martedì 2 febbraio 2010

Mio cugino Frank - Parte Prima


Sono cinque i gradini che dividono il cortile dalla cantina. Due gli interruttori per accenderne le luci. Tre i vani che la compongono. Trent’anni, all’incirca, sono i miei ricordi legati a questi luoghi.

Il cambiamento si percepisce subito. Il profumo del bucato ha lasciato il posto alla fragranza dei colori. La creatività ha soppiantato i panni stesi. Più che una cantina sembra un laboratorio, un laboratorio di idee. Quadri, prototipi, opere incompiute, bozzetti terminati. E pensare che qui ci venivo a giocare, a trovare un nascondiglio, mentre uno dei tanti cugini si apprestava a terminare la conta.

Sono un po’ stupito, ma allo stesso tempo affascinato di come un luogo si possa così trasformare. Sicuramente non avrei mai potuto pensare a questa evoluzione, mentre ci rincorrevamo da bambini. O forse sì, d’altronde bastava uno sguardo allora per intenderci. Proprio come oggi, quando rivedo mio cugino Frank, lì in cantina alle prese con una delle sue ultime creazioni.

ILBETTA: “Ciao Frank, allora a cosa giochiamo oggi?”

Lentamente si gira verso di me, alza lo sguardo e con un leggero sogghigno mi risponde “Vista la giornata, una gara di biciclette attorno alla casa non ci starebbe male. Dieci giri. Il primo che arriva con meno sbucciature sulle ginocchia e sui gomiti vince”.

Poi un grosso abbraccio. E’ da diversi mesi che non ci vediamo. Ultimamente gli incontri si sono ridotti, non certo l’intensità. Con la sua proverbiale favella, inizia entusiasticamente a raccontarmi cosa ha prodotto in questo ultimo periodo. I progetti in corso e quelli in divenire. Parole accompagnate da gesti, come per amplificarne il suono. La descrizione di pensieri che sembrano trovare forma e sostanza.


ILBETTA: “Senti un po’, ma sei soddisfatto di quello che stai facendo?”

Frank: “Beh…diciamo che sono soddisfatto di quello che sono oggi, e questo per un insano idealista come me è già molto. Partendo dal presupposto che quello che io faccio è in realtà ciò che io sono, posso dire con una certa ed insolita serenità di essere stranamente felice, si…, condizione non prevista che mi ha colto impreparato ed alla quale dovrò sooner or later concedere la convivenza con la mia luminosa parte oscura temo…


ILBETTA: “Ma chi è Frank Cianuro oggi?”

Frank: “Come descrivere la non forma? …come significare un uomo che delle sue ombre ne ha fatto luce? …io in fondo, sono sempre quel sognatore controvento che da ragazzino ti inseguiva con la spada di Sandokan, fatta di legno nel cortile umido e sospeso dopo uno dei tanti temporali estivi della nostra incauta giovinezza, un cuore tremante pieno di visionaria eccitazione.

Più che dirti chi sono oggi posso dirti cosa non ho tradito del me stesso ragazzino. Sono ancora lì Betta, nel nostro cortile, nella nostra cantina. Cammino su quegli stessi passi che parlavano dei nostri sogni più puri e mentre un tempo inventavamo sognando ora invento sognando, costruisco progetti così folli da poter essere realizzati, fotografo, scrivo e ritraduco a me stesso cose che non so ancora fare, tento di interpretarle per farle diventare visual, prototipi, mobili improbabili, messaggi, comunicazione. Ma a guardar bene forse sono solo un pensatore ripiegato su se stesso… un DESINER FOR MISTAKE.


Nell'immagine in alto ABOUT EASY LOVE? - "il cuore del marinaio è proprio così leggero così com'è nell'immaginario comune?" - Opera di Visual Art, tecnica mista su forex di Frank Cianuro


Continua domani

3 commenti:

MO:) ha detto...

Complimeti per il dipinto, mi piace...MOLTO!

Anonimo ha detto...

Grande Frank!!! By Adè

Anonimo ha detto...

Devo ammettere che nonostante io conosca e apprezzi questo "pazzerello Frank" dopo la lettura di questa bella e insolita intervista mi sono commossa... Sarà qualche forte ricordo che tenta di emergere o il delirio di una persona dalle eccessive emotività? Nel dubbio della mia risposta a voi " GRANDI" cugini un fortissimo augurio!! ciao ciao sister