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lunedì 18 aprile 2011

Luce lunare

Sistemo le ultime cose. Computer in borsa. Cellulare in carica. Cuscini sul divano in posizione originale. Non rimane che spegnere l'unica luce rimasta ancora accesa, quella della cucina. Prima però un bicchiere d'acqua. Dopodiché buio.


Ma non è così. Un fascio di luce illumina il soggiorno. Mi accosto alla finestra. Guardo fuori. Una luna non piena, ma di una magnificente intensità, dà nuova forma a tutto ciò che incontra. 


Il cielo sgombero da nuvole, con il suo tono scuro, sembra il palcoscenico ideale per la serata.  Il palco di un altisonante teatro pronto ad ospitare un'interprete d'eccezione. Lei dal canto suo, appare proprio come una vera e propria diva.


Attorno a sé un alone di lucentezza. Davanti a sé una platea incantata di case, alberi e sguardi. Sguardi di persone che come me saranno rapiti dalla sua presenza. Sicuramente saremo in tanti in questo momento a puntarle gli occhi addosso.


Il suo è un monologo di luce. Anche le ombre smettono di muoversi in sua presenza. Nessuno parla. Io stesso trattengo il respiro per non disturbare questa sua rappresentazione. Nonostante ciò un dialogo avviene. La sua luminosità è ricambiata dal flusso dei pensieri. I pensieri di coloro che la stanno guardando con tanta meraviglia.


S'innesca quasi un circolo virtuoso tra la sua luce e i nostri pensieri. Maggiori sono questi ultimi a salire verso di essa, più lei aumenta la sua intensità. Più aumenta la sua intensità, più fioriscono desideri in coloro che sono lì a guardarla.


Ad un certo punto sembra quasi strizzarmi un occhio. Come ad augurarmi una buona notte. Come a volermi dire "dormi tranquillo che i tuoi sogni si realizzeranno". 


Con questo augurio speciale, me ne vado a dormire. Rimane lei a vegliare su di me e chissà magari domani al mio risveglio sarò pronto a rendere realtà ciò che a lei ho teneramente confidato.


Intanto, buona notte anche a te, luna.

lunedì 20 luglio 2009

20 Luglio 1969: la Luna.

Padre e figlio dialogano sull'imminente grande evento.

"Papà perché andiamo dagli zii a vedere la televisione?"
"Piccolo, perché oggi è un giorno speciale, stanno andando sulla Luna"

"Ma chi sta andando sulla Luna?"
"Per la prima volta l'uomo metterà piede sulla Luna. Una cosa impensabile fino a qualche anno fa!"

"Perché l'uomo vuole camminare sulla Luna?"
"Si tratta di una missione spaziale. Servirà a capire tante cose."

"Quali cose?"
"Tante cose, ad esempio se c'è qualche forma di vita anche lì e poi si potranno costruire delle case e magari un giorno andremmo ad abitarci."

"Ma sulla Luna ci sono i robot?"
"No, non credo. Però magari possono scoprire altre cose."

"Ah. Allora non m'interessa."
"Perché dici così?"

"Perché così non posso giocare. Non potevano andare in un posto dove c'erano i robot?"
"Ma i robot non esistono."

"Certo che esistono, altrimenti con che astronave sarebbero andati sulla Luna gli uomini?"
"Forse hai ragione. Comunque sbrighiamoci, altrimenti perderemo il momento dell'atterraggio."

"Sì proprio come nel libro degli extraterrestri che guardavo l'altro giorno, però lì atterravano sulla Terra".
"Ma quella era finzione, era solo un fumetto non era una cosa vera."

"Papà, perché secondo te è vero che gli uomini stasera atterreranno sulla Luna con l'astronave?"
"..."