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giovedì 5 luglio 2012

Il concerto di cicale

Il concerto era iniziato. Non si sapeva se in anticipo o meno. Non esisteva un cartellone ufficiale che indicasse il preciso orario per tali tipi di rappresentazioni. Comunque fosse il suono era ben presente e l'affiatata coralità del gruppo lasciava intendere che si erano preparate come non mai per l'occasione. 


Lui era lì nel pieno di quello che doveva essere la sua corsa quotidiana. I pensieri avrebbero dovuto essere in movimento con lui, mentre la sua mente lasciava da parte problemi antichi e nuove incombenze. Niente di tutto ciò accadde quel giorno. L'intensità del suono di quell'orchestra di cicale era dominante, tant'è che le poche macchine passanti la strada antistante, apparivano silenziose scatole di metallo su ruote, prive di quel suono che ne caratterizzava il motore. Ma pure tale rombo quel giorno venne sommerso da quella naturale musica.


Nel frattempo gocce di sudore lasciavano inconfutabili tracce su una fronte arsa dal calore e le gambe a fatica cercavano di ritrovare una falcata fino a pochi giorni prima di una rara scioltezza.


Dopo più di quaranta minuti d'assordante accompagnamento e con una temperatura corporea da evidente stato febbrile, il cartello di benvenuto, indicatore di un immediato arrivo, riportava la corsa ad una normalità oramai dimenticata. Proprio prima degli ultimi ottocento metri il gran finale. Come dirette da uno straordinario maestro, tutto d'un colpo la musica s'interruppe. Una perfetta contemporaneità nella dismissione degli strumenti. Solo allora lui capì, che quello che gli era sembrato un disturbo, in realtà non fu altro che un tributo allo sforzo appena compiuto.


Applausi.

venerdì 8 giugno 2012

Disco Week End: A Banda Mais Bonita da Cidade - O disco - Oração

Si può fare ancora un bel video musicale senza tanti effetti speciali, ma dal forte impatto emozionale? E' possibile che la canzone abbinata al video sia anch'essa bella, ti metta di buon umore e ti faccia venire voglia di organizzare una festa con tutti i tuoi migliori amici? Può essere che l'album nel quale è contenuta questa canzone ci siano altrettanti brani belli, che per alcuni di essi siano stati realizzati degli altri video e anche codesti siano gradevoli? Ma soprattutto è possibile che questi ragazzi siano riusciti a produrre questo disco utilizzando la benevolenza delle persone che apprezzano la loro musica e attraverso un sito di raccolta finanziaria per progetti culturali abbiano trovato il denaro necessario per realizzarlo, ed ora loro ricambiano tutto questo amore mettendo a disposizione il disco, scaricabile gratuitamente (e legalmente) dal sito del gruppo stesso?


Bene, se a tutte queste domande avete risposto affermativamente, non vi rimane che vedere il video che trovate qui sotto, ascoltare la canzone e se vi piace il genere collegarvi a questo sito per il download gratis dell'intero album, non prima però di aver fatto un applauso A Banda Masi Bonita da Cidade.




venerdì 18 maggio 2012

Disco Week End: Donna Summer - Bad Girls

E' la storia. E' la storia della disco music. Lo spartiacque tra un prima e un dopo. Una regina. La regina. Era il minimo dedicarle il disco week end. E' scomparsa una grande interprete. Certamente non vengono meno le sue canzoni e i ricordi legati ad esse.


Anagraficamente sono arrivato immediatamente dopo il suo grande successo, ma ugualmente ne sono stato contagiato. Alcuni generi musicali rimangono per sempre. Altri vivono un periodo, per poi scomparire oppure mutare. E' il caso della disco music. E quella cantata da Donna Summer è rappresentativa di un preciso periodo musicale, storico e sociale.


Può far sorridere qualche giovane di oggi il suo ascolto oppure no. Certo sta che comunque ha fatto ballare. Coreografie che accompagnavano canzoni che avevano forse un unico scopo, quello di mettere in movimento il corpo e l'allegria dello spirito.


Diversi i suoi successi. Alcuni diventati veri e propri must del genere, come I Feel Love oppure Hot Stuff. Per ricordarla ho voluto riprendere l'ascolto forse di uno dei suoi album di maggiore successo: Bad Girls.




venerdì 11 maggio 2012

Disco Week End: Dimartino - Sarebbe meglio non lasciarsi mai ma abbandonarsi ogni tanto è utile

Sorprendersi. Può capitare ancora. Ed è pure piacevole. Soprattutto quando ciò accade con della musica. A maggior ragione se questa è pure italiana. 


