La domenica del tardo pomeriggio è sempre stata un momento particolare. Soprattutto in passato sfumature malinconiche ben le s'addicevano.
Proprio ieri, complici anche il paesaggio fiabescamente innevato e le luminarie natalizie accese a festa, vengo rapito da due situazioni differenti, ma emotivamente simili.
Da un lato una giovane coppia si scambia un bacio appassionato prima che il lui la lasci per tornarsene a casa. Dall'altro un ragazzo con un grosso borsone a mano e un capiente zaino sulle spalle, si dirige frettolosamente a prendere un treno, per una caserma o l'università.
Osservando queste due partenze, affiorano in me teneri ricordi. Lo staccarsi dagli amici per dover rientrare a casa. Un bacio innocente ad una fidanzatina immediatamente richiamata dalla madre appostata sul davanzale della finestra. La triste sala d'attesa di una stazione ferroviaria, prima di abbandonare i luoghi d'origine per una destinazione di studio.
Ora tutto è cambiato, o forse sono io che vivo ogni giorno come fosse segnato in rosso sul calendario. Chissà. Comunque come è accaduto ieri, il ricordo di domeniche che andavano a concludersi con un velo di malinconia, che venivano così "drammaticamente" interrotte, ora mi strappano un sorriso di simpatia e poi, con il posticipo serale di serie A, la domenica (almeno quella sportiva) si è decisamente allungata.





