Visualizzazione post con etichetta tenerezza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tenerezza. Mostra tutti i post

lunedì 5 settembre 2011

VENEZIA68 - I SOGNI INFRANTI DI TODD SOLONDZ


Allegria e tristezza trovano il giusto spazio nel film Dark Horse


Già in Todd Solondz, regista di Dark Horse, veleggia una malinconica dolcezza. Quella sensazione di trovarsi di fronte ad un uomo che ha mantenuto una sua innocenza e che fa buon uso della sensibilità di cui è ben dotato.

Poi quando inizia a raccontare di questo suo nuovo film a stento si capisce se faccia riferimento alla storia diretta, oppure se della storia lui stesso ne sia protagonista.

<<… non so se i sogni mi hanno aiutato a vivere meglio>> racconta ad una sala stampa, attenta più di altre volte, a non interrompere quell’alone di magia, creatosi attorno a questa presentazione.

Il tutto è racchiuso in questa tipica espressione americana, che poi da pure il titolo al film medesimo. Dark Horse, termine difficilmente traducibile. Forse “scommessa’ potrebbe essere quello che maggiormente gli si avvicina, anche se in modo piuttosto limitativo.

<<Dark Horse è un piano sequenza in un certo senso… >> spiega Solondz aggiungendo <<… si utilizza per parlare di una persona che potenzialmente potrebbe arrivare al successo, ma non lo raggiunge…>>.

Il personaggio narrato nel film è di un’impattante tenerezza. È una persona che è stata vittima si una serie di sfortune. Proprio questa serie di negativi accadimenti, fanno del protagonista un soggetto da amare. Amore che non riesce a trattenere gli occhi della sua segretaria nei suoi confronti.

In questa sua ossessione da collezionista, lo stesso protagonista diventa proprietà della collezione medesima. A nulla serve il tentativo di afferrarsi ai suoi sogni. Aperto rimane il conflitto di rimanere bambino nonostante l’essere adulto.

Come sottolinea il produttore stesso di Dark Horse, Ted Hope - <<… è un film tremendamente triste e allegro allo stesso tempo…>>, ma forse è proprio in questo equilibrismo di sentimenti contrapposti che trova il grimaldello per emozionare lo spettatore.

lunedì 21 dicembre 2009

Una domenica che sta per finire...

... e una nuova settimana che sta per iniziare.

La domenica del tardo pomeriggio è sempre stata un momento particolare. Soprattutto in passato sfumature malinconiche ben le s'addicevano.
Proprio ieri, complici anche il paesaggio fiabescamente innevato e le luminarie natalizie accese a festa, vengo rapito da due situazioni differenti, ma emotivamente simili.

Da un lato una giovane coppia si scambia un bacio appassionato prima che il lui la lasci per tornarsene a casa. Dall'altro un ragazzo con un grosso borsone a mano e un capiente zaino sulle spalle, si dirige frettolosamente a prendere un treno, per una caserma o l'università.

Osservando queste due partenze, affiorano in me teneri ricordi. Lo staccarsi dagli amici per dover rientrare a casa. Un bacio innocente ad una fidanzatina immediatamente richiamata dalla madre appostata sul davanzale della finestra. La triste sala d'attesa di una stazione ferroviaria, prima di abbandonare i luoghi d'origine per una destinazione di studio.

Ora tutto è cambiato, o forse sono io che vivo ogni giorno come fosse segnato in rosso sul calendario. Chissà. Comunque come è accaduto ieri, il ricordo di domeniche che andavano a concludersi con un velo di malinconia, che venivano così "drammaticamente" interrotte, ora mi strappano un sorriso di simpatia e poi, con il posticipo serale di serie A, la domenica (almeno quella sportiva) si è decisamente allungata.