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mercoledì 26 novembre 2008

Men at Work

Sono due le principali categorie di osservatori dei lavori in corso presso un cantiere: gli anziani e i bambini.

Vorrei soffermarmi non tanto sulla prima categoria, che ha un approccio più critico e “polemico” sui lavori in corso d’opera, ma sui bambini.

Il loro sguardo è magicamente attratto dai mezzi di lavorazione. Lo scavatore, la gru, il montacarichi, i TIR e in particolar modo la ruspa.
Cosa sembra ai loro occhi tutto questo? Quali sono le associazioni che scattano nei loro pensieri? Questi mezzi forse gli appariranno come dei grandi ed imponenti giocattoli. Attraverso le prospettive, in lontananza forse pensano che si possano anche prendere in mano.

Gesti che hanno ripetuto nelle loro colorate camerette o durante i soggiorni vacanzieri in spiaggia, ora vengono proiettati nella realtà, attraverso il lento movimento di grandi macchine azionate da grandi uomini.

Ecco svelato l’arcano. Forse pensano che questi mezzi siano i giocattoli dei grandi. Quando cresceranno potranno giocare anche loro con giocattoli più grandi.

Chissà. Nel frattempo non smettiamo di fargli giocare con la fantasia e ammirate anche voi i loro lucenti sguardi quando sono in questa fase contemplativa di ammirazione.


lunedì 20 ottobre 2008

Fantasia

Mi capita spesso di essere catturato da quello che sanno fare i bimbi. Sarà la mia sensibilità di neo-genitore, ma è fantastico vedere come riescano ad utilizzare la fantasia per intrattenersi ed intrattenere.

Innanzitutto non conoscono l’associazione biunivoca tra oggetto e funzione, quindi ogni cosa può essere usata per una destinazione diversa da quella originaria. Li puoi trovare che utilizzano le pentole per suonare, divani come trampolini di una piscina olimpionica, pigiami come costumi di scena per una famosa rappresentazione teatrale, … .

Poi s’inventano i giochi e i relativi amici. E qui si apre un capitolo a sé perché chi non ha mai avuto un amico immaginario che ci ha accompagnato nella nostra infanzia? (il mio si chiamava emy)

Dopo un momento d’ilarità nell’assistere piacevolmente a tutto ciò, mi guardo in giro, torno nel mondo dei “grandi”, di noi adulti chiedendomi perché non siamo riusciti a conservare almeno un pizzico di quella fantasia che sicuramente in una società un po’ cinica come la nostra non farebbe certamente male.