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lunedì 17 ottobre 2011

Franco Bolelli, un incontro all'insegna della vitalità!

E' stata una festa. Per l'animo. Per lo spirito. Mancava solo la musica, anche se in alcuni momenti le sue parole sembravano note. Erano scandite dal ritmo della frequenza cardiaca. Alto. Perché sarà stata l'emozione, sarà stato l'entusiasmo, ma il sangue sfrecciava nelle vene. Come pure gli stimoli correvano nel pensiero.


D'altronde con Franco Bolelli non poteva essere differente. Quella di venerdì scorso all'Hotel Londra Palace di Venezia è stata una serata speciale de "Il mecenate d'anime". Lo è stata perché Franco con la sua disponibilità, con la sua vitalità, ha regalato momenti di gioia a tutti i presenti.


Il libro VIVA TUTTO! scritto a quattro mani con Lorenzo "Jovanotti" Cherubini è stato il primo piatto. Ma di cibo per la mente, Franco ne ha dispensato in abbondanza. E pensare che lui scrittore e filosofo, a fatica si ritrova in un'unica definizione. Lui che è travolto e a sua volta travolge, dalla passione per la costruzioni di nuovi modelli mentali, sentimentali, comportamentali e vitali.


Ed ecco che concetti apparentemente astratti, vengono resi incredibilmente concreti dai suoi racconti. Si parte dalla coevoluzione, per arrivare all'innovazione. Anzi non c'è un vero e proprio inizio e fine nei suoi discorsi, ma spunti che lasciano l'opportunità per ulteriori riflessioni. Per nuovi confronti. 


Anche la sua visione della continuità, come limite di un Paese per evolvere è sintomatica. Come lo è la sua considerazione che oggi più che mai sia importante darsi da fare. Costruire più che lamentarsi.


La sua visione della tecnologia è affascinante. Mentre emozionante è quando parla dei bambini come della massima espressione del potenziale umano.


Che dire. Bravo Franco. VIVA FRANCO!


Di seguito un breve stralcio della serata. Il significato del titolo "VIVA TUTTO!" e qual è l'obiettivo di questo libro. Mentre l'intera registrazione della serata la potete vedere a questo link.




martedì 22 marzo 2011

"Attacco" alla Fortezza



Il primo febbraio di quest’anno l’avevamo annunciato.

Oggi si è compiuto.

12 ore. 786 chilometri. Un quantitativo di entusiasmo non quantificabile. Pazzia quanto basta.

Inoltre, 2 città differenti di partenza accomunate da un “Ve”: Venezia e Verona. Un luogo d’incontro ai confini della fantasia: Villamarzana. Una destinazione ai limiti dell’impresa: Cortona.

Lui con la sua (nuova) reflex. Io, moleskine e bic (consumata).

Un caffé prima di Bologna e poi via verso Roncobilaccio, stranamente privo di rallentamenti. Ore 11.30 si entra in territorio toscano. Il meteo è rispettoso del calendario. Ammirare il paesaggio di questa regione il secondo giorno di primavera è come vedere la propria amata indossare l’abito nuziale. Sensazione unica. Irripetibile, per alcuni.

Arrivati. E’ l’ora di pranzo. E’ ORA.
Raccolte un paio d’informazioni, ci si dirige a mangiare. Le due meno dieci scatta l’operazione. Si sale di un centinaio di metri in altitudine. Pure l’adrenalina aumenta. Da lì a poco l'incontro.

Eccoci! Alle nostre spalle una panoramica dall’alto delle terre di Dante. Di fronte a noi la Fortezza del Girifalco. Il luogo predestinato per accogliere le prove del nuovo tour. Quale tour? Dimenticavo vi manca un elemento. Anzi il soggetto. Lorenzo “Jovanotti” Cherubini.

Rimaniamo quasi estasiati. La Fortezza è completamente chiusa. Non c’è la presenza di nessuno. Niente musica. Gli unici suoni sono i cinguettii degli uccelli.

