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lunedì 11 luglio 2011

Torno subito

Non vi è mai capitato di aver voglia di assentarvi da voi stessi?


Mettiamo il caso che vi siate da poco svegliati. Non lo siete ancora completamente, ma il lavoro vi reclama. Mentre fate il vostro viaggio di trasferimento verso l'ufficio, sul treno nel posto a fianco al vostro c'è un conoscente, nemmeno un amico, che vi inizia a raccontare tutto il suo week end (perché c'è sempre qualcuno che ha qualcosa da raccontarvi di prima mattina). Ecco questo è uno di quei casi dove vorreste mettere il cartello torno subito ed elegantemente defilarvi.


Ma non è l'unica situazione. Facciamo pure un altro ipotetico esempio. Tramonto in riva al mare con la/il vostra/o amata/o. Arriva un altro conoscente che non si pone minimamente il problema di interrompere un piacevole momento ed inizia a parlare. Magari questo conoscente è pure dotato di un'ottima favella e continua a parlare. Parla così tanto che il tramonto è già passato. Anche qui il cartello torno subito non sarebbe male.


Naturalmente ci sono pure i casi telefonici. Un terzo conoscente vi chiama attorno all'ora di cena. Alla sua iniziale domanda su un eventuale disturbo, voi avete cortesemente risposto che vi stavate sedendo a tavola, ma se comunque la cosa è veloce date la vostra disponibilità. Bene la telefonata che doveva essere breve, ha circa una durata trai 35/40 minuti. Dopo quell'interminabile periodo vi ripresentate in cucina e lo sguardo della vostra compagna, magari proprio quella con la quale avevate cercato di condividere il tramonto, non è dei più congeniali. Anche in questa occasione forse sarebbe stato il caso di esporre il cartello torno subito.


Torno subito: quella momentanea assenza che ti può risollevare la giornata!

martedì 8 settembre 2009

Soli. Finalmente soli.

Sabato mattino. Bambini dai nonni. Sveglia disinserita. Persiane abbassate quel tanto da far solo percepire se la luce diurna ha preso il sopravvento sui lampioni notturni.

Soli. Finalmente soli. Possiamo dormire. Alzarci dal letto quando e se lo vogliamo. Che lusso. Da quanto tempo non ci capita una situazione di questo tipo.

Sogno infranto. Qualcuno suona alla porta. Al primo squillo non reagiamo, potremmo esserci sbagliati. Al secondo mestamente metto un piede giù dal letto. Al terzo mi trascino al citofono.

Una voce squillante. "Buongiorno, lei crede nella visione cattolica di Cristo Gesù?".
Con l'apparecchio attaccato all'orecchio guardo l'ora. Otto e quarantacinque. Prendo un grosso respiro, trattengo le parole, sistemo il citofono e torno a letto.

Riproviamo a riprendere confidenza con il cuscino. Dopo non più di mezz'ora squilla il telefono. Mi alzo negativamente predisposto . "Buongiorno, vorremmo farle una proposta per l'abbonamento ADSL di ...". Riaggancio. Non lascio nemmeno pronunziare il nome dell'operatore. Potrei denunciarlo.

Ritorno in camera da letto guardo mia moglie senza parlare. Visto che non possiamo dormire, vado a farmi la doccia per prepararmi poi ad una tranquilla e corposa colazione. Almeno qui troverò un momento di relax.

Uscito dal bagno trovo un tavolo amorevolmente imbandito. Più che una colazione sembra un brunch. Nemmeno il tempo di versare il caffè caldo nella tazzina che bussano alla porta. E' l'anziana vicina che deve raccontarci della pianta di rosmarino che ha egregiamente impiantato in un vaso sul suo terrazzo.

La conversazione si prolunga oltre misura. Prendo solo il caffè, che ormai è diventato pure freddo e decido di andare a prendere i piccoli. Forse con loro staremo soli. Finalmente soli.

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