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lunedì 7 settembre 2009

Fatto, saputo fare, potuto fare


Il ristorante era semideserto. Una coppia di poche parole, un gruppo di apparenti amici e una reunion famigliare composta da tre generazioni: nonno, figlio di mezza età e nipote da poco maggiorenne.

Da quest'ultimo tavolo, il mio sguardo viene attratto. In particolar modo dal capostipite di questa famiglia. Lineamenti ben marcati, pelle abbronzata dal sole della terra, mani grandi in continuo movimento nel tentativo di rafforzare parole che scorrono in tono solenne e autoritario senza permettere un contraddittorio.

Sto assistendo ad un sermone che trova il suo gran finale in una frase che riecheggia nella spoglia sala da pranzo "... posso essere completamente soddisfatto della mia esistenza perché ho fatto, ho saputo fare e ho potuto fare...".

Una frase a suggello di una gloriosa visione della propria vita. Niente pentimenti. Nessuna incertezza. Una ferma sicurezza.

Gli occhi del figlio si abbassano sul piatto vuoto in forma reverenziale. Quelli del nipote si alzano al cielo come in una preghiera che il supplizio abbia un veloce termine.

Chissà se con meno presunzione, questo monologo e apporto di esperienza si sarebbero potuti trasformare in un dialogo costruttivo e un confronto reale sulla esigenze e difficoltà di generazioni diverse. Chissà.
Intanto arriva il conto.
La cena è finita e ben poco rimarrà di questa serata ai partecipanti di questo banchetto.

Photo Credits

mercoledì 10 giugno 2009

Compagni di viaggio

Ci sono momenti di passaggio nella vita che ti portano a fare esperienze diverse, con situazioni ed incontri che spesso poi ti rimangono ben scolpiti nella memoria.

Uno di questi, almeno per me, è quello legato all'università fatta "lontana da casa".
E' in questa circostanza che assumono un ruolo importanti i compagni di appartamento che condividono con te un esilio più o meno forzato.

Io ho avuto la fortuna di condividere questa avventura con due straordinari personaggi: Francuzzo e il Franz.
Francuzzo era una garanzia. Ci conoscevamo dall'infanzia. Cresciuti insieme, anche se con percorsi scolastici diversi e su di lui tornerò prossimamente (fine agosto?). Mentre il Franz è stata una piacevole scoperta. Per il Franz si può tranquillamente riesumare il detto chi trova un amico trova un tesoro. Già perché, conosciutolo solo pochi giorni prima della partenza per il cammino universitario, si è dimostrato poi il compagno ideale.

Con il mio positivismo ed entusiasmo e la sua praticità e metodologia nello studio, abbiamo creato il perfetto connubio per arrivare fin dove, forse noi stessi in alcuni momenti avevamo perso qualche speranza.

Gli aneddoti attorno a quel periodo sono molti e forse un giorno ne dispenserò alcuni. Resta il fatto comunque, che auguro a tutti d'incontrare degli ottimi compagni di viaggio per affrontare le sfide più disparate. Compagni di viaggio che sono stati, sono e saranno dei miei cari amici.

Ohps quasi dimenticavo... buon compleanno Franz!