E' così che un amico mi segnala un disco. Silenziosamente lo ascolto. Non penso a nulla. Ascolto e basta. Un brano. Due. L'intero disco. Lo riascolto. Soffermandomi sulle singole canzoni. L'attenzione se possibile è ancor maggiore della prima volta. Non è un'attenzione che mi devo imporre, ma è il richiamo naturale di questa musica che non permette distrazioni se non quelle di emozioni che si fanno largo durante l'ascolto stesso.


Intanto le note scorrono, la melodia si sussegue e i testi delle parole s'impongono. La sensazione è quella di essere di fronte ad una nuova forma di cantautorato moderno. Già l'italianità c'è, ma è sotto una vesta diversa. Rabbiosa, ma romantica. Delicata, ma pungente. 


L'autore di tutto ciò si chiama Dimartino e il disco in questione è Sarebbe meglio non lasciarsi ma abbandonarsi ogni tanto è utile. Volete sorprendevi anche voi? Ascoltatelo.






venerdì 4 maggio 2012

Disco Week End: Alanis Morisette - Jagged Little Pill

Il prossimo agosto uscirà il suo nuovo disco dal titolo Havoc and Bright Lights. Guardian invece sarà il primo singolo già disponibile nei prossimi giorni. Nell'attesa ho ripreso in mano un suo classico Jagged Little Pill. L'anno è il 1995 e le casse del mio stereo facevano uscire le note di canzoni come You Oughta Know, Hand in My Pocket, You Learn, Head Over Feet e Ironic, solo per citarne alcune.


Note graffianti, intense, pulsanti. E poi quella voce. Da tanti cercata, da tanti imitata, ma da poche ricreate. Alanis Morisette, il rock aveva trovato una sua nuova interprete. Un successo mondiale. Un successo ingombrante. Anche troppo. Forse anche per questo il successivo futuro non è stato completamente rispettoso di aspettative forzate.


Comunque sia è un piacere riascoltare Jagged Little Pill. Come lo sarà ascoltare il prossimo nuovo album. Magari con un approccio diverso. Più attento all'essenza della musica che alle recensioni musicali. 





venerdì 27 aprile 2012

Disco Week End: Pacifico - Una voce non basta

Delicatezza, armonia, ritmo e bellezza. Non è semplice mettere insieme tutte queste cose, ma lui ancora una volta c'è riuscito. C'è riuscito pure attraverso la modalità più difficile. Mettere insieme una serie di duetti che diventano singole canzoni dalla forte identità. E' così che ci si ritrova piacevolmente ad ascoltare atmosfere sonore differenti tra loro, tutte però perfettamente condotte dalla sua capacità di trasformare le parole in immagini.


Il lui in questione è Pacifico e l'album che racchiude questi regali sonori è Una voce non basta. Quattordici canzoni, quattordici collaborazioni, quattordici incontri. E' questa la sensazione nell'ascoltare questo disco, quella di aver il privilegio di poter assistere a straordinari incontri tra artisti, ma prima ancora tra persone che mettono sotto forma di canzone i loro dialoghi.


Certo è un disco da ascoltare non in maniera distratta, perché solo così se ne possono apprezzare tutte le diverse sfumature. Solo così si può entrare in simbiosi con tutte le voci. Perché Una voce non basta.




venerdì 20 aprile 2012

Disco Week End: The Klezmatics - Possessed

Klezmer. Potrei concludere qui se non fosse che questa band newyorkese ha saputo reinterpretare a modo suo questa tradizionale musica delle feste ebraiche. Loro si chiamano The Klezmatics e la loro rilettura di celebri pagine yiddish è ricca di contaminazioni sonore.


Jazz innanzitutto. Poi pop, folk e perché no pure rock. Il mio avvicinamento a loro è avvenuto con una canzone Shprayz ikh mir. L'innamoramento con l'album Possessed. Tutto il resto è stato ballo. Già perché non è possibile ascoltare questa musica stando fermi. C'è pure entusiasmo. Gioia. Tanta gioia anche se forse un fondo di malinconia rimane. 


Ad alimentare tutto ciò ci pensano gli strumenti come il kaval, il clarinetto, il violino, il cimbalom e la fisarmonica. A rendere tutto così unico le voci, quelle degli interpreti di questo gruppo.


