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giovedì 14 aprile 2011

Concentrazione

E' tutta questione di concentrazione. Sì, ma trovarla!


Della generazione multitask avevo già parlato diverso tempo fa. Ora però la situazione è ancora più critica. Sta diventando quasi un'impresa quella di eliminare il "superfluo" per focalizzare l'attenzione su ciò che c'è da fare. 


Se da un lato siamo allenati a ricevere più impulsi contemporaneamente, dall'altro però la nostra capacità cognitiva è messa a dura prova.


Sono giunto alla conclusione che non ci possa essere altra soluzione che il silenzio. Il silenzio per ascoltare quello che stiamo facendo. Un paradosso, ma funzionale. D'altronde quello di cercare una forma di isolamento mentale è stata un'abitudine che lentamente è venuta meno.


Il problema però è che se non riprendiamo in mano questa modalità di selezione delle informazioni non riusciremo a trasmetterne il valore delle cose anche alle nuove generazione. Certe volto rimango ad osservare come già i bambini siano sottoposti ad un bombardamento di stimoli. Stimoli non tutti necessari. E le conseguenze si notano immediatamente quando nelle loro prime fasi di apprendimento evidenziano delle difficoltà di concentrazione.


La linea di confine tra l'avere tanto e il non sapere nulla, non è poi così ben delineata. Forse è giunto il momento di spegnere gli altoparlanti esterni e accendere l'amplificatore interno. Quello che ci permette di dedicare le giuste risorse, il giusto tempo, a tutto ciò che ci circonda.

mercoledì 11 febbraio 2009

Ai blocchi di partenza

Gli ultimi gesti prima di posizionarsi ai blocchi di partenza. Alcuni saltellano. Altri eseguono gli ultimi esercizi di stretching. Chi si lascia sfuggire qualche sorriso compiaciuto. Chi con lo sguardo imperturbabile fissa esclusivamente il proprio punto d’arrivo. Rituali, ma non solo.

Poi lentamente le dita si appoggiano al tartan della pista, mentre i piedi trovano una naturale insenatura nei blocchi di partenza. E’ questo il momento di massima adrenalina. Di maggior tensione, nell’attesa del via per sprigionare la propria energia ed affrontare, in pochi secondi, quei 100 metri di gloria.

Ma quante volte nella nostra quotidiana vita ci troviamo di fronte a situazioni analoghe. Lì nella fremente attesa di partire per la nostra gara. Un importante impegno di lavoro. L’agognato esame universitario. Il primo incontro con la persona desiderata.

Cambiano gli scenari, ma le tensioni per il singolo sono molto simili.
Importante è l’allenamento, la preparazione che abbiamo fatto. Ma è altresì fondamentale la concentrazione e la capacità di gestire la tensione in quegli eterni istanti che ci separano dalla partenza. Riuscire ad incanalare positivamente tutta questa energia emotiva. E’ questa la prima vittoria.

Pronti, attenti, via!

(liberamente tratto dalla trasmissione radiofonica "Amici al telefono", prossimamente on air su queste frequenze)