Visualizzazione post con etichetta tennis. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tennis. Mostra tutti i post

lunedì 6 giugno 2011

Non si vive di solo calcio

Due accadimenti. Un unico pensiero di rabbia.


Da un lato lo scandalo legato al calcio scommesse. Dall'altro ragazzi, speranze, impegno e sacrificio. 


Mentre i mezzi d'informazione dedicano ampio spazio ad un avvenimento più giudiziario che sportivo, assisto all'epilogo di un torneo di tennis per under 12 e 14. In questo duplice sussulto di sentimenti contrastanti, l'ennesima conferma.


Nonostante il torneo rappresenti una finale di un percorso durato diversi mesi, nonostante raccolga i migliori giovani talenti proveniente da tutta Italia, la presenza del pubblico è irrilevante, i mezzi a disposizione degli organizzatori sono alquanto limitati, l'esposizione mediatica data all'evento inesistente.


Un torneo di calcio organizzato dalla parrocchia di turno avrebbe goduto di più gente, di più mezzi e sicuramente di qualche sponsor economico. Questo non è solo perché il calcio rappresenta lo sport nazionale del nostro Paese, ma perché tutte le altre discipline sportive sono considerate minori, nel senso che non veicolano soldi.


E quindi mentre mi emoziono di fronte al gesto atletico in questo caso di un giovane tennista, mi schifo nel leggere che un giocatore di calcio "professionista"si vende una partita.


Il calcio è solo uno sport o almeno dovrebbe essere tale. Ma lo sport è anche metafora della vita, e mai più di oggi rappresenta come sta andando parte della nostra società.


Continuo a sperare nell'altra parte. Quella fatta di quei piccoli atleti che ho ammirato in questi giorni. Persone che mettono sul campo tutta la loro passione e capacità, all'inseguimento di una vittoria certo, ma ancor prima di un sogno. 

martedì 30 giugno 2009

Giovani campioni


Mentre a Wimbledon si sta svolgendo uno dei tornei più prestigiosi, con un Roger Federer tornato in grande spolvero, a centinaia di chilometri di distanza, per la precisione in quel di Mestre, ho avuto il piacere di assistere alle Final Four Under 12 Maschile a squadre.

Al di là del coinvolgimento emotivo, visto che c'era anche mio nipote ad impugnare la racchetta, è stata una piacevole esperienza. Assistere a questi giovani ragazzi con una grande dose di agonismo in campo, ma allo stesso tempo con una correttezza non indifferente, mi ha fatto riflettere sul fatto che esistono ancora situazioni sportive con un forte risvolto educativo.

Aggressività, ma lealtà. Determinazione, ma rispetto.
Questi sono stati i binomi che hanno caratterizzato i diversi incontri e tutti questi giovani campioni.
Fino a qualche istante prima dell'inizio del match erano lì che scherzavano e giocavano insieme e non bastava una divisa diversa, l'appartenenza a circoli diversi a separare la loro voglia di stare insieme. In campo, giustamente le cose cambiavano. Tutti volevano vincere, l'agonismo prendeva il sopravvento, ma senza mai perdere la stima per l'avversario. Ma soprattutto una volta terminato l'incontro tutto tornava come prima. Tornavano ad essere dei semplici ragazzi.

Per la cronaca sono diventati campioni regionali Under 12 Maschile proprio la squadra di mio nipote Eddy, il T.C. Sanguinetto, ma la vittoria più bella è stata assistere a questa festa dello sport.
Per fortuna non si vive di solo calcio.
Continuate così ragazzi, ricordandovi che prima di diventare campioni dello sport, bisogna essere campioni come persone. Bravi e congratulazioni a tutti.


Nella foto i giovani campioni da sx: Eddy Leardini, Federico Lonardi, Edoardo Pacchiega e il maestro Dean Pinezic.

lunedì 20 aprile 2009

Tie-break


Le similitudini tra la vita e lo sport sono molte.
Preparazione, talento, concentrazione, obiettivi, spirito di gruppo. Solo per citarne alcune.

Sulla scia dell'entusiasmo degli incoraggianti risultati del mio nipotino nel tennis, ultimamente mi sono soffermato su questa disciplina sportiva.

E' impressionante come la componente emotiva incida sugli atleti e di conseguenza sul risultato del match.
Mi è capitato di vedere tennisti dotati di un bagaglio tecnico nettamente superiore soccombere ad avversari mediocri, traditi dalla tensione psicologica di una vittoria vicina o per un colpo decisivo.

Alcuni sono convinti che non è possibile migliorarsi su questi aspetti e in parte condivido. Ma solo in parte. Controllare l'emozione non è cosa da poco. Spesso l'emotività è una componente innata.

Per questo dobbiamo ricordarci che il nostro corpo va allenato non solo da un punto di vista fisico, ma anche psicologico. Forse in questo modo saremo pronti per far nostro il prossimo Tie-break.

Photo Credits

venerdì 17 ottobre 2008

Disco Week End: Yannick Noah - Yannick Noah


Beh il disco che vi consiglio per questo fine settimana è una vera e propria chicca!
In un certo senso si lega anche al compleanno del mio amico Modena, visto che ha in comune con il cantante di questo album, un passato da tennista (ad un livello leggermente diverso).

Lui è il grande Yannich Noah, che in tanti ricorderanno per i suoi spettacolari match al Roland Garros. Ho avuto il piacere di scoprire la sua nuova vita da cantante, durante un viaggio tra la Bretagna e la Normandia di qualche anno fa, dove lui mi ha fatto da colonna sonora con questa canzone...