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lunedì 13 dicembre 2010

E' solo l'inizio

L'eco di una televisione accesa. 
Dialoghi surreali di bambini che giocano.
Il posare il primo piede giù dal letto.


Un bacio ad occhi chiusi.
Un saluto ad occhi socchiusi.
Un paio di carezze ad occhi aperti.


Il roteare dello spremiagrumi.
Il rumore della moka.
Un altro latte da scaldare.


Il contatto con il mondo esterno. 
Le campane che suonano a festa.
Gli strilli dei quotidiani davanti alle edicole.


Il freddo di un viso scoperto.
Il tepore di un vestiario.
Il calore di due mani che si stringono.


Persone che entrano in chiesa.
Persone che passano davanti alla chiesa.
Persone che cercano una Chiesa.


C'è chi si ferma per un aperitivo.
C'è chi distribuisce volantini.
C'è chi chiede la carità.


Vie che si popolano.
Sguardi che s'incontrano.
Pensieri che sfuggono.


Passi di una nuova giornata.
Momenti di un'altra domenica.
Avvistamenti di una recente vita.


E' solo l'inizio.

lunedì 5 luglio 2010

Una domenica al mare

35° gradi indicava il neon appeso all'entrata della farmacia.
Quelli percepiti non erano pervenuti. Mentre erano sicuramente di più di quelli che può contenere un normale termometro, quelli che sentivo diffondersi per tutto il corpo partendo dalla fronte.

L'arrivo in spiaggia non aiuta. Sono solo le dieci, ma la sabbia ha già raggiunto un calore degno del miglior forno con cottura ventilata.
Il cielo per non dare adito a futili invidie è dello stesso colore della sabbia.

Conto sul mare per ricevere un minimo di sollievo.
Dopo aver immerso i piedi nell'acqua a disposizione in un secchio lì vicino, mi preparo all'attraversata di quel pezzo di spiaggia che divide me dall'agognata salvezza.
Sono 100 metri. La rincorsa è notevole, ma non sufficiente. Nemmeno Giucas Casella nella sua famosa camminata sui carboni ardenti aveva osato tanto.

Mi getto in mare con la veemenza di un nuotatore olimpionico. Pocoa importa se a mala pena galleggio. Ormai sono in pieno trans agonistico.
Immerso l'intero corpo in acqua mi sovviene il dubbio di avere sbagliato direzione. La sensazione è quella di essere finito nella mensa della spiaggia, all'interno di un caldo e fumante brodo vegetale. Le alghe ci sono, basterebbero loro a confermarmi questo, se non fosse che trovo pure una busta del supermercato e un contenitore vuoto di Actimel. Mi ripeto "tutto fa brodo".

Per fortuna una pallonata lanciatami ad altezza della guancia destra mi sveglia. Sì per un attimo mi fa capire dove sono e ancora una volta la realtà supera la fantasia.

"Rinfrancato" dal bagno, con il viso deforme e le piante dei piedi pulsanti dal dolore, mi appresto a risalire verso il mio accampamento in spiaggia. Ad attendermi ci saranno miei figli armati di sana pianta di paletta e secchiello, palloni, frisbee e bocce.

La domenica al mare deve ancora iniziare.

lunedì 19 aprile 2010

Sunday Morning

Non piove più. Basta ascoltare la mancanza di quel ticchettio, che per tutta la notte si è ripetuto dalla grondaia malfunzionante.
Un nuovo dolce suono ha preso il sopravvento. Il canto della primavera. Passeri felici su alberi fioriti.

Una luce rigata entra dalle persiane socchiuse. Si adagia sul cuscino illuminando a festa il viso di lei, mentre il suo sospiro sognante trova nel cuscino un custode di fiducia. I suoi capelli assumono delle forme circolari come delle onde colorate disegnate su un foglio da un bambino meravigliato.

Tutta la stanza prende vita. Passo passo. Sembra un ballo di ombre cinesi. Gli oggetti sembrano aver assunto una forma diversa. Una funzione diversa. Anche la sveglia priva del suo suono, assume una nobile identità.

Aprendo leggermente la finestra, la stanza viene inebriata da un vitale aroma. La freschezza dell'aria si combina con il tepore del sole. Ogni elemento sembra perfettamente in armonia con se stesso e con gli altri.

I suoi occhi lentamente si aprono. Con il suo sguardo mi cerca. Con il suo silenzio mi parla. Un abbraccio. Un bacio che non era stato dato e una carezza dimenticata.

Tutto merito di una splendida mattina. Una domenica mattina.


lunedì 21 dicembre 2009

Una domenica che sta per finire...

... e una nuova settimana che sta per iniziare.

La domenica del tardo pomeriggio è sempre stata un momento particolare. Soprattutto in passato sfumature malinconiche ben le s'addicevano.
Proprio ieri, complici anche il paesaggio fiabescamente innevato e le luminarie natalizie accese a festa, vengo rapito da due situazioni differenti, ma emotivamente simili.

Da un lato una giovane coppia si scambia un bacio appassionato prima che il lui la lasci per tornarsene a casa. Dall'altro un ragazzo con un grosso borsone a mano e un capiente zaino sulle spalle, si dirige frettolosamente a prendere un treno, per una caserma o l'università.

Osservando queste due partenze, affiorano in me teneri ricordi. Lo staccarsi dagli amici per dover rientrare a casa. Un bacio innocente ad una fidanzatina immediatamente richiamata dalla madre appostata sul davanzale della finestra. La triste sala d'attesa di una stazione ferroviaria, prima di abbandonare i luoghi d'origine per una destinazione di studio.

Ora tutto è cambiato, o forse sono io che vivo ogni giorno come fosse segnato in rosso sul calendario. Chissà. Comunque come è accaduto ieri, il ricordo di domeniche che andavano a concludersi con un velo di malinconia, che venivano così "drammaticamente" interrotte, ora mi strappano un sorriso di simpatia e poi, con il posticipo serale di serie A, la domenica (almeno quella sportiva) si è decisamente allungata.