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lunedì 27 luglio 2009

Guardare ad occhi chiusi


Apri gli occhi!

Quante volte ve lo hanno detto quando eravate nell'intento di cercare qualcosa e sistematicamente non la trovavate. A me spessissimo, essendo un distratto patologico. Devo prendere la nuova confezione di zucchero riposta nell'armadietto della cucina, metto a soqquadro l'intera dispensa per non trovarla e lei è lì, nel primo ripiano davanti a tutto.

Poi c'è un'altra accezione del termine legata al tentativo di portare una persona a prendere coscienza di una situazione oggettiva. Di risvegliarla da un torpore fiabesco per farle accettare una realtà spesso scomoda e difficile.

Però io ho un'altra interpretazione del guardare ad occhi chiusi. Si tratta di quell'esercizio per stimolare gli altri sensi a nostra disposizione. In alcuni casi non è detto che la sola presa visione di una cosa sia esaustiva. Una persona non è solo presenza fisica. Una città non è solo abitazioni e strade. Un cibo non è solo ciò che vediamo nel piatto. Esistono pensieri, suoni, gusti e odori.

Ogni tanto provate a chiudere gli occhi e ditevi cosa vedete.

Photo credits

martedì 2 dicembre 2008

Dolce Divagazione

Toglietemi tutto, ma non il dolce.

Entro in pasticceria, sempre in punta di piedi. In particolar modo in quelle pasticciere artigiane, vecchio stile, in cui intravedi il gran maestro all’opera. Lì con gli ultimi ritocchi sulle frolle appena uscite dal forno o l’adagio posizionamento della frutta sulla crostata in realizzazione.
Sono luoghi mistici, dove si può soddisfare la vista, l’olfatto e lo stomaco.

Pochi giorni fa ricordavo con mia moglie, complice ideale per queste glicemiche fughe, un fantastico dolce che avevamo mangiato per le strade di Parigi.
La gouffre, una delicata pastasfoglia che si presenta come una scacchiera, ove però gli spazi sono concavi e vengono riempiti da una colata di cioccolato fuso. Ancor prima di addentarla, si intravede le potenzialità della delizia. Tenendola in mano, si sente sui polpastrelli il tepore dato dalla cialda appena scaldata sulla piastra. E poi, si raggiunge il culmine quando il primo boccone raggiunge il palato. Incredibile.

Emozioni simili le ho raggiunte solo girando per la Sicilia. Ma questa è un’altra storia.

Bon Appetit!