Visualizzazione post con etichetta milano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta milano. Mostra tutti i post

giovedì 18 novembre 2010

La comunicazione sociale di Pasquale Volpe - Parte terza

IMG_5014
Via Dante, Milano - La comunicazione sociale di Good50x70 edizione 2010

Vai alla seconda parte


Idee, sensibilizzazione, coinvolgimento e concretezza. Non so se Pasquale se ne sia accorto, ma quello che ha innescato con Good50x70 è un perfetto esempio di circolo virtuoso. Si parte da una necessità mancante e attraverso l’ingegno e la creatività delle persone si arriva a presentare delle risposte concrete.

Ma c’è qualcos’altro. Quando chiedo a Pasquale quale sarà lo sviluppo di questo progetto riesce ulteriormente a sbalordirmi. “Good50x70 non avrà uno sviluppo” mi dice con tono fermo. Aggiungendo “Good50x70 ha dato il buon esempio… mi auguro che abbia fornito la tavola dei dieci comandamenti della comunicazione sociale… siamo stati i primi ad utilizzare la rete come strumento per allargare a 360° i confini di un concorso sociale… forse non c’è mai stata una mostra di grafica così grande, che sia riuscita a coinvolgere così tante persone in così tanti Paesi… se proprio devo parlare di sviluppo di Good50x70 forse la sfida più imminente è quella legata al prodotto… ciò che abbiamo fatto in tema di comunicazione sociale mi auspico sia replicabile in tema di prodotto!”.

Lascio Pasquale dopo questo messaggio. Questo augurio. Me ne torno lentamente a passeggiare in Via Dante. Guardo questi poster appesi. Guardo il comportamento dei passanti. La camminata frettolosa di alcune persone, rallenta in prossimità delle affissioni. La curiosità di altre, li blocca davanti ad essi. Gente diversa con reazioni diverse. Tutte accomunate però da un interesse verso ciò che viene esposto. Non ho bisogno di altro. La missione di Pasquale Volpe è andata a buon fine. Good50x70 ancora una volta è riuscita in quello che per molti sembra un’impresa. La comunicazione sociale ha un suo riscontro. Via Dante ne è la conferma.

martedì 16 novembre 2010

La comunicazione sociale di Pasquale Volpe - Parte prima



Ore 7 la radiosveglia si accende. Invece di note musicali, un jingle pubblicitario. Colazione, dopodiché si esce. Affissioni sul muro accompagnano la camminata. Sul tram c’è chi sfoglia un giornale. Notizie alternate da inserzioni commerciali. In ufficio il monitor del computer si accende. Dal web contenuti ostacolati da banner. In posta elettronica, consigli per gli acquisti. Ore 19 rientro a casa. Televisione. E’ ora degli spot.

Rewind.

Ore 9 di una giornata di fine ottobre. Centro di Milano. Via Dante. Qualcosa è cambiato!

Poster. Affissioni. Si fa comunicazione, ma una comunicazione diversa. Niente modelli di autovettura da vendere. Nemmeno modelle da mercificare. I temi rappresentati, sono temi sociali. Questo è Good50x70.

E’ il progetto di comunicazione sociale più grande al mondo. 81 Paesi a rappresentarlo. Più di diecimila persone in quattro anni. Il coinvolgimento delle più importanti Organizzazioni Non Governative”, questo è quello che ci dice Pasquale Volpe, l’ideatore di questo progetto e presidente dell’Associazione Good Design.

Per Pasquale la comunicazione è un amore. È un lavoro. Lasciata la Puglia per frequentare l’Accademia della Comunicazione a Milano, ora ne è docente. Come lo è in NABA, la Nuova Accademia di Belle Arti sempre di Milano. Ma per Pasquale anche un grande interrogativo “perché non utilizzare l’arma della comunicazione per sensibilizzare su temi importanti?”. La sua risposta è stata Good50x70.

Sono tre gli aspetti fondamentali di Good50x70, mi spiega Pasquale. “La prima cosa appunto dar voce alle ONG, dar visibilità a temi socialmente importanti. Dopodiché parlare alla comunità dei creativi. Far capire quanto sia fondamentale parlare di temi che spesso non interessano o meglio commercialmente poco interessanti. Qui non ci sono target da raggiungere. Quindi diffondere queste tematiche e per gli ‘addetti ai lavori’, dare un’etica di progettazione. Terzo punto portare queste risposte visive in spazi dove le persone possono tranquillamente accedervi. Portare i risultati della mostra alla conoscenza di tutti. Una mostra si fa con le persone”.

venerdì 25 giugno 2010

Disco Week End: The Beatles - Abbey Road

Non credo che sia trascorso più di un secondo per ricevere la risposta.
E la domanda era una di quelle impegnative. Se la rivolgessero a me, tranquillamente potrei pensarci una giornata intera (e forse nemmeno avrei la risposta definitiva).
D'altronde "qual è il tuo disco preferito?", può mettere in crisi tante persone.

Così non è stato per Dario Bressanini, l'ospite di questa settimana de ILBETTA ON AIR, che appunto nemmeno il tempo di formulare la domanda, mi aveva già perfettamente sillabato il titolo del disco: Abbey Road.

