giovedì 24 novembre 2011

Perché la donna è un pericolo al volante

E' una questione di femminilità.


Partiamo dalla calzatura. Il tacco. Su codesta scarpa non aggiungo altro, per non infierire. Lo stivale non è da meno, certamente non facilità un movimento rapido dei piedi. Mentre le ballerine apparentemente innocenti, non permettono la giusta sensibilità sui i pedali. A tal proposito provate da fermi a toccare freno, acceleratore e frizione scalzi. Mi saprete dire.


Il maquillage. Non dite che non avete mai visto una donna ferma ad un semaforo o bloccata in piena tangenziale, approfittare della pausa per una ritoccata di rimmel o una spennellata di fard. Peccato che il semaforo torni rapidamente verde e il traffico congestionato riprenda il suo movimento.


La borsa. Fedele compagna di viaggio, normalmente viene depositata sul sedile a fianco il conducente. C'è un problema però, contiene di tutto, ivi compreso il cellulare, che se malauguratamente dovesse squillare, richiederebbe di staccare la mano destra dal volante per un tempo minimo di un paio di minuti. 


Arriviamo infine all'ordine. Prerogativa femminile, che viene spesso applicata con rigore. Quindi il sistemare le cose associato alla ricerca di un parcheggio fa sì che il primo spazio libero è quello giusto per parcheggiare l'auto. Però ci sono delle misure da rispettare e far entrare uno station wagon in meno di due metri, è un'impresa impossibile anche per Houdini.


Quasi dimenticavo. Leggera sfumatura, ma non indifferente. Avete mai trovato una campionessa di Gran Turismo della PlayStation?


P.S. Prima di qualsiasi reclamo in merito a quanto scritto, aspettate di leggere la prossima settimana "Perché l'uomo è un pericolo al volante".

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Carissimo Andrea sai quanto ti voglio bene ma avrei da obiettare in merito: allora io forse sono un caso a parte ma parcheggio meglio di mio marito e ho sempre guidato macchine di una lunghezza pari a 4 mt..e si è vero devo ammetterlo qualche piccolo incidente l'ho fatto , ma scagli la prima pietra chi non l'ha fatto. Forse alla F1 non ci sono ancora delle donne al volante ma vedrai che tra un pò riusciremo a sfondare anche in quel campo!! e allora bando alle ciance e W LE DONNEEEEEE!!!! un baciotto Ele

p.s.: non me ne volere ma dovevo difendere la categoria! ;-)))

Monica:) ha detto...

Dunque: IO ODIO guidare... ma ci sono delle mie amiche che sono bravissime e delle quali mi fido molto di più di certi uomini, con i quali non salgo volentieri in macchina e a i quali (SOPRATTUTTO) non affiderei mai le mie figlie... perchè tener testa alle chiacchiere dei bambini in macchina, senza fare un incidente, rendone tacchi, trucco e borsa delle quisquillie!

Buona giornata, ora vado a prendere le bambine a scuola... in bici ;)

Firuzeh ha detto...

Bettini Andrea, gran provocatore: ho preso la patente nel 1966; ho guidato in Iran, Turchia, Messico, Francia, Germania, USA....non aggiungo altro.
Ho il massimo dei punti nella patente più i bonus concessi.
Bettini Andrea ti voglio bene lo stesso ma non provocare troppo!
Aspetto i commenti della tua fan, Ade....
Per la cronaca: e i maschietti che guidano con scarpe 'carro armato' sentono bene i pedali? E' una domanda innocente...naturalmente...