E intanto mentre la musica dei The Klezmatics irrompe nella stanza io improvviso una danza. Non sarà una grande coreografia, ma mi sto divertendo. Molto. 


Pronti anche voi a ballare?




venerdì 13 aprile 2012

Disco Week End: Omar Sosa - Mulatos

Quando si ha la fortuna d'incontrare un'artista dal vivo tutto diventa più facile. O per meglio dire tutto diventa più vero. E' lì da quella vicinanza al palco, da quelle note che s'infrangono nel corpo e nello spirito, che si svelano i veri musicisti. Quella sera erano bastati pochi istanti per trasmettere a tutti i presenti di un piccolo teatro di provincia la magia della musica.


Seppur in modo diverso comunque quella energia l'ho ritrovata riascoltando un suo album pochi giorni fa. Con cuffie nelle orecchie e passo spedito ho avvertito fin da subito la capacità di trasmettere emozioni di certi interpreti.


Il suo ritmo mi rallentava il passo. Anzi no me lo modificava a tal punto da scandirne perfettamente il tempo. Lo sguardo stesso assumeva una prospettiva di visione diversa. Più morbida. Più solare. E dalle labbra un sorriso iniziava a spuntare.


Tutto ciò grazie al solo riascolto di Omar Sosa. Mi è bastato mettere il primo album di lui che avevo a disposizione, Mulatos e tutto ha assunto forme e modalità diverse. Era pure tornato il sole a splendere.


Che dire, sicuramente gli effetti dati dall'ascolto sono soggettivi, ma in questo caso non possono che essere tutti tremendamente positivi.


Buon week end in compagnia di Omar Sosa.




martedì 10 aprile 2012

Parole & musica

Ci sono modalità d'ascolto che richiedono una loro singolare attenzione. Le parole di un libro. Le note di una canzone. Le immagini di un film. Tutti elementi in grado di trasferire infinite sensazioni. Diverse. Uniche. Complementari.

Il massimo risultato avviene quando la concentrazione è fissata su uno solo di questi stimolatori del pensiero. In alcuni casi può avvenire però anche mettendone insieme alcuni. Il più riuscito sicuramente è l'immagine con la musica. Pensate alla potenza di una colonna sonora. Se ben azzeccata può diventare un moltiplicatore di quei frame su pellicola.

Ma può accadere anche qualcosa di più particolare. Sicuramente più difficile sia in fase di costituzione sia in termini di risultato finale per chi si è messo in un piacevole stato ricettivo. Si tratta dell'alchimia parole e suono. Da un lato la lettura a voce alta di alcuni passi di un libro. Dall'altro onde musicali che creano suggestioni sonore, ma non solo. Già perché non si tratta di una musica messa a caso a sottofondo per il lettore, ma di un'integrazione tra ciò che viene detto e ciò che può essere ascoltato.

L'esperimento non è facile. La percentuale di insuccesso è elevata. Però se si raggiunge il perfetto equilibrio tra questi due emisferi culturali, l'emozione è garantita.

Parole in musica. Dove per una volta le parole non sono quelle di un testo di una canzone.

Eccone qui un ottimo esempio: Parole Note. Complimenti a Maurizio Rossato che ne è l'autore e il produttore.

venerdì 30 marzo 2012

Disco Week End: Goran Bregović - Ederlezi

Succede che non puoi rimanere fermo. La musica avanza. Il ritmo travolge. Il suono inebria. Si crea una situazione di festa. Una festa dove l'allegria primeggia, ma dove la malinconia non vuole essere da meno. Un ballo sincopato. Una danza tentatrice. E quando tutto sembra per terminare i fiati riprendono il sopravvento. E' un vento. Quello dei Balcani. Che tramuta in ilarità il dolore e ripristina la speranza nei disillusi. E' la musica di Goran Bregović.


Per chi ha avuto la fortuna di assistere ad un suo concerto dal vivo tutto ciò è amplificato. Comunque sia anche dall'ascolto di un suo disco è possibile carpirne le sfumature. Questa settimana mi sono imbattuto in un suo vecchio album dal titolo Ederlezi.


Era da un po' che non l'ascoltavo, ma l'effetto che mi ha fatto è stato quello di allora. Quello del primo ascolto. Quello di una carica energetica non indifferente. Poi questo disco ha la particolarità di ospitare personaggi come Iggy Pop, Cesaria Evora, Ofra Haza, Johnny Depp e Scot Walker.


