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giovedì 14 aprile 2011

Concentrazione

E' tutta questione di concentrazione. Sì, ma trovarla!


Della generazione multitask avevo già parlato diverso tempo fa. Ora però la situazione è ancora più critica. Sta diventando quasi un'impresa quella di eliminare il "superfluo" per focalizzare l'attenzione su ciò che c'è da fare. 


Se da un lato siamo allenati a ricevere più impulsi contemporaneamente, dall'altro però la nostra capacità cognitiva è messa a dura prova.


Sono giunto alla conclusione che non ci possa essere altra soluzione che il silenzio. Il silenzio per ascoltare quello che stiamo facendo. Un paradosso, ma funzionale. D'altronde quello di cercare una forma di isolamento mentale è stata un'abitudine che lentamente è venuta meno.


Il problema però è che se non riprendiamo in mano questa modalità di selezione delle informazioni non riusciremo a trasmetterne il valore delle cose anche alle nuove generazione. Certe volto rimango ad osservare come già i bambini siano sottoposti ad un bombardamento di stimoli. Stimoli non tutti necessari. E le conseguenze si notano immediatamente quando nelle loro prime fasi di apprendimento evidenziano delle difficoltà di concentrazione.


La linea di confine tra l'avere tanto e il non sapere nulla, non è poi così ben delineata. Forse è giunto il momento di spegnere gli altoparlanti esterni e accendere l'amplificatore interno. Quello che ci permette di dedicare le giuste risorse, il giusto tempo, a tutto ciò che ci circonda.

martedì 27 gennaio 2009

Domani. Sì lo farò Domani.

Una delle mie personali lotte è quella di eliminare dal mio vocabolario il termine Domani. Termine del quale faccio uso e abuso per rimandare ciò che devo fare. In questo sono veramente un campione.

Ormai non serve neanche più che me lo facciano notare gli altri. Me ne accorgo da solo. Anzi me ne accorgo qualche istante prima di pronunciarlo.

Sarà la mia pigrizia abbinata alcune volte alla mancanza di stimoli dall’esterno, ma purtroppo accade troppo spesso di rimandare le cose. E questo non va bene. Non va bene per niente.

Dalla profonda saggezza popolare di mia madre già in passato partivano esortazioni a non rimandare a domani ciò che si può fare oggi. Ma niente da fare. Il suggerimento mi arrivava per poi andarsene di fretta il più lontano possibile.

E’ per questo che oggi nel pieno delle mia maturità ho deciso che inizierò a non rimandare le cose, di parlare meno e agire subito. Questa volta, la voglio spuntare io su questo mio difetto caratteriale. Già voglio proprio cambiare, a partire da Domani.