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mercoledì 25 gennaio 2012

E lucevan le stelle

Le ho viste. C'erano tutte. Molte di più di quelle che conoscevo. Molte di più di quelle che i miei occhi avevano visto fino ad allora. Ordinatamente distribuite nel cielo, brillavano a più non posso. Alcune emanavano una luce più intensa. Altre meno. Codeste non erano meno belle. Perché tutte insieme raggiungevano un perfetto equilibrio. Certo le costellazioni si notavano, ma non solo. Si poteva inventarsene di nuove. Sarebbe bastato prendere una matita e congiungere le stelle tra loro a mia discrezione. Mentre pensavo ciò luccicavano allegramente, come se avessero capito le mie intenzioni. 


Nella loro staticità sembravano pronte per iniziare un gran ballo. Eleganti lo erano. Anche la musica si avvertiva. Una specie di valzer stava per cominciare. Chiudendo e riaprendo gli occhi rapidamente, s'intravedevano questi passi di danza perfettamente eseguiti. Peccato che i musicisti fossero nascosti nel buio dell'infinito, perché un grande applauso si scatenò, non appena posarono i loro strumenti.


Dopo questo spettacolo le stelle al loro posto tornarono a posizionarsi. Tutte tranne una. In un gesto di onore velocemente a terra si precipitò. Voleva con esso ricordarmi che, la bellezza può stare anche qui. Accanto a me. Bastava solo che utilizzassi gli occhi come avevo fatto fino a quel momento puntando lo sguardo all'insù. 


Fu così che da allora ogni cosa iniziò a brillare intorno a me.

lunedì 31 maggio 2010

Tra cielo e mare

Lo sguardo rivolto verso il cielo. L'udito all'ascolto del mare.

Le nuvole passavano in perfetta fila indiana. Sembravano degli scolaretti con il grembiule bianco ordinatamente incolonnati a due a due per manina. Sì è vero alcune erano più grosse, altre più sottili. Certe sembravano più vivaci, mentre alcune apparivano più timide nel loro avanzare. D'altronde non sono così anche i ragazzini.

Le onde del mare invece suonavano. Nel loro infrangersi sulla battigia emettevano una musica simile ad una coinvolgente bossa nova. Non era un singolo musicista, ma un'intera orchestra e si distingueva perfettamente il suono corale da quando invece c'erano degli assoli riservati. Era il direttore a dare il tempo. E chi meglio del vento poteva interpretare questo ruolo di regista.

I minuti trascorrevano, ma poco contava. In quel frangente anche le lancette dell'orologio sembravano volersi prendere una pausa dalla loro continua corsa circolare.
Tutto ruotava attorno a quei due elementi, perfettamente mischiati. Tra cielo e mare tutto si muoveva, tutto andava avanti, tranne i pensieri, che per una volta tanto si ritrovavano spettatori di uno spettacolo ancor più grande di loro.

Solo un'altra cosa aveva trovato un varco tra questi due naturali protagonisti, il respiro. Solo lui era riuscito a prendere le movenze delle nuvole e il ritmo delle onde, quasi a diventar un tutt'uno con loro, mentre tutta la fisicità del corpo si era lasciata andare a favore di uno spirito troppo spesso legato.

Tutto ciò tra cielo e mare.

martedì 4 maggio 2010

Dall'alto in basso


Ma come ci vedranno da lassù?
Sono innumerevoli le situazioni reali o meno, che riconducono ad una visione di noi dall'alto in basso.

Gli astronauti che hanno oltrepassato la sfera terreste sicuramente sono tra i più titolati a dire la loro sul tema. Rimanendo a distanze "normali", ognuno che ha fatto almeno un viaggio in aereo può esternare le proprie considerazioni sui ridimensionamenti delle cose sbirciate dal posto a fianco al finestrino.

Perché non considerare il punto di vista degli uccelli che volano liberamente nel cielo o le opinioni astrali delle stelle che in questo momento mi salutano dalla finestra. Naturalmente seppur eterea, la visione degli angeli non è di
secondario rilievo.

Al di là di chi effettivamente può vederci da lassù, sarebbe interessante avere una valutazione da un punto di vista così elevato, non solo legata alla grandezza, ma alla qualità della nostra vita terrena. Chissà se lassù arrivano i nostri pensieri. Quante volte ci siamo rivolti verso il cielo per trovare delle risposte a dei nostri interrogativi. Sarebbe simpatico se i nostri dubbi salissero sotto forma di palloncini colorati lassù nel profondo blu, per poi esplodere arrivati ad alta quota e ricadere giù con delle risposte.

Ma forse tutto ciò già accade, solo che le risposte ricadono al suolo in maniera casuale. Ecco perché non troviamo mai quella giusta, perché troviamo la risposta alla domanda di qualcun altro.

Che burlone che è questo universo.


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martedì 24 marzo 2009

La Luna di giorno


Il cielo era terso. Il vento aveva spazzato via ogni traccia di nuvole. Solo un elemento era rimasto incastonato nella limpidezza di tutto quell'azzurro.

Una luna, una mezza luna bianca.
Proprio la sua incompletezza la rendeva ancora più visibile in una delle prime mattine primaverili.

Questa visione rendeva ancora più viva e pulsante una giornata che era da poco iniziata, ma che appariva straordinariamente bella. Una bellezza naturale, priva di artefatti e finzioni.

La presenza della mezza luna stava a significare il disperato tentativo della notte di volere partecipare a questo spettacolo e non scomparire di fronte a tanta brillantezza di luce e colore.
Era come un souvenir. Un ricordo di una notte trascorsa ad amare, pensare, sognare.

Ancora pochi istanti e poi si sarebbe ritirata nel suo camerino per ripresentarsi con tutto il suo orgoglio nel buio della notte successiva, dove avrebbe potuto continuare a regnare sovrana nell'infinità del cielo.

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