Siamo in ritardo. La voce che speravamo infondata si è rivelata vera. Dopo un paio di settimane le prove si sono concluse ufficialmente ieri. Sembra la sceneggiatura di un film. Ricorda un po’ il finale di Basilicata Coast to Coast.

Ci guardiamo. Qualche istante di silenzio. Poi un lieve sorriso che piano piano si trasforma in una contagiosa risata. Non siamo riusciti ad incontrarlo. O meglio, forse non era destino che dovessimo incontrarlo. D’altronde non eravamo riusciti ad avvisarlo del nostro arrivo.

Tutto d’un tratto però, ciò che doveva essere il fine del viaggio - l’intervista a Lorenzo - diventa il mezzo. Diventa il mezzo di una giornata che ci siamo regalati. Oggi saremo potuti arrivare ovunque, ma forse non era ciò che completamente volevamo.

Durante il viaggio abbiamo condiviso. Parlato. Riso. Posti domande. Abbozzate risposte.

E’ stato qualcosa di rigenerante. Mistico, perché no!

Ripeteremo. Magari il prossimo anno avvisiamo però. Che ne dici Fred?

venerdì 4 marzo 2011

Disco Week End: Radiohead - The King Of Limbs

E' stata una settimana intensa. Prima con il viaggio di Giorgio Serafino, Giuliana Foresi e il Generale Lee nel triangolo d'oro dell'Asia. Poi con l'incontro energetico di Franco Bolelli.


Da loro ho cercato di cogliere anche dei suggerimenti musicali. Giustamente Giorgio e Giuliana, hanno qualche difficoltà ad ascoltare musica durante i loro spostamenti in Vespa 50. Anche se, tra le varie scoperte che stanno facendo, c'è sicuramente quella legata alla musica locale, che trovano andando in giro per la Thailandia, il Laos e il Vietnam.


Una canzone però che da sempre accompagna i nostri "tre" viaggiatori è Nothing Else Matters, una delle ballate rock più famose dei Metallica.


Parlando invece con Franco, la scelta di Lorenzo Jovanotti sarebbe stata scontata, ma dal momento che ORA lo abbiamo già presentato come disco week end, gli ho chiesto qualche altra indicazione sonora. E la scelta è ricaduta sui Radiohead.


A questo punto, non potevo desistere dal loro nuovo album, da poco uscito e che avevo già pre-ordinato online


L'album in questione e quindi disco week end di questa settimana è The King Of Limbs. Che disco è? Non è facile dargli una connotazione. Forse proprio non è possibile. Ad ogni nuovo ascolto, emergono sfumature diverse. Certamente non è un disco semplice. Immediato.


La sensazione che ho avuto  dopo il primo ascolto è stata quella di essere su una navicella spaziale pronta per il lancio. Questo perché la tracklist dell'album è così perfetta da essere divisibile in due momenti emozionali ben precisi. 


La prima parte è quella, dopo l'accensione dei motori con Bloom, dell'accelerazione più completa. Il distacco dal suolo con Morning Mr. Magpie, Little by Little e Feral. Brani di pura adrenalina. Una spinta anche frenetica verso lo spazio.


La musica sincopata (e il relativo ballo di Thom Yorke nel video) di Lotus Flower fanno capire che da un momento all'altro accadrà qualcosa. 


Quello che accade è che la nostra navicella può spegnere i motori e rimanere estasiata nell'ammirare lo spettacolo dato dalla visione dell'infinito. E questo momento sublime è perfettamente legato alle note di Codex, Give Up The Ghost e Separator.


Insomma l'ascolto di questo disco è un fantastico viaggio. Non privo di difficoltà che, se superate, permettono di gustare l'intero tragitto.




venerdì 28 gennaio 2011

Disco Week End: Jovanotti - Ora

Ho appena finito il primo ascolto di Ora. Ho appena finito di ballare. Ho appena finito di cantare (fatto finta non conoscendo i testi). Ho appena finito di sognare. Ho appena finito di emozionarmi.


Ora è un disco sfacciatamente pop, nel senso che ti far star bene, ti fa sorridere. E' un disco dall'anima rock, nel senso che spacca. E' un disco funky, nel senso che ti mette in movimento. All'interno c'è il rap, ma pure tanta melodia. C'è la dance, quella che ha fatto ballare negli anni '80. C'è elettronica. Tanta. Ma non solo. C'è poesia. Molta nei testi. Ma non solo.