Certo con una risposta così, non è possibile sindacare, sarebbe erroneo e gravoso replicare con un "sei sicuro?" "vuoi pensarci?". Una risposta così è come un jolly... vince sempre!
Ogni parola, ogni commento in merito a questo disco è superfluo.

Poco importa se è il migliore o meno album dei Beatles. Poco importa se durante la registrazione di questo disco i Beatles siano stati presenti contemporanemente in studio poche volte. Tutto ciò poco importa.

Quindi forse il modo migliore di presentare questo disco è quello di elencare ad una ad una tutte le canzoni presenti. Così come si fa con le grandi squadre sportive, quando si presentano singolarmente i diversi atleti che danno vita ad un unico importante gruppo di appartenenza.

Perciò iniziamo (seguendo il rigido ordine del vinile):

LATO A
1. Come Together
2. Something
3. Maxwell's Silver Hammer
4. Oh! Darling
5. Octopus's Garden
6. I Want You (She's So Heavy)

LATO B
7. Here Comes The Sun
8. Because
9. You Never Give Your Money
10. Sun King
11. Mean Mr. Mustard
12. Polythene Pam
13. She Came In Through The Bathroom Window
14. Golden Slumbers
15. Carry That Weight
16. The End
(17. Her Majesty)

Bene detto questo e ricordando la piacevole ricorrenza che proprio il 24 giugno di 45 anni fa, i Beatles tenevano il loro doppio concerto al Vigorelli di Milano, non mi rimane altro che ringraziare per la sua disponibilità Dario Bressanini e augurare a tutti voi un buon ascolto di questo storico Abbey Road.


giovedì 11 marzo 2010

Il Baratto di Paolo - Parte terza

Vai alla seconda parte


ILBETTA: “Comunque resta il fatto secondo me, che ZeroRelativo ha rinobilitato il termine baratto o comunque sia lo ha reinterpretato. A proposito sembra che il tema legato a forme di acquisto più consapevoli sia sentito un po’ ovunque. Nei giorni scorsi leggevo che anche l’attore Chistopher Lambert (o Christophe che dir si voglia) ha lanciato un progetto simile in Francia. E’ solo moda o siamo di fronte ad un cambiamento etico di notevole portata? Cosa ne pensi?”

Paolo: “Un professore universitario, ordinario di Economia Politica osservava che il baratto nel web risolve ritrosie psicologiche per cui lo scambio di un oggetto usato è stato spesso accompagnato da un'umiliazione sociale, come fosse un fatto di cui vergognarsi. Il web garantendo l'anonimato risolve il problema e magari, aggiungo io, stimola riflessioni, che sono sempre etiche”.


ILBETTA: “Prossimi step di ZeroRelativo? Che cos’altro ha in mente Paolo Severi?”

Paolo: “Da venerdì prossimo saremo alla fiera di Milano dove incontreremo i barter e presenteremo anche zerorelativo.org, che è un aggregatore dove vogliamo inserire i blog personali e di qualità dei barter (c'è anche il tuo!) Mi piacerebbe anche radicarci di più sul territorio ed invitiamo chi apprezza il nostro progetto a darci una mano per farlo insieme”.


ILBETTA: “Senti Paolo, per fare un brindisi a ZeroRelativo cosa mi prepari?”

Paolo: “Un Cocktail Martini. E' un cocktail semplice con un'anima molto più complessa di quello che all'apparenza può sembrare. La sua preparazione sintetizza in pochi gesti la professionalità di chi lo fa. Un capolavoro”.


Complimenti Paolo. Sono sicuro che questo tuo progetto non può che crescere ulteriormente. Resta il fatto comunque che se mi ritroverò la casa completamente cambiata e al posto del televisore troneggierà un antico vaso cinese, ricordati quello che ti avevo detto all’inizio.


In alto il logo di Fà la cosa giusta, fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sensibili, dove ZeroRelativo sarà presente per la quarta volta.

giovedì 16 ottobre 2008

La Metro


Quando vado a Milano per lavoro c’è una situazione che si ripete sistematicamente prendendo la metro. E’ una sensazione strana, che mi attira, ma allo stesso tempo un po’ mi spaventa. Sensazione che nasce dall’osservazione di quello che succede all’interno di ogni singolo vagone.

E’ come entrare in una dimensione spazio/temporale a sé stante. C’è un’atmosfera strana, ogni singolo viaggiatore è silenzioso, immerso nei propri rarefatti pensieri. Nonostante ci siano tante persone avverto tanta solitudine. Ognuno assume un atteggiamento di chiusura totale verso l’esterno. Sembriamo un gruppo di astronauti in missione segreta sulla luna, dove è stato dato il divieto assoluto di comunicare per non compromettere il tutto.

Un viaggio fatto per 5/10/20 minuti in un contesto teatrale dove ognuno cerca di assumere il ruolo del più cattivo, del più introverso… del più infelice.
Chissà se essere sotto il suolo al buio contribuisce, oppure se è una situazione naturale che s’innesca quando vengono messe insieme persone diverse, accentuando le difficoltà di comunicazione che sono sempre latenti nel nostro quotidiano vivere.