Insomma ascoltando Ederlezi farete un bellissimo viaggio con partenza da Sarajevo e destinazione ignota.




venerdì 23 marzo 2012

Disco Week End: Santana - Abraxas

Tutto è iniziato con quel battito. Il cameriere ci aveva appena lasciato sul tavolo i bicchieri ed andandosene iniziava a picchiettare sul fondo di quel vassoio oramai vuoto. L'attacco era inequivocabilmente quello. A nulla era valsa la musica che usciva dalle casse degli altolparlanti distribuiti per il locale. Oye Como Va era andata in loop nella mia mente. Addirittura ad un certo punto, chiusi gli occhi, mi sembrava proprio di essere su qualche spiaggia caraibica ad assistere dal vivo ad una sua esibizione. L'acqua che stavo sorseggiando si era trasformata in un mojoto e il sole inizialmente timido, iniziava a farsi sentire seriamente. Vedevo le sue mani scorrere rapidamente tra le corde della sua chitarra. Dovetti interrompere quel sogno quando il mio di battito sul tavolino, stava per rovesciare quanto presente.


Tornato a casa però il concerto è ricominciato. Ho preso Abraxas, il disco dove sapevo che era contenuta quella canzone e il suono ha ricominciato a riprendere il suo naturale ritmo. 


Il merito di tutto ciò è suo: Carlos Santana.


Ditemi voi oye como va?




venerdì 16 marzo 2012

Disco Week End: Gotye - Making Mirrors

E' da un paio di settimane che c'è l'ho in testa. Cosa pericolosa, so che mi stancherà presto. Però al momento è piacevole. Molto piacevole. Anche perché grazie a questa canzone sono andato ad ascoltarmi l'intero album di questo artista, sicuramente particolare.


Il musicista e cantautore in questione è Gotye. Il suo brano che mi accompagna in questo ultimo periodo è Somebody That I Used To Know. Il disco che contiene anche questa traccia è Making Mirrors.


E' stata una fortuna arrivare all'ascolto completo di questo suo lavoro artistico, questo perché non solo mi ha permesso di apprezzare ancora di più il singolo che già conoscevo, ma soprattutto perché devo dire di aver scoperto un bel disco. Don't Worry We'll Be Watching You, Bronte o Eyes Wide Open sono canzoni che danno una molteplice chiave interpretativa dell'artista Gotye. Ed è proprio ascoltando l'intero disco che ho dovuto rivedere l'accostamento iniziale che avevo fatto di Gotye con Peter Gabriel. Se c'è somiglianza di timbrica vocale in Somebody That I Used To Know, questa svanisce ascoltando gli altri brani contenuti in Making Mirrors.


Che dire, intanto vedetevi il video di questo singolo e poi abbandonatevi nell'ascolto del disco. Ne vale la pena.






venerdì 9 marzo 2012

Disco Week End: Paul Anka - Rock Swings

"... e se fosse una questione di punti di vista... cambiarli per scoprire qualcosa di nuovo?". Mi è bastato poco per capire dove volesse arrivare questo caro mio amico. La conferma immediatamente dopo, quando aggiunge: "... è l'arrangiamento che fa la differenza, prova a pensarci... tutti si concentrano sulla melodia, ma è l'arrangiamento che ti permette di avere delle diverse chiavi di lettura di un brano".


Dopodiché mi tira fuori dal cilindro due elementi da me profondamente amati. Il primo è lo swing, genere musicale del quale ho ripetutamente confermato quanto si avvicini alla mia perfetta colonna sonora di vita. Il secondo è un interprete e che interprete: Paul Anka.


Il risultato di questo abbinamento ha pure un nome Rock Swings, quattordici note canzoni reinterpretati, ma soprattutto riarrangiate a ritmo di dita schioccate e una strepitosa orchestra di fiati alle spalle.


Niente male per trascorrere un fine settimana in compagnia di un grande crooner.


Vai Paul vai.




venerdì 2 marzo 2012

Disco Week End: Lucio Dalla - Lucio Dalla

C'è sempre un senso di incredulità. Sarà il fatto che sembrano persone in grado di sconfinare dal tempo. Uomini che hanno vissuto e che continueranno a vivere. Questo grazie a quello che hanno fatto. Scrivere, suonare e cantare canzoni. Semplici canzoni, ma che si sono indelebilmente fissate nella costellazione sonora delle emozioni umane.


E mentre si metabolizza una scomparsa come la sua, la sua musica