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mercoledì 14 marzo 2012

Pre-fitness e post-work

In una giornata scadenzata da ritmi frenetici occorre ottimizzare il tempo. E' per questo che può accadere anche questo, che l'ufficio diventi lo spogliatoio della palestra. Ed ecco che con lo sguardo fisso sull'orologio a parete inizia la trasformazione. Trasformazione necessaria. Tra quaranta minuti inizia il corso di pilates, considerando che trenta sono necessari per raggiungere la palestra e cinque per scendere le tre rampe di scale (ascensore troppo lento) e accendere lo scooter, è una vera e propria sfida da guinness dei primati. 


Ed ecco che allora sfilata la cravatta, adagiata la giacca di "ordinanza" sulla sedia, sbottonati i bottoni delle camicia - compresi i polsini - e calati i pantaloni ben stirati, dopo aver tolto le scarpe lucide inizia la vestizione pre-fitness e post-work. Aperta la poco anonima sacca sportiva vengono tirati fuori e immediatamente indossati rispettivamente t-shirt, tuta e scarpe ginniche, dopodiché raccolti gli indumenti alla Clark Kent nell'apposito porta abiti, s'indossa il giaccone, si spegne la luce non prima di un ultimo controllo se il pc è rimasto acceso e poi via verso l'insegna Exit.


Battuti tutti i tempi. Record stabilito. 4' 47'', migliorato di ben cinque decimi il precedente miglior tempo. Tutto va per il meglio se non fosse che, una chiamata che arriva dal fondo del corridoio emessa dalla riconoscibile voce del capo ufficio annuncia che qualcosa potrebbe andare storto.


"Il Responsabile del Personale la vuole vedere. Subito!". 


Una soffiata. Sicuramente quello dell'ufficio del quarto piano, che avendo una rampa di scale in più, arriva sistematicamente in ritardo in palestra. Peccato pilates saltato, ma forse da domani avrò più tempo. Molto più tempo.

mercoledì 19 novembre 2008

Drive Time

E’ il momento di massima comunicazione. Con noi stessi e con gli altri.

Quando usciamo dai nostri uffici per tornarcene lentamente a casa. E’ lì, in quell'abitacolo della nostra macchinina che inseriamo il pilota automatico e facciamo partire i nostri pensieri, le nostre riflessioni. E’ proprio quello il momento in cui entriamo più in contatto con il nostro io, facendo il bilancio di com’è andata la giornata lavorativa. E’ sempre lì, che entusiasticamente pensiamo a cosa preparare per cena, a dove incontrare gli amici, a che ora passare a prendere lei.

E una volta espletate queste comunicazioni interne, ecco che passiamo alla fase del contatto con l’esterno. Diligentemente posizionata l’auricolare all’orecchio si parte con una serie interminabile di telefonate. Si passa dalla musica ai libri, dai programmi televisivi al cinema, dal calcio ai motori. Ma soprattutto si parla di vita. Di come si sta e di come si vorrebbe stare. Di progetti e di sogni. Di paure e di incertezze.

Di sottofondo c’è sempre la radio, Deejay con la Pina e Diego ad intrattenere le nostre conversazioni. Spesso addirittura fonte di ispirazione. E intanto i km trascorrono e il nostro tornare a casa forse più dolcemente si è fatto.