giovedì 22 aprile 2010

Il giorno prima

Giovedì 22 aprile 2004.

Ma chi l'avrebbe mai detto che sarebbe arrivato quel giorno. Certo nove mesi di attesa in un certo qual senso sono più che sufficienti per far maturare l'idea. Però dalla teoria alla pratica come tutti sappiamo ne passano di cose. E comunque dal pensiero di diventare padre per la prima volta ad esserlo effettivamente il salto è notevole.

Doveva mancare ancora una settimana alla scadenza prevista.
Saranno state su per giù le 19 e stavo rientrando da una lunga e calda giornata di lavoro. La mia lei mi aspettava in centro. Appena la vidi, mi apparve immediatamente più raggiante del solito. Abbronzata, sorridente e con gli occhi luccicanti. Comunque nessun sintomo che potesse far presagire che sarebbe giunto il fatidico momento.

Una passeggiata insieme per condividere quanto successo durante le ore di forzata separazione. Uno sguardo al tramonto in laguna e un respiro di quell'aria che era frizzante a tal punto, che se non fossimo già stati innamorati, sarebbe stata la perfetta complice di una serata da corteggiamento.

Rientriamo a casa che mancavano pochi minuti alle 21. Il calore della stanza era così presente da non invogliare ad una impegnativa cena calda. Meglio un po' di yogurt e della frutta fresca.
Ci accomodammo sul divano, dopo esserci messi in una tenuta più sportiva.
Come al solito il palinsesto televisivo desolante poco proponeva. Lasciammo Il Grande Fratello (fate voi l'edizione, poco importa ai fini del racconto) in sottofondo, mentre noi continuammo a conversare.
Neanche il tempo che la lancetta lunga si potesse posare sul sei per scandire il primo quarto d'ora d'avvio della trasmissione, che lei si alzò, posò il suo sguardo "esclamativo" su di me e con tono perentorio enunciò: "Ci siamo!".

Da quelle parole ad io completamente vestito, con tanto di scarpe allacciate, valigia in una mano e telefono nell'altra in collegamento con il 118, trascorsero ventuno secondi. Dopo otto minuti eravamo già sulla lancia che ci accompagnava all'ospedale. Atri cinque e mi ritrovavo in sala d'attesa, ad aspettare un segnale.

Passarono circa sedici ore e alle 13.25 di venerdì 23 aprile 2004 si poté udire il pianto della creatura e... del sottoscritto.
Sarebbe stato l'inizio di una nuova splendida vita.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

evviva Nicolò! by a.

Fred ha detto...

sono i momenti che ci porteremo per tutta la vita...

Anonimo ha detto...

Anche a diventare madri si piange... e non solo la prima volta! QUando ti appoggiano sulla pancia quella creaturina che sta bene, che è sana e che finalmente è arrivata è inevitabile sciogliersi in lacrime.

Però domani non mi piangere sulla torta che la glassa di zucchero teme l'umidità!!!
MO:)

Anonimo ha detto...

Momenti meravigliosi e inspiegabili... Nonostante sia passato qualche annetto ho molto presente quando sono diventata mamma. Ma ora ci concentriamo con gli auguroni a una splendida creatura... il fantastico Nicolò evviva ! ciao sister

danzonelvento-valeria ha detto...

quanta emozione mi hai trasmesso! emozione e rimpianto...io ho avuto un figlio appena compiuti i 20anni,e quando ne avevo io 20(ora ne ho 46)non ero consapevole quanto mio nipote che ne ha 17!non so se sia che i tempi son cambiati...ma propendo più a darne la maggiore responsabilità al vissuto.
comunque di fatto son rimastra incinta dopo pochi mesi di rapporto di coppia e ho pensato bene pure di sposarmi(!) durante la gravidanza...
ho vissuto tutto come se stesse succedendo a qualcun.altro,con distacco(ora lo so ma allora recitavo bene)e superficialità,interiore intendo..insomma la verità è che non l.ho "vissuto". col senno di poi,naturalmente,si capiscono e si spiegano tante cose,meccanismi di difesa,facile no!
quel che mi son "persa" è stato tanto,oserei dire troppo per come lo sento.
non che non fossi contenta di aspettare un bambino,nei miei sogni volevo "la famiglia del mulino bianco";)))
naturalmente è stato un disastro e le conseguenze le pago anche ora,un bagaglio che mi porterò sulle spalle e nel cuore per sempre.
poi alla tenera età di 42 anni col mio compagno attuale decidiamo,stavolta con consapevolezza,di voler un figlio...che meraviglia!
e poi,diciamocelo,per me sarebbe stata anche una forma di riscatto rispetto all.esperienza precedente,un riappropriarmi di ciò che sembrava perduto..
non è stato così,ero in menopausa.
beh mi son sentita in colpa si e pure arrabbiata.
la natura ha fatto il suo corso,questo alla fine mi son detta ed io ho un profondo rispetto per la natura che va avanti per la sua strada nonostante tutto,nonostante noi
...se dovessi cercare un Dio(cosa che non sento necessaria)credo risiederebbe nella natura.
ecco son riuscita a condividere questo con voi...son giorni che ci penso,ma oggi fuori la primavera cinguetta e con lei il mio cuore.
grazie dell.attenzione
valeria

Anonimo ha detto...

bello saper descrivere questi momenti con parole come le tue.
bello far emergere i sentimenti che a volte non esprimiamo e teniamo dentro. grazie di averli condivisi

danzonelvento-valeria ha detto...

per anonimo,grazie a te per la tua attenzione.
non è stato facile,ma credo molto nella condivisione(certo non è possibile con tutti)penso sia utile a chi si esprime e a chi ascolta e poi sai mai venga voglia a qualcun.altro di fare altrettanto;)
ciao

Firuzeh ha detto...

Molto semplice e molto bella la tua descrizione di quei momenti ...e poi conosco sia Niccolò che la scugnizzetta....