lunedì 28 settembre 2009

La vera storia di una patata bollente


Avevamo già fatto le ordinazioni da circa mezz'ora, quando il cameriere arrivò con i primi piatti: gnocchi di patata con il pomodoro e pappardelle ai funghi.

Dovevo capirlo fin da quel momento che la serata sarebbe stata piuttosto calda.
Preso da un nostalgico ricordo vacanziero, avevo scelto gli gnocchi. Nemmeno il tempo di concludere la frase di rito del "Buon Appetito" che la forchetta non si esibì in una delle sue prese migliori, lasciando tragicamente precipitare il primo scottante gnocco, imbevuto di salsa di pomodoro, sulla candida camicia bianca all'altezza del cuore.

Era solo l'inizio di una tragicomica serata.
All'arrivo dei secondi, la conversazione aveva assunto un tono triste e cupo. Malattie, licenziamenti e sfortune varie raccontate da uno dei commensali, avevano preso il sopravvento nei dialoghi al tavolo. Naturalmente il tutto non avrebbe giustificato un mio pianto, se non fosse che la patata doveva concludere la sua vendetta personale nei miei confronti.

Questa volta, sotto forma di patata al forno, attendeva di accoppiarsi al boccone di carne, presente sul mio piatto dei secondi.
Proprio durante l'annunciazione dell'ennesima sfortuna del malcapitato al tavolo, delicatamente la prima patata al forno giungeva all'interno della mia bocca. Appena addentata, dal timido tepore della doratura esterna, si sprigionò il più bollente e lavico impasto interno con temperature mai raggiunte prima.

Nella più completa nonchalance portai la mano sinistra alla bocca, piegando leggermente il capo in avanti, mentre una prima lacrima di dolore scivolò dal mio viso. Questo gesto, interpretato dai presenti come la più naturale commozione di fronte a tale triste narrazione, innescò un pianto collettivo in solidarietà del malcapitato.

Dopo essermi allontanato dal tavolo per raggiungere la cucina nell'invano tentativo di scoprire qual era la patata che aveva voluto attentare alla mia vita e chi era il mandante, tornai al tavolo dove il cameriere prendeva le ordinazioni per il dolce della casa: un ciambellone ripieno di mascarpone fatto con fecola di patata.

Decisi di lasciar perdere al dolce per motivi di linea. Non avrei mai voluto che la patata compisse pienamente il suo dovere.

E poi dicono che non sia vero che la vendetta va servita calda!

Photo Credits

2 commenti:

Anonimo ha detto...

tremenda la patata bollente....:))
by...Adè

Anonimo ha detto...

bETTA nON sAPEVO cHE aVESSI qUESTI pROBLEMI cON lA pATATA .....

aNONIMO gIOCATORE nOTTURNO dI rISIKO