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giovedì 17 maggio 2012

La marcia del tempo che fu

Questi colori sono sgargianti come i sorrisi accompagnati
eccolo là il blu che se ne esce spinto da un cielo di disinteresse
c'è pure un rosso che dà il tono ad un imbarazzo poco noto


Tutto è pronto come sempre per una festa sorprendente
pure il palazzo è abbellito come descritto nell'invito
dalle pareti corre via anche l'ultima allegria


Una musica se ne va mista di suoni e modernità
il cantante che s'impegna come fosse lui la stella
ma è il dj che fa girare il suo disco per ballare


Mentre il barman si prepara con il drink e la fanfara
ma è la parola che dispenserà a far ubriacare questa civiltà
e il bicchiere si dimena mezzo vuoto dopo la cena


Ma è la folla che sta per arrivar a sentenziare la felicità
uomini lontani ritrovan la via di un'illusione che sembra magia
e le donne che sono qua regalan sorrisi senza pietà


E' come una marcia del tempo che fu
dove tutto si ripete come in un menu
e la scelta finale non la decidi tu. 

giovedì 19 aprile 2012

Festa di vita

C'erano fisarmoniche, violini, chitarre e trombe. Ma soprattutto c'era il ritmo, quello ben scandito dal battito delle mani. Attorno ai musicisti molti ballavano. Altri sorridevano. Tutti gioivano. Non era una festa particolare. O meglio lo era. Si celebrava la vita. Per loro era una normalità, per lui era qualcosa d'insolito. L'iniziale smarrimento fece spazio però alla scoperta e alla voglia di partecipare. 


Appoggiò lo zaino a terra. A fianco mise le scarpe. Sentiva la necessità di togliere il superfluo e anche quel gesto di rimanere a piedi nudi gli sembrò liberatorio. Si lasciò travolgere dalla musica. Si lasciò abbandonare al calore delle persone. Un calore emanato da una spontanea umanità. Non aveva ricordi di ricevere tanta ricchezza da persone che i suoi simili avrebbero additato come poveri. 


Anche il sole a stento se ne voleva andare nonostante l'ora del tramonto fosse già giunta. Solo le prime stelle ufficializzarono l'arrivo della sera. La luna ne consacrò la bellezza. In tutto ciò le note non smettevano di vibrare nell'aria.


Era passata solo mezz'ora dal suo arrivo in quella piazza. Nemmeno un giorno da quello in codesta città. In così poco tempo aveva già capito tante cose. Non sarebbe stata la sua destinazione finale. Era solo una tappa, ma avrebbe potuto viverci una parte della sua vita. Per poi rinascere.

lunedì 9 maggio 2011

Festa della mamma (l'augurio del giorno dopo)

Vita.
Un abbraccio.
La prima parola.
L'ultima.


Le sue preoccupazioni. A volte mascherate. Altre meno.
L'amore più grande. In alcuni casi eccessivo. Ma pur sempre amore.
Una favola prima di addormentarsi.
L'angelo custode di quando si sta male.


Fragilità. Indistruttibile.
Un porto dove rifugiarsi. Un porto da allontanarsi.
Parole scambiate. Sentimenti non espressi.
La maglietta da mettere.


La più bella.
La più noiosa.
Obblighi.
Affetto.


La vicinanza.
L'ingombro.
Il distacco. 
La mancanza.


Una carezza.
Uno schiaffo.
Un bacio.
Un bacio non dato.


Un profumo.
Lo sguardo.
Una voce. 
Ricordi.


Tutto questo.
Molto altro ancora.
Qualcosa da togliere. 
Sicuramente altro da aggiungere.