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mercoledì 16 maggio 2012

Sbalzi

Ma che si decida! Non si può passare dai pantaloncini corti ed infradito al cappotto non ancora definitivamente riposto nell'armadio. E' una questione fisica. Il corpo sta ricevendo continui messaggi contraddittori. Oramai crede che il termine tintarella faccia riferimento al ticchettio della pioggia che scende copiosa dal cielo. Per non parlare della psiche. Non si sono mai viste tante persone tese come in questi giorni. Sembra che il vento abbia preso possesso di loro facendone emergere i lati negativi. Irritate, scontrose e arroganti. Un concentrato di maleducazione, ma forse non è solo colpa del maltempo.


Intanto si susseguono le previsioni meteo. Tra proclami d'estate e avvistamenti di temporali, la situazione non sembra stabilizzarsi. E' una perfetta rappresentazione di ciò che ci accade attorno ogni giorno. Sbalzi meteorologici assimilabili a quelli umorali. Non occorre essere meteoropatici per avvertirne gli sintomi e le conseguenze. 


E anche oggi usciamo con l'ombrello. Domani, si vedrà.

martedì 25 ottobre 2011

Luce delle mie brame

Non ero più abituato. Quel tono di grigio costantemente presente. Nel cielo. Riflesso sulle facciate dei palazzi. Presente nei volti delle persone. E' stato come passare dal colore al bianco e nero. Mettere un off sulla funzione HD dei propri occhi.


Se a questo aggiungiamo una pioggia sottile, ma persistente e una temperatura in lenta, ma inesorabilmente in caduta,  il cerchio tristemente si chiude. Per qualche mese non possiamo aspettarci grandi cose. 


Anche il fisico, nonostante le resistenze, sta per abbandonarsi all'arrivo del lungo inverno. Ogni tanto c'è quasi un cenno di letargo, immediatamente scacciato dagli impegni quotidiani. Però è fin troppo poca latente la sua voglia di ritirata. 


Ma non tutto vien per nuocere. Anche le brevi giornate di luce invernali hanno il loro fascino. Quale? Occorre pensarci un po'. Diciamo che sono sufficienti tre/quattro mesi. Di riflessione. O forse per farsene solamente una ragione.


Intanto tra qualche giorno torna l'ora legale. Allora sì che ci divertiremo.

lunedì 20 giugno 2011

Sole, pioggia, vento e ancora sole

Se queste sono le premesse, c'è da impazzire.

Si passa dai trenta gradi, a temporali che hanno nel loro avvicinarsi qualcosa di apocalittico, per poi rilasciare un paio di gocce d'acqua. Oppure dal boccheggiare causato da un'umidità impetuosa ad un vento in grado di accontentare solo chi fa windsurf.

In tutto questo c'è un vestiario che non trova stabilità, passando da t-shirt a felpe e k-way, ma soprattutto un fisico che va in tilt stufo di repentini cambiamenti.

Perché poi la cosa peggiore è non stare bene, quando fuori il cielo è terso e il sole estivo fa sentire pienamente tutto il suo calore. E' in queste situazioni che è gradevole essere raffreddati. E' veramente piacevole esibire in continuazione fazzoletti di carta. E' incantevole avvertire dolore a tutte le articolazioni. E' elettrizzante sentirsi la gola come il forno a legna di un pizzaiolo. E' straordinario avere la febbre.

In questo idilliaco contesto, di domenica pomeriggio, stordito da qualche antinfiammatorio, con la testa  sul cuscino del divano, non potendone più di stare a letto, con lo sguardo rivolto fuori dalla finestra del salotto, è proprio allora che guardando il cielo ti auguri d'intravedere una piccola nuvoletta. Così, per sincerarti che la sfortuna non esiste. 

Invece no! E' in quel preciso istante di maggior sconforto, che là fuori è la più bella giornata che avete mai visto. Il sole splende lassù nel cielo, tanto che dovete tirare la tenda per il fastidio della luce negli occhi. 

Se il sole bacia belli, è pure vero che prende in giro chi si ammala in pieno giugno.

Etciù.

martedì 20 ottobre 2009

Le previsioni del tempo

"... non è possibile, nemmeno sul tempo ci vogliono lasciare tranquilli ... perché devo preoccuparmi ancor prima che succeda una cosa ... chiamano temporali, pioggia, grandine e poi ti ritrovi con una splendida giornata di sole..."

Così commentava un'arzilla signora ad un'amica, mentre era in fila al banco della frutta del mercato. Questo sfogo meteorologico rappresentava, forse, un rammarico ben più profondo.

Su tutto viene fatta una previsione, e nonostante infallibili calcoli probabilistici, spesso e volentieri i risultati vengono smentiti. Ma al di là del fatto della loro più o meno attendibilità, quello che lasciava intendere la signora, era che senza le previsioni, una persona avrebbe la possibilità di godersi con più serenità il presente. Perché stare già oggi in ansia per la grandinata prevista tra quattro giorni?

Viviamo in una società dove tutto deve essere pianificato e previsto. Qualcosa di non programmato rischia di mandare in crisi la nostra già instabile serenità. Quindi magari almeno sul tempo qualche volta potremmo sorvolare. La nostra apprensione verso le previsioni meteo è così elevata da far sembrare che noi tutti abbiamo un'azienda agricola, con migliaia di ettari coltivati, da mandare avanti.

Anche se per qualche giorno le previsioni meteo non pervengono, non credo che ci cambierà l'esistenza. E se domani piove? Ci si può sempre improvvisare Gene Kelly!


giovedì 2 ottobre 2008

SALA D'ATTESA


Certo che la sala d'attesa dei medici è veramente un micro-ambiente degno di esperimenti sociologici. Vi descrivo la scena. Eravamo in quattro persone equamente distribuite tra le sei sedie a disposizione di questo spazio 3x2. L'età media, beh diciamo che io l'abbassavo drasticamente.

Il signore all'angolo destro guardava distrattamente un'edizione di quattroruote presumo di qualche anno fa, raccolta tra le riviste aggiornate distribuite su un tavolino ben posizionato al centro della stanza. Di fronte a me, una signora che leggeva con molta più attenzione le "ultime" novità del mondo del gossip da Diva e Donna e infine alla mia sinistra una non più giovane badante moldava concentrata nello sfogliare la rubrica del suo telefonino. Ohps e io, che cercavo qualcosa con lo sguardo, ma non si sa bene cosa.

In tutto questo la cosa più strana era il silenzio assoluto che regnava. Un silenzio da funzione religiosa. Era come se tutti fossero stati nell'attesa che qualcuno dicesse una parola per interrompere questo stato di quiete apparente.

E la parola magica come per incanto arrivò. Il signore dall'angolo destro si alza, si affaccia a quel semi-balcone presente e con tono deciso, scadenzando le parole esclama: "Per essere in autunno le temperature sono ancora buone!".

Tutti abbiamo iniziato a commentare animosamente questa sentenza appena espressa e ancora una volta il Che tempo che fa è stato il grimaldello per scardinare la timidezza umana.