Visualizzazione post con etichetta persona. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta persona. Mostra tutti i post

lunedì 21 maggio 2012

Un essere vivente

Non si poteva assegnargli un'età. La barba era fuorviante. I lineamenti apparivano marcati. Gli occhi brillavano come quelli di un nascituro e il pensiero era maturo, ma non adulto.


Comunque fosse, il carisma aveva fatto un patto con lui. Di eterna presenza. Di innamorata convivenza. Le distanze degli spazi si riducevano in sua presenza. Poteva essere anche non nelle immediate vicinanze, che la sua anima irradiava gioia ugualmente. 


Guardava con fiducia i più giovani. Tentennava un po' di più con i suoi coetanei. Gettava parole di entusiasmo verso il futuro. Ripescava con saggezza i grandi della storia dell'umanità. Rimaneva comunque sul presente, per rallegrare gli istanti che condivideva con gli altri. Già perché lui non si faceva intimorire dal menefreghismo. Tanto meno abbattere dalle ingiustizie. Donava sorrisi, anche a coloro che non ne volevano sapere. Sarà per questo che qualcuno s'irritava e qualcun altro si stupiva di fronte a tutto ciò.


Non era un messia. Solamente una persona che aveva intrapreso un suo personale cammino. Concentrarsi sulla vita e su quelle poche cose necessarie per viverla bene. Perché  come lui stesso ripeteva: "basta poco per essere felici... lo sanno tutti, ma tutti lo hanno presto dimenticato".

lunedì 10 ottobre 2011

Viaggio al centro della creatività umana

Non è facile mettere a nudo un'artista. Spesso sono solo le sue opere le uniche dichiarazioni rilasciate. Però quello che è successo venerdì scorso al Londra Palace è stato qualcosa di fortemente coinvolgente.


Due grandi artisti si sono lasciati andare nel raccontarsi. Le loro storie. Le gesta creativa. Le fragilità umane. Tutto senza spettacolarizzazione. Dando spazio a parole che sentivano di dire. Sentimenti che volevano condividere. Senza forzature. Senza distorsioni interpretative.


Ed ecco che Luca "C" Matteazzi regala al pubblico le emozioni di un percorso artistico che gli ha permesso di sperimentare forme d'arte differenti, ma tutte orientate a creare stupore in chi le vede. Fotografia, costumi, installazioni, solo per citarne alcune che trovano la loro massima espressione nell'interazione con il pubblico. Opere d'arte che volutamente si completano con l'interpretazione o l'azione di chi le guarda.


Mentre David Bertoli alias Frank Cianuro (forse ancora per poco), dispensa magia parlando delle sue realizzazioni. Anche qui il suo eclettismo creativo lo porta ad esprimersi attraverso modalità diverse. Dalla visual art alle sculture. Dalle installazioni al design. E molto altro ancora.
Però è nel raccontare la sottile linea di equilibrio che separa un'artista, la sensibilità di un'artista, dai dogmi di una realtà dura, spigolosa, in alcuni casi tormentata, che le parole di David assumono un significato ancor più vero. Una descrizione di rara intensità, tanto da far trattenere il fiato ad un pubblico desideroso di non interrompere tale esposizione.


E' successo tutto in questo viaggio al centro della creatività umana con il quale Il mecenate d'anime ha voluto dar inizio a questa nuova serie d'incontri. Viaggio che è servito ancora una volta a far capire che prima di tutto c'è l'uomo. La persona.  Costituita da talento, energia e infinite emozioni.


Photo Credits

martedì 21 settembre 2010

Barnaba Ungaro: storia di una persona - Parte prima

La storia è fatta di persone e di personaggi. L’incontro che vi sto per raccontare oggi rientra a tutti gli effetti nella prima categoria. E’ l’incontro con un essere reale. Un uomo costituito da interessi, passioni e pronto al confronto. Un uomo che ha una sua personalità. Pregi e difetti compresi. Un uomo che non ha bisogno di stereotipi e di modelli. Questa è la storia di un uomo libero.

E’ libero perché non ha bisogno di fingere. Non ha bisogno di filtri per modificare l’intensità della sua anima. Non potrebbe fare la pubblicità per nessun brand. Lui è testimonial di se stesso. Lui è Barnaba Ungaro.

Per capire tutto ciò non ci vuole molto. Basta vederlo arrivare all’incontro. In sella alla sua graziella, in pantaloncino corto e t-shirt, ma soprattutto con un grande sorriso.

Sono le undici qui al Lido di Venezia e nella frenesia dei giorni della Mostra del Cinema, troviamo un angolo di tranquillità per bere un caffè e chiacchierare un po’ insieme.

E’ strano intervistare un giornalista. Ho sempre paura di essere un po’ sotto esame. Ma con Barnaba non c’è questo pericolo. E’ proprio lui a togliermi da ogni eventuale situazione di disagio, complimentandosi per il lavoro che sto facendo con Il Mecenate d’Anime.

Tra le ultime letture che sto facendo con Carofiglio e Gilberto Squizzato, ho letto anche alcune delle interviste che hai realizzato e devo dire che riesci a cogliere l’essenza delle persone che incontri” – mi dice prima di parlare delle sue passioni. Passioni nelle quali rientra a pieno titolo la lettura. “Per me leggere ha un suo preciso momento. Leggere è prima di andare a letto, ma non per addormentarmi, ma per viaggiare con la testa. Pensare. Analizzare”.

Ed è proprio per questa funzione che innesca piacevolmente il pensiero, che Barnaba ama anche il mare. “Un elemento naturale che trasmette tranquillità e permette di pensare” – così lo descrive passando la mano nell’aria a riprodurre il movimento delle onde.


Continua domani


lunedì 20 settembre 2010

Un nuovo incontro

Questa settimana riprendiamo gli incontri con Il Mecenate d'Anime dopo la pausa estiva. Vi anticipo che ci sono tutti i presupposti per una nuova ed interessante scoperta.

Simpatia. Amore per la radio. Mare come elemento inscindibile. Passione per lo sport.
Se a questi elementi aggiungiamo che si tratta di una Persona con la "P" maiuscola, diciamo che avete dei buoni motivi per tornare e scoprire di chi si tratta.

Non è stato difficile scovarlo. Basta incontrarlo anche una sola volta per capire di chi si tratta. Già, perché a differenze di tanti, lui è quello che è. Non ci sono maschere da abbassare o parole da interpretare.

Non vado oltre se non per dirvi che ha un nome che adoro. Il nome che forse avrei voluto io. Che avrei dato al mio secondogenito se fosse stato maschio. Che ho dato però al protagonista del mio primo romanzo. Anche questo fa la differenza.

A domani.