Certo non si può dire che il ragazzo non si sia applicato. Si sente che il buon Lorenzo ha studiato. Altroché. Ma le sue non sono nozioni da primo della classe. Sono esternazioni sonore improvvisate. Sono un jazz di parole. Sono l'amore e la fatica che trasudano per il lavoro fatto.


Lorenzo non è un cantante. E' un divulgatore di musica.


Ventisei canzoni, remix compresi. Tutte potenziali hit. Per motivi diversi. Per stili diversi. Ma proprio in questa diversità ne esce un'armonia complessiva, che da una precisa identità al disco.


Canzoni belle, tutte. Canzoni preferite, molte. Una su tutte c'è. Non la svelo, ma chi conosce i miei gusti musicali non farà fatica ad individuarla.


Pensavo con Safari di aver ascoltato il miglior Jovanotti. Mi sbagliavo. Il coraggio di cambiare ripaga.


Ho scritto anche troppo. Torno a ballare.



martedì 12 gennaio 2010

Baciami Ancora

Che volete che vi dica, sarà che sono un eterno romantico, mettiamoci pure che questa mattina mi sono svegliato di ottimo umore, ma quando per radio ho sentito questa canzone mi è piaciuta, mi ha trasmesso una dolce emozione mentre con lo sguardo fissavo nella mia tazza i cerchi concentrici, magistralmente eseguiti da un cucchiaino che sembrava aver trovato il suo ritmo nel suo vertiginoso circolare nel latte.

Baciami Ancora, la canzone che Jovanotti ha scritto ed interpretato per il nuovo film di Gabriele Muccino, il sequel de L'ultimo Bacio, in uscita il prossimo 29 gennaio.

Ancora una volta Lorenzo ha saputo trasmettere delicatamente una poesia d'amore. Un testo semplice, ma pulsante, con una musica dolce e allo stesso tempo sognante. Chissà, magari i tanti detrattori del tema "amore", la troveranno eccessivamente mielosa e banale, ma posso garantirvi che un po' di miele in questo latte che mi sto apprestando a sorseggiare ci sta bene e poi, non è colpa mia se sono tremendamente innamorato!

Bravo Lorenzo.


venerdì 24 luglio 2009

Disco Week End: Collettivo Soleluna - Roma

Con queste temperature in forte ascesa non rimane altro che ascoltare musica con ritmo. Molto ritmo. E' per questo che ho ripescato come disco week end di questa settimana un album di qualche estate fa piuttosto particolare, dove le buone vibrazioni non mancano di certo.

Capeggiati da Lorenzo Jovanotti ecco il Collettivo Soleluna con Roma. Questo progetto di tredici elementi tra i quali l'immancabile Saturnino, il fide scudiero Riccardo Onori, la batteria di PIer Foschi e un Giovanni Allevi all'epoca non ancora così noto, è una perfetta amalgama di musica e sonorità latin/afro/italiane. Che dire meglio di così non poteva riuscire.

Oltre al singolo di successo a vida (roma), ci sono brani come do d' freak, que te vaja bien, la panamericana o il pitecantropo che non vi lascieranno indifferenti all'ascolto.

Buon divertimento.


mercoledì 28 gennaio 2009

Lacrime dal Cielo

Fermo ad un incrocio. Un semaforo che non ne vuole sapere di diventare verde e una marea di macchine che mi circondano. Praticamente bloccato in mezzo al traffico.

Piove, ma con scarsa intensità. Quanto basta per innervosire i passanti che sono usciti senza ombrello.

Guardo verso l’alto, come se fosse possibile vedere l’estremità, il punto di partenza di queste gocce. Mi fa piacere pensare che siano le lacrime di un cielo indispettito, arrabbiato, che ha bisogno di sfogare la propria rabbia.

Lacrime che dopo essere cadute si trasformano in opere d’arte. Come il dipinto che disegnano sui vetri della mia autovettura e sull’asfalto come moderni madonnari.

