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giovedì 21 gennaio 2010

Cosa farai da grande?


"Apriamo le gabbie e facciamo uscire il leone che c'è in noi!"

Anche se assimilabile, non è lo slogan per una nuova campagna pubblicitaria di qualche bevanda energizzante o di un format televisivo stile Mai dire Banzai.
E' una considerazione che ho fatto quando ho avuto la sensazione di sertimi ingabbiato nell'esporre a terzi la mia figura professionale (e di conseguenza la mia persona).

Non so se vi è mai capitato che quello che state facendo o vorreste fare è fortemente condizionato dal percorso scolastico e/o lavorativo precedente. E' vero una persona dovrebbe aver fatto delle scelte personali sia in termini di studio sia di approccio al mondo del lavoro ben ponderate, in modo tale da rispondere correttamente alla domanda "cosa farai da grande?". Però non sempre queste scelte sono state completamente consapevoli ed incondizionate.

Quindi che si fa? Se ci si accorge che nel frattempo la nostra risposta a quella fatidica domanda è cambiata? E' qui che dobbiamo seguire alla lettera lo slogan iniziale. E' doveroso, per onestà nei confronti in primis di se stessi e poi degli altri, uscire da questa gabbia costituita da un percorso che non ci rappresenta più. Con una buona dose di umiltà e una grande determinzione, è necessario rigenerarsi per seguire le proprie pulsioni e soddisfare i veri talenti di cui ognuno è fantasticamente dotato.

D'altra parte sono sempre dell'idea che è sempre meglio un buon meccanico che un mediocre ingegnere.

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mercoledì 10 giugno 2009

Compagni di viaggio

Ci sono momenti di passaggio nella vita che ti portano a fare esperienze diverse, con situazioni ed incontri che spesso poi ti rimangono ben scolpiti nella memoria.

Uno di questi, almeno per me, è quello legato all'università fatta "lontana da casa".
E' in questa circostanza che assumono un ruolo importanti i compagni di appartamento che condividono con te un esilio più o meno forzato.

Io ho avuto la fortuna di condividere questa avventura con due straordinari personaggi: Francuzzo e il Franz.
Francuzzo era una garanzia. Ci conoscevamo dall'infanzia. Cresciuti insieme, anche se con percorsi scolastici diversi e su di lui tornerò prossimamente (fine agosto?). Mentre il Franz è stata una piacevole scoperta. Per il Franz si può tranquillamente riesumare il detto chi trova un amico trova un tesoro. Già perché, conosciutolo solo pochi giorni prima della partenza per il cammino universitario, si è dimostrato poi il compagno ideale.

Con il mio positivismo ed entusiasmo e la sua praticità e metodologia nello studio, abbiamo creato il perfetto connubio per arrivare fin dove, forse noi stessi in alcuni momenti avevamo perso qualche speranza.

Gli aneddoti attorno a quel periodo sono molti e forse un giorno ne dispenserò alcuni. Resta il fatto comunque, che auguro a tutti d'incontrare degli ottimi compagni di viaggio per affrontare le sfide più disparate. Compagni di viaggio che sono stati, sono e saranno dei miei cari amici.

Ohps quasi dimenticavo... buon compleanno Franz!