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martedì 27 settembre 2011

Ma tu che fai?

Capita di chiederselo. Soprattutto di fronte a certe situazioni problematiche. Persone in difficoltà. Storie complicate. Futuri privi di un domani. E' proprio incontrando tutto ciò, che sembra perdere significato quello che si fa. Se non addirittura apparire inutile.


Gli impegni diventano una perdita di tempo. Le attività un gioco. Mentre là fuori tutto "brucia".


Però non credo si pecchi d'indifferenza, se proprio in talune circostanze ognuno inizia a dare il meglio di sé. In quello che sta facendo. In quello che è nelle sue possibilità. Se c'è un'etica nel lavoro, nei confronti di sé stessi, è il momento propizio per tirarla fuori.


Un maestro dovrà essere ancora più bravo nel trasmettere il proprio sapere. Un dirigente ancora più bravo nel trovare le soluzioni per la propria azienda. Un operaio ancora più bravo nell'apportare la propria competenza nel suo lavoro. Un cantastorie ancora più bravo nell'emozionare le persone.


Certo in questo modo non si risolveranno i grandi problemi della Terra, però almeno un piccolo ed infinitesimale contributo nel migliorarne l'aspetto sociale e non, sarà fatto.


Photo Credits

martedì 25 gennaio 2011

Il pollo

Ogni tanto per cercare di capire tendo a spezzettare un problema. In alcuni casi, quando possibile, passo da una visione cosiddetta macro a quella più semplice legata al singolo. E' una questione di ridimensionamento. Nel piccolo trovo risposte che spesso si perdono nell'immenso.


Ed ecco scaturire, nell'osservazione quotidiana dei comportamenti a dir poco scorretti, la teoria del pollo. Il pollo in questione è quello da spennare, la problematica è quella dell'arricchimento illecito. 


Quindi passiamo dalle aule del tribunale al negozietto sotto casa. Questo perché proprio ieri, mi è capitato ancora una volta di vedere una di quelle scene alla Totò. Il classico turista in balia di un commerciante dall'etica professionale poco marcata.


Ma questo è solo un esempio, la cosa purtroppo è molto più generalizzata e non risparmia nessun tipo di categoria. 


Ciò che infastidisce è che questo atteggiamento, tipico nostrano, è andato man mano nel tempo a ledere le fondamenta della buona fede. Questo significa che ormai tutti siamo diffidenti, perché nessuno vuol passare da pollo.


Sembrano stupidate, però poi sono questi singoli comportamenti che moltiplicati ed amplificati, trasformano un mal costume in qualcosa di più pesante e negativo.


Bene, ora vado al supermercato e al banco degli affettati se mi fanno la domanda di rito "... lascio?", dopo avermi tagliato 30/40 grammi in più rispetto a quanto chiesto, sarà la volta buona che gli propino cosa farsene di quelle fettine di prosciutto in più.


Un pollo.

giovedì 15 luglio 2010

Valori

Un amico mi pone questo interrogativo: "Vale la pena avere dei valori?".

Non gli chiedo nemmeno il motivo di tale domanda. Sicuramente ci saranno stati degli accadimenti personali che lo hanno portato a tale riflessione. Mi estraneo dal suo singolo caso. Faccio mia la questione e cerco una risposta globale ad essa.

Per non influenzarmi nel ragionamento, cerco per un attimo anche di togliermi di dosso il ruolo di padre ed educatore. In questo caso la risposta sarebbe scontata.

Faccio un bel respiro ed enuncio il mio verdetto.
Sì, non solo vale la pena, ma è doveroso avere dei valori, a maggior ragione oggi dove tutto sembra che sfugga ad ogni principio etico, civile e morale.
Certo se uno guarda i servizi dei telegiornali o legge gli articoli dei giornali, ha ben poco da sorridere. Una politica spazzatura, un'economia avariata, conflitti e guerre umanamente intollerabili.

Parlare di valori in uno scenario di questo tipo sembra qualcosa di surreale.

Nonostante ciò credo che sia fondamentale avere dei valori e comportarsi quotidianamente in modo tale da perseguirli. Non potrò mai credere a coloro che sostengono che l'uomo è nato per fare e farsi del male. Ci sono troppe persone valide che compiono egregiamente il proprio lavoro ogni giorno in silenzio, senza apparire.

Forse se l'informazione desse più attenzione a queste persone silenziose, capiremmo che il mondo non è proprio così male come vorrebbero farci credere.