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lunedì 17 gennaio 2011

Spengo tutto

Doveva essere la manna dal cielo per gli spettatori. "Con il digitale si moltiplicheranno i canali a disposizione dei cittadini..." qualcuno annunciava. 


Sarà ma è bastato una fine settimana di zapping per capire che nemmeno il digitale può salvare la televisione. Già perché se l'incremento quantitativo è avvenuto, quello qualitativo ad eccezione di pochi casi (uno fra tutti Rai 5, ndr), stenta ad avvistarsi.


Peccato un'occasione sprecata. 


La sensazione è quella di assistere alla brutta copia delle pay TV satellitari, televisioni tra l'altro che senza le offerte per i seguaci del calcio, sarebbero anch'esse molto da ridimensionare.


Per fortuna ci sono sempre delle valide alternative alla televisione. Tralasciando gli spunti derivanti dal Web, libri e radio rimangono degli ottimi compagni. Non c'è format che tenga di fronte ai caratteri stampati su carta o alle sonorità fuoriuscite dalle onde medie.


Quasi quasi lo faccio. In maniera definitiva spengo il televisore e accendo la fantasia di parole e musica.

martedì 19 ottobre 2010

La casualità d'essere Renzo Di Renzo - Parte prima


Spesso abbiamo una visione parziale e riduttiva delle persone.
“Ah, tu fai questo, quindi sei questo”. Dimentichiamo che un individuo è costituito da un insieme di passioni, interessi e predisposizioni che ne fanno un soggetto piacevolmente variegato.

Se poi si ha la fortuna d’incontrare qualcuno che di natura è poliedrico, si ha la certezza che le etichette hanno diritto di esistere solo sui faldoni di un archivio.

Sono le 9.30 a Venezia. Ho appena attraversato una Piazza San Marco ancora non troppo gremita di turisti e con il sole che illuminando le calli, porge il suo buongiorno ad una Serenissima ancora assonnata.

All’inizio di Strada Nuova si affaccia sul Canal Grande uno dei tanti e meravigliosi palazzi di questa città. Al secondo piano di esso vi è un luogo magico. Un luogo che vuole ricordare La Forza del Sogno di un imprenditore illuminato. Un luogo che vuole promuovere i sogni di tanti giovani artisti e talenti. Si tratta della Fondazione Claudio Buziol e ad accogliermi c’è il suo direttore artistico: Renzo Di Renzo. E’ con lui che andremo a testare le tante sfaccettature di un essere umano.

Ci accomodiamo in una stanza che accoglie molti degli avvenimenti ed incontri della Fondazione. Osservo Renzo in questa sala settecentesca. Il contesto gli si addice. Con abiti d’epoca, potrebbe tranquillamente impersonificare un nobile del passato.

Iniziamo a conversare. Partiamo dalla fine in termini temporali. Un libro. La Musica è il mio radar. Massimiliano Nuzzolo ne è il curatore. Renzo Di Renzo uno degli autori con un suo racconto.

Questo è un progetto che premia la passione di chi l’ha portato avanti, Massimiliano Nuzzolo. Già fautore di altre interessanti iniziative, è un ragazzo in gamba, che stimo. Avevo un racconto rimasto fuori dal mio precedente libro (Motivo Privato edito da Marsilio, ndr) legato alla musica. A questo aggiungiamo che l’intero ricavato sarà devoluto alla AMREF per finanziare dei progetti in Africa, diciamo è stato un piacere parteciparvi.

Ma che rapporto ha Renzo Di Renzo con la scrittura?
Per fortuna non è il mio mestiere” mi dice sorridendo. “Anche se ho pubblicato quattro libri, non mi considero uno scrittore. Scrittore è colui che fa solo ed esclusivamente questo, vivendo di ciò. Io non ho i tempi e la loro costanza. Mi sono ritrovato, come per tante altre cose, un po’ per caso a pubblicare un primo libro. Sollecitato dalle persone che mi stanno attorno. E’ andata bene. Però la scrittura rimane una passione. Una delle modalità per esprimermi”.


martedì 21 settembre 2010

Barnaba Ungaro: storia di una persona - Parte prima

La storia è fatta di persone e di personaggi. L’incontro che vi sto per raccontare oggi rientra a tutti gli effetti nella prima categoria. E’ l’incontro con un essere reale. Un uomo costituito da interessi, passioni e pronto al confronto. Un uomo che ha una sua personalità. Pregi e difetti compresi. Un uomo che non ha bisogno di stereotipi e di modelli. Questa è la storia di un uomo libero.

