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mercoledì 14 marzo 2012

Pre-fitness e post-work

In una giornata scadenzata da ritmi frenetici occorre ottimizzare il tempo. E' per questo che può accadere anche questo, che l'ufficio diventi lo spogliatoio della palestra. Ed ecco che con lo sguardo fisso sull'orologio a parete inizia la trasformazione. Trasformazione necessaria. Tra quaranta minuti inizia il corso di pilates, considerando che trenta sono necessari per raggiungere la palestra e cinque per scendere le tre rampe di scale (ascensore troppo lento) e accendere lo scooter, è una vera e propria sfida da guinness dei primati. 


Ed ecco che allora sfilata la cravatta, adagiata la giacca di "ordinanza" sulla sedia, sbottonati i bottoni delle camicia - compresi i polsini - e calati i pantaloni ben stirati, dopo aver tolto le scarpe lucide inizia la vestizione pre-fitness e post-work. Aperta la poco anonima sacca sportiva vengono tirati fuori e immediatamente indossati rispettivamente t-shirt, tuta e scarpe ginniche, dopodiché raccolti gli indumenti alla Clark Kent nell'apposito porta abiti, s'indossa il giaccone, si spegne la luce non prima di un ultimo controllo se il pc è rimasto acceso e poi via verso l'insegna Exit.


Battuti tutti i tempi. Record stabilito. 4' 47'', migliorato di ben cinque decimi il precedente miglior tempo. Tutto va per il meglio se non fosse che, una chiamata che arriva dal fondo del corridoio emessa dalla riconoscibile voce del capo ufficio annuncia che qualcosa potrebbe andare storto.


"Il Responsabile del Personale la vuole vedere. Subito!". 


Una soffiata. Sicuramente quello dell'ufficio del quarto piano, che avendo una rampa di scale in più, arriva sistematicamente in ritardo in palestra. Peccato pilates saltato, ma forse da domani avrò più tempo. Molto più tempo.

martedì 25 ottobre 2011

Luce delle mie brame

Non ero più abituato. Quel tono di grigio costantemente presente. Nel cielo. Riflesso sulle facciate dei palazzi. Presente nei volti delle persone. E' stato come passare dal colore al bianco e nero. Mettere un off sulla funzione HD dei propri occhi.


Se a questo aggiungiamo una pioggia sottile, ma persistente e una temperatura in lenta, ma inesorabilmente in caduta,  il cerchio tristemente si chiude. Per qualche mese non possiamo aspettarci grandi cose. 


Anche il fisico, nonostante le resistenze, sta per abbandonarsi all'arrivo del lungo inverno. Ogni tanto c'è quasi un cenno di letargo, immediatamente scacciato dagli impegni quotidiani. Però è fin troppo poca latente la sua voglia di ritirata. 


Ma non tutto vien per nuocere. Anche le brevi giornate di luce invernali hanno il loro fascino. Quale? Occorre pensarci un po'. Diciamo che sono sufficienti tre/quattro mesi. Di riflessione. O forse per farsene solamente una ragione.


Intanto tra qualche giorno torna l'ora legale. Allora sì che ci divertiremo.