Opere particolari. Sono in continuo movimento, in continua trasformazione. Cerchi di seguire un tratto sul parabrezza, di metterlo a fuoco, quando il suo percorso è già cambiato. Si è evoluto in qualcosa d'altro.

I tergicristalli fungono da enormi cancellini e sentenziano l’eliminazione di un quadro e la sua ricostruzione. E si continua così, finché tutte le lacrime non saranno scese e il cielo tornerà a sorridere.


mercoledì 26 novembre 2008

Men at Work

Sono due le principali categorie di osservatori dei lavori in corso presso un cantiere: gli anziani e i bambini.

Vorrei soffermarmi non tanto sulla prima categoria, che ha un approccio più critico e “polemico” sui lavori in corso d’opera, ma sui bambini.

Il loro sguardo è magicamente attratto dai mezzi di lavorazione. Lo scavatore, la gru, il montacarichi, i TIR e in particolar modo la ruspa.
Cosa sembra ai loro occhi tutto questo? Quali sono le associazioni che scattano nei loro pensieri? Questi mezzi forse gli appariranno come dei grandi ed imponenti giocattoli. Attraverso le prospettive, in lontananza forse pensano che si possano anche prendere in mano.

Gesti che hanno ripetuto nelle loro colorate camerette o durante i soggiorni vacanzieri in spiaggia, ora vengono proiettati nella realtà, attraverso il lento movimento di grandi macchine azionate da grandi uomini.

Ecco svelato l’arcano. Forse pensano che questi mezzi siano i giocattoli dei grandi. Quando cresceranno potranno giocare anche loro con giocattoli più grandi.

Chissà. Nel frattempo non smettiamo di fargli giocare con la fantasia e ammirate anche voi i loro lucenti sguardi quando sono in questa fase contemplativa di ammirazione.


venerdì 3 ottobre 2008

VIA VERDI

Premessa - post dedicato a chi è nato nei primi anni '70

Nei giorni scorsi ho avuto il piacere di chiacchierare al telefono con un ragazzo che vive nelle mie zone d'origine. E tra una cosa e l'altra mi ha chiede in che via abitavo.
Particolarmente fiero gli rispondo: "Via Verdi".
C'è un motivo per il quale gli rispondo pieno d'orgoglio, perché i miei ricordi mi riportano alla mente che io il nome di quella via l'associavo a un evento televisivo che ha segnato (positivamente) la mia infanzia: Deejay Television, ove Diamond dei Via Verdi è stata per un lungo periodo la sigla incontrastata.

Con Deejay Television, che andava in onda nel primo pomeriggio dopo la scuola su Italia 1, sono cresciuto accompagnato da personaggi che erano all'inizio della loro carriera: Linus, Jovanotti, Amadeus, Fiorello, ...

Che ci volete fare, ognuno hai i suoi "scheletri" nell'armadio.

mercoledì 1 ottobre 2008

EMOZIONI - Lorenzo @ Arena di Verona


C'è chi nella musica ricerca la perfezione vocale, l'essenza del vocalizzo.
A me piace ascoltare ciò che mi provoca un'emozione, quindi può essere il menestrello di strada o il più quotato tenore, l'importante è ciò che riesce a trasferirmi.

Qualche giorno fa ho avuto il piacere di assistere ad un gran bel concerto, quello di Lorenzo all'Arena di Verona. Sarà stata l'atmosfera magica di questo anfiteatro storico con una luna luccicante che irradiava i presenti, comunque sono uscito arricchito per quello che ho visto e soprattutto sentito.

E pensare che Jovanotti, lo guardavo il sabato pomeriggio su Italia 1 con è "Qui la festa?". Devo proprio fargli i complimenti per questa sua maturazione, dove non ha perso la voglia di divertirsi/divertire, ma allo stesso tempo si percepisce l'evoluzione e la crescita artistica (e umana) di questo cantastorie moderno.

Vi lascio con questo porzione di concerto dove interpreta, alla sua maniera, Lindbergh un brano eccezionale di Ivano Fossati.