E’ libero perché non ha bisogno di fingere. Non ha bisogno di filtri per modificare l’intensità della sua anima. Non potrebbe fare la pubblicità per nessun brand. Lui è testimonial di se stesso. Lui è Barnaba Ungaro.

Per capire tutto ciò non ci vuole molto. Basta vederlo arrivare all’incontro. In sella alla sua graziella, in pantaloncino corto e t-shirt, ma soprattutto con un grande sorriso.

Sono le undici qui al Lido di Venezia e nella frenesia dei giorni della Mostra del Cinema, troviamo un angolo di tranquillità per bere un caffè e chiacchierare un po’ insieme.

E’ strano intervistare un giornalista. Ho sempre paura di essere un po’ sotto esame. Ma con Barnaba non c’è questo pericolo. E’ proprio lui a togliermi da ogni eventuale situazione di disagio, complimentandosi per il lavoro che sto facendo con Il Mecenate d’Anime.

Tra le ultime letture che sto facendo con Carofiglio e Gilberto Squizzato, ho letto anche alcune delle interviste che hai realizzato e devo dire che riesci a cogliere l’essenza delle persone che incontri” – mi dice prima di parlare delle sue passioni. Passioni nelle quali rientra a pieno titolo la lettura. “Per me leggere ha un suo preciso momento. Leggere è prima di andare a letto, ma non per addormentarmi, ma per viaggiare con la testa. Pensare. Analizzare”.

Ed è proprio per questa funzione che innesca piacevolmente il pensiero, che Barnaba ama anche il mare. “Un elemento naturale che trasmette tranquillità e permette di pensare” – così lo descrive passando la mano nell’aria a riprodurre il movimento delle onde.


Continua domani


lunedì 6 aprile 2009

Libri in 35mm

Non c'è niente da fare.
Vedere un film tratto da un libro, il rischio di rimanerne delusi è molto elevato.

Ne ho avuto l'ennesima conferma l'altra sera, dopo la visione parziale (sono resistito quindici minuti) di Alta Fedeltà tratto dal best seller omonimo di Nick Hornby. Tanta era la magia, l'emozione che uscivano dalle parole scritte su carta, così mediocre, banale e noioso mi è apparsa la trasposizione cinematografica.

Questo è solo l'ultimo esempio, purtroppo la lista dei bocciati è ben nutrita.
D'altronde la versione in 35mm toglie l'elemento cruciale che si ha attraverso la lettura: la fantasia.
Leggendo pagina dopo pagina, siamo noi che diamo un volto agli interpreti, una scenografia alle ambientazioni, una colonna sonora al racconto.
Il medesimo libro letto da più persone avrà per ognuna interpretazioni diverse, singolari e uniche.

E poi ci sono i tempi di degustazione. Lenti, più morbidi, con quel piacere di voler terminare il capitolo prima di ritornare ai propri impegni giornalieri, ma dandosi l'appuntamento come con la dolce amata, per riprendere da dove ci si era lasciati.

God save the book!

mercoledì 1 ottobre 2008

A.A.A. Cercasi Editore

Qualche giorno fa ho ricevuto un dono!
Sono stato insignito del ruolo di "lettore di bozze". Non è un ruolo da poco, soprattutto se chi lo fa è uno dei tuoi migliori amici che è al lavoro con la sua prima opera.

Per il momento non voglio svelarvi dettagli sul manoscritto, che comunque ho trovato come canterebbe il buon Mimmo "Meraviglioso", bensì volevo in qualche modo aiutare questa persona che mi ha permesso di essere tra i pochi privilegiati a leggere l'anteprima di un incantevole racconto.

Quindi se ci sono editori, autori, altri del settore che possono darmi delle indicazioni per come muoversi nel mare magnum dell'editoria per proporre una propria opera, sarei ben lieto di aiutare un caro amico a realizzare un suo personale (e grande) sogno!