mercoledì 7 settembre 2011
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lunedì 5 settembre 2011
VENEZIA68 - I SOGNI INFRANTI DI TODD SOLONDZ
VENEZIA68 - EH GIA’… IO NON SONO QUA
domenica 4 settembre 2011
VENEZIA68 - TERRAFERMA E’ LA VERA VERGOGNA
sabato 3 settembre 2011
VENEZIA68 - IL FILM E’ UNA FIABA
VENEZIA68 - UN’EPIDEMIA CONTAGIA VENEZIA
venerdì 2 settembre 2011
VENEZIA68 - UN CAST DA PSICOANALISI
giovedì 1 settembre 2011
VENEZIA68 - UN LEGAME INDISSOLUBILE
mercoledì 31 agosto 2011
VENEZIA68 - INTANTO LA CANALIS BALLA DA SOLA
VENEZIA68 - A.A.A. CINEMA PARADISO CERCASI
martedì 7 settembre 2010
Ritrovo di classe a Venezia
Eleonora Giorgi e Carlo Verdone si ritrovano compagni di scuola dopo ventidue anni
Alla Mostra del Cinema di Venezia può succedere anche questo. Può succedere che due vecchi compagni di scuola si ritrovino per celebrare il film, che uscì nel 1988, che parlava appunto di una loro reunion.
Fa una certa impressione rivedere insieme dopo tutti questi anni, Piero Ruffolo detto “Il Patata” (Carlo Verdone) e Valeria Donati (Eleonora Giorgi). Lo sguardo di lei è sempre vivace con quel sorriso in grado di essere allo stesso tempo dolce e accattivante. Raccolta in un sobrio vestito nero a fatica fa pensare che siano trascorsi ventidue anni da quel film.
Lui è lui. Lui è Verdone. In abito scuro con camicia bianca aperta all’estremità superiore, intrattiene i giornalisti con il suo savoir-faire. Disponibile, ironico e con quel pizzico di malinconia, che in un certo qual senso caratterizza i suoi personaggi.
Il momento più bello è quando si rincontrano fuori dalla sala dove sarà proiettato il film Compagni di scuola, per la categoria Retrospettiva. E’ in quel preciso istante in cui per un momento gli operatori interrompono le riprese, gli inviati le interviste ed i giornalisti della carta stampata le annotazioni, che Carlo Verdone si fa largo tra la gente accalcata attorno a lui e va ad accogliere in un tenero abbraccio Eleonora Giorgi.
Un gesto semplice, ma pieno di affetto e spontaneità. Nient’altro che l’incontro di Valeria e Il Patata. Due compagni, per un ritrovo di classe a Venezia.
lunedì 6 aprile 2009
Libri in 35mm
Non c'è niente da fare.Vedere un film tratto da un libro, il rischio di rimanerne delusi è molto elevato.
Ne ho avuto l'ennesima conferma l'altra sera, dopo la visione parziale (sono resistito quindici minuti) di Alta Fedeltà tratto dal best seller omonimo di Nick Hornby. Tanta era la magia, l'emozione che uscivano dalle parole scritte su carta, così mediocre, banale e noioso mi è apparsa la trasposizione cinematografica.
Questo è solo l'ultimo esempio, purtroppo la lista dei bocciati è ben nutrita.
D'altronde la versione in 35mm toglie l'elemento cruciale che si ha attraverso la lettura: la fantasia.
Leggendo pagina dopo pagina, siamo noi che diamo un volto agli interpreti, una scenografia alle ambientazioni, una colonna sonora al racconto.
Il medesimo libro letto da più persone avrà per ognuna interpretazioni diverse, singolari e uniche.
E poi ci sono i tempi di degustazione. Lenti, più morbidi, con quel piacere di voler terminare il capitolo prima di ritornare ai propri impegni giornalieri, ma dandosi l'appuntamento come con la dolce amata, per riprendere da dove ci si era lasciati.
God save the book!
mercoledì 22 ottobre 2008
In prima serata

Ieri sera mi è capitato di fare una cosa che da diverso tempo non accadeva. Guardare un film alla televisione. Si avete presente quella scatola rettangolare che tenete in salotto, quella che trasmette via cavo i programmi. E’ giusto specificarlo visto che ormai tra digitale terrestre, programmi criptati, decoder vari, console videogame e l’antico lettore dvd, sembra che la TV tradizionale non venga più vista da nessuno.
Bambini a letto, io e mia moglie affondiamo i corpi nel divano, dotati anche di pop corn. Sono le 21.30 il film dovrebbe iniziare. Ultimi spot e vai con la sigla. Il film è uno di quelli che il mio amico Francuzzo definirebbe da pre-esame universitario. Una commedia americana dove si stacca la concentrazione e ci si lascia trasportare da battute più o meno riuscite.
Dopo venti minuti, arriva il primo intervallo pubblicitario, seguito da un secondo all’altezza del quarantacinquesimo. Il film potrebbe anche decollare, ma tra un suggerimento di Fiona May, un cioccolatino ai cereali e una di quelle merende che ti tenta 3 volte tanto, non riesco più a scindere tra la “brillante” trama del film e il fior fiore degli storyboard di questi commercials.
Ma il bello deve ancora venire. Fine del primo tempo e pausa per un TG in pillole a ritmo sincopato, dove le notizie sembrano video di MTV e un meteo molto ben approfondito mi fanno ulteriormente sprofondare nel divano. Dopo un quarto d’ora regolamentare inizia la seconda parte del film (quale film? Ah sì stavamo guardando un film) un altro paio di break dei consigli per gli acquisti e finalmente approdano i titoli di coda.
Ore 23.58. Lentamente ci portiamo verso la camera da letto. Siamo storditi, sembriamo appena tornati da una festa di capodanno. Non chiedetemi com’era il film, francamente non lo ricordo. Al contrario ricordo molto bene perché era da tanto tempo che non guardavo più la prima serata della televisione italiana. Per farlo bisogna far finta di mettersi davanti alla visione di un grande Kolossal, visto che i tempi che richiede un normale film vengono disperatamente dilatati da tutto il resto.
Buona visione!





