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mercoledì 24 giugno 2009

Lui è più buono di me

L'accusa che periodicamente mi viene rivolta è quella di essere troppo buono. Come se la bontà fosse diventata un difetto a favore della furbizia.

Riesco a difendermi da questa "calunnia" in due modi. O fingendo, mettendomi la maschera del burbero oppure, approffittando della presenza del mio amico Andrew, non perché sia un avvocato, bensì perché lui è più buono di me.

Arrabbiarsi con Andrew sarebbe un delitto. Estroverso, solare e generoso. Poi lui ha quella simpatica battuta che ti mette subito di buon umore. Andrew lo potrei paragonare ad un anti-stress. Passare una serata con lui a cena, davanti ad una buona bottiglia di vino, vuol dire avere il divertimento assicurato.

Quindi alziamo il bicchiere e facciamo un brindisi per il compleanno di Andrew, invitandolo a non cambiare mai.


martedì 4 novembre 2008

Quei bravi ragazzi!

Qualche giorno fa pescando dalla libreria un vecchio romanzo, ho fatto una piacevole scoperta. All’interno come segnalibro ho trovato una foto.
Ritraeva me e il mio carissimo amico Andrew ad una cena di 18 anni prima. L’ho presa con entrambe le mani afferrandola delicatamente ai due estremi. Lentamente me la sono portata vicino al viso: che emozione!

Sembrava una foto di un’epoca ancor più lontana. Un’immagine tratta da qualche film di Scorsese, con un De Niro e un Al Pacino come interpreti. Anche i colori apparivano antichi dai toni stanchi, che lasciano però trasudare tutta l’energia, l’entusiasmo e le speranze di due ragazzi pronti a cambiare il mondo.

Da allora di cose ne sono accadute e il mondo non l’ho abbiamo cambiato (per il momento), però quel legame di amicizia che ci legava è ancor più forte e vivo che mai, nonostante le nostre strade non ci permettano più di vederci con la stessa frequenza.

Ciao Andrew, a presto!