo di stress, pressione arteriosa e malattie psicosomatiche durante la corretta applicazione di questa giornata dedicata alla verità.

Che dite, proviamo a fissare un giorno a calendario?

martedì 26 maggio 2009

Ai confini della realtà


Niente paura non faccio riferimento alla serie televisiva che forse qualcuno ricorderà quand'era ragazzo, ma alla nostra realtà, o meglio quello che pensiamo sia la nostra realtà, dal momento che ognuno di noi se ne crea una propria.

Amore, felicità, esistenza, lavoro. Su ogni aspetto definiamo dei confini, entro i quali cerchiamo di rimanere, perché riteniamo che siano quelli giusti, quelli che ci hanno insegnato, quelli che abbiamo appreso durante le diverse fasi della nostra vita, ma soprattutto sono quei confini che maggiormente ci rassicurano.

Ma è pur sempre una visione personale, soggettiva. Perché certe volte non provare ad uscire da questi nostri confini per scoprire che cosa si vede dal di fuori. Proviamo ad allargare questi confini. Più informazioni abbiamo maggiore sarà la nostra conoscenza.

Se è pur vero che tutte le strade portano a Roma, magari se le conosciamo tutte possiamo scegliere quella più adatta a noi oppure, srotolando la cartina geografica che abbiamo a disposizione vedere che c'è qualcosa d'interessante anche dopo la capitale e quindi il nostro viaggio invece di fermarsi lì prosegue per altre destinazioni.

Facciamo che ogni meta diventi un punto di partenza e non di arrivo, forse così, girando di più, scopriremo nuove frontiere e ci renderemo conto che difficilmente esistono verità assolute.

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