giovedì 9 aprile 2009

Di Cattivo Gusto

Lo si dice spesso in riferimento a qualcosa che stona, che non è adatta al contesto, che è fuori luogo.

Può essere una battuta. Un comportamento o in alcuni casi legato al giudizio sull’abbigliamento di una persona. La componente soggettiva c’è sempre, in particolar modo nell’ultimo caso.

Però in alcune circostanze credo (mi auguro) che ci sia il plauso di tutti. Faccio riferimento all’informazione. Un’informazione, che non sempre utilizza il tono idoneo per comunicare. Un’informazione, che spesso perde il lume della ragione, trasformando la notizia in spettacolo. E questo non è possibile, soprattutto di fronte a certi avvenimenti.

Questo è il vero cattivo gusto. Questa è una mancanza di rispetto, nei confronti delle vittime di certi accadimenti e di chi da casa vede, ascolta, legge le notizie.

Un esempio su tutti. Rimandare a dopo la pubblicità per conoscere il numero aggiornato dei morti di una tragedia umana, credo non abbia bisogno di commenti del livello di malainformazione che, ormai, siamo anestetizzati nel subire.

L'importante è vantarsi dell'audience!


3 commenti:

Fred ha detto...

...e vi ricordiamo il nostro sito wwwW

Cristiano ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Cristiano ha detto...

Il cattivo gusto è la cifra prevalente della discussione (?) politica nel nostro paese. Guitti privi d'ingegno e gretti imbonitori hanno conquistato la piazza del borgo. Come possiamo pretendere che l'informazione (scientificamente lottizzata dagli albori della vicenda democratica) non si allinei al livello scadente della nostra vita pubblica?
Senza contare che l'informazione è gestita da imprese editoriali. In quanto attività economiche si prefiggono il profitto, non il buon gusto..