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mercoledì 21 marzo 2012

La giornata dei maestri

Non di scuola, ma di vita. Sono quelli che poco conta dove li incontri. A nulla serve ricordare che non hai chiesto niente a loro. Eppure sono pronti a dispensare insegnamenti, consigli e certezze che, se non si ha un minimo di autoconsapevolezza, si rischia di pensare d'essere delle nullità. 


Ce ne sono di due tipi. I tuttologi, che sono afferrati su qualunque aspetto dell'esistenza umana. Vantano pure conoscenze altisonanti. In alcuni casi, i più disperati, dicono di aver canali preferenziali anche con Lui. Sì deleghe ancestrali che permettono a loro di aver ragione non solo sul presente, ma anche di possedere certezze per il futuro.


Poi abbiamo gli esperti di una materia. Apparentemente meno pericolosi, se non fosse che riconducono qualunque discorso al loro cavallo di battaglia. Poco importa se parlate di una cosa lontanissima dal loro campo d'azione. Loro riusciranno ascoltandovi poco e sommergendovi di parole, a far sì che quello sul quale si sentano super preparati possa non solo emergere. Ma trionfare.


Se poi avete la fortuna d'incontrarli tutti insieme nella stessa giornata dotatevi di un buon lettore musicale portatile. Con cuffie ben inserite nelle orecchie e fili degli auricolari ben mimetizzati, continuate ad annuire con la testa a tempo di musica. Per loro non solo sarà sufficiente, ma sarà entusiasmante.

giovedì 15 dicembre 2011

La notte porta consigli

Anche troppi, certe volte.


Si era coricato da un paio d'ore. Immediatamente il sonno lo aveva sorpreso, catturandolo in uno stato di profondo riposo. Apparente però. Alla mezzanotte da poco passata, come in un incantesimo rovesciato gli occhi iniziarono a puntare il soffitto. Solo il buio, lo convinse che era il caso di richiuderli, ma il pensiero non era assolutamente della stessa idea.


Iniziarono così a sfrecciargli idee, interrogativi e qualche risposta. Più si concentrava nel voler riaddormentarsi, più la sua mente assumeva l'attenzione degna di una riunione plenaria. Il tempo trascorreva inesorabilmente, ma del sonno nessun segnale. Mentre erano i progetti, le ipotesi e le valutazioni a farsi sempre più strada. Questa cosa non lo agitava, anzi gli sembrava un modo diverso per vivere la notte. 


Ad un certo punto però, quando l'orologio sembrava più incline al giorno, pensò pure di abbandonare il letto. Magari per mettere su carta tutti quei consigli. Desistette, dal momento che comunque il corpo sembrava avvertire un torpore di stanchezza non indifferente.


Quando oramai la rassegnazione aveva preso il sopravvento, il totale cedimento. Solo al terzo tentativo di allarme della sveglia, riprese coscienza e la consapevolezza che doveva alzarsi. 


A stento si trascinò in cucina per la colazione. Sul tavolo ad attenderlo quel poco che era rimasto della peperonata della cena della sera prima. Tutto gli risultò più chiaro. Compresa la notte trascorsa in bianco.

mercoledì 14 luglio 2010

Mettersi in discussione

Qual è la linea di confine tra il giusto consiglio e un parere fuori luogo?

Dove sta il limite tra credere fermamente in un'idea e perseguire un'illusoria chimera?

E' preferibile essere giudici di se stessi con un forte bagaglio di autocritica o avvalersi di un pizzico di arroganza e una buona autostima?

Sono tutti interrogativi leciti, in particolar modo quando si sente anche la necessità di mettersi in discussione. Capire se il cammino intrapreso è quello giusto. Valutare se lo si sta portando avanti bene, con entusiasmo e professionalità. Non è sufficiente capire dove si vuole andare, ma anche come e in certi casi anche con chi.

E' una questione di "settaggio", di messa a punto. Nel mondo dei motori si effettua prima di ogni gara, per affrontare al meglio le insidie delle diverse piste. Così dobbiamo fare noi, in termini di competenze e di approccio mentale.

Umiltà nell'apprendere. Determinazione nel perseguire.

Individuata la meta, ha inizio il viaggio. Magari in alcuni casi si dovrà rivedere la rotta, ma la X su quella mappa che abbiamo a disposizione deve essere sempre ben visibile a noi.

Solo così forse riusciremo a scindere le buone indicazioni dalle inutili insinuazioni. La permalosità mettiamola da parte, insieme però ai sensi di colpa e alle insicurezze.

Leviamo l'ancora è tempo di partire.