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martedì 30 giugno 2009

Giovani campioni


Mentre a Wimbledon si sta svolgendo uno dei tornei più prestigiosi, con un Roger Federer tornato in grande spolvero, a centinaia di chilometri di distanza, per la precisione in quel di Mestre, ho avuto il piacere di assistere alle Final Four Under 12 Maschile a squadre.

Al di là del coinvolgimento emotivo, visto che c'era anche mio nipote ad impugnare la racchetta, è stata una piacevole esperienza. Assistere a questi giovani ragazzi con una grande dose di agonismo in campo, ma allo stesso tempo con una correttezza non indifferente, mi ha fatto riflettere sul fatto che esistono ancora situazioni sportive con un forte risvolto educativo.

Aggressività, ma lealtà. Determinazione, ma rispetto.
Questi sono stati i binomi che hanno caratterizzato i diversi incontri e tutti questi giovani campioni.
Fino a qualche istante prima dell'inizio del match erano lì che scherzavano e giocavano insieme e non bastava una divisa diversa, l'appartenenza a circoli diversi a separare la loro voglia di stare insieme. In campo, giustamente le cose cambiavano. Tutti volevano vincere, l'agonismo prendeva il sopravvento, ma senza mai perdere la stima per l'avversario. Ma soprattutto una volta terminato l'incontro tutto tornava come prima. Tornavano ad essere dei semplici ragazzi.

Per la cronaca sono diventati campioni regionali Under 12 Maschile proprio la squadra di mio nipote Eddy, il T.C. Sanguinetto, ma la vittoria più bella è stata assistere a questa festa dello sport.
Per fortuna non si vive di solo calcio.
Continuate così ragazzi, ricordandovi che prima di diventare campioni dello sport, bisogna essere campioni come persone. Bravi e congratulazioni a tutti.


Nella foto i giovani campioni da sx: Eddy Leardini, Federico Lonardi, Edoardo Pacchiega e il maestro Dean Pinezic.

martedì 16 giugno 2009

Rispetto

Occorre avere rispetto per essere poi rispettati.

Rispetto verso gli altri. Nessuno può considerarsi superiore ad un altro. Ogni individuo ha i propri pensieri, condivisibili o meno e attraverso il rispetto nasce il confronto sulle idee, sui punti di vista, sulle diversità e sulle uguaglianze.

Rispetto verso se stessi. Per gioire alle vittorie e per non abbattersi di fronte alle sconfitte. Per non essere troppo critici quando si commettono degli errori e troppo esuberanti quando tutto va bene.
Ognuno è una persona con i propri pregi e difetti. Ogni individuo è un insieme di grandi forze ed enormi fragilità.

Rispetto nei confronti di tutto quello che facciamo. Per continuare a fare meglio. Per capire che ci vuole impegno nel fare le cose. Le soddisfazioni arriveranno, se non dagli altri, sicuramente dal nostro IO.

Rispetto per dare il buon esempio. Insomma, arrabbiamoci meno e a sorridiamo di più.



martedì 3 marzo 2009

Il Buon Esempio

E' fondamentale.
Se vogliamo riportare ad uno stato di civiltà la nostra società, dobbiamo partire singolarmente dando il buon esempio.

Lo notavo prima, lo fisso bene nelle mia mente ora che ho anche un ruolo di educatore come padre. Ed è proprio nella costante ricerca quotidiana di dare la migliore educazione ai miei figli, che vedo come sia alla base di ogni approccio pedagogico il buon esempio che devono dare i genitori.

Non mi metto ad elencare aneddoti o racconti di accadimenti vissuti. Basta che vi guardiate un po' in giro e troverete notevoli situazioni dove la regola del buon esempio non è stata particolarmente ben applicata.

E' impegnativo. Molto impegnativo, ma se non si è rispettosi di se stessi e degli altri, sarà impossibile pretendere il rispetto dagli altri e dalle generazioni future.

Basta lamentarsi, iniziamo proprio da qui, dal dare il buon esempio. Un primo grande passo per la formazione dell'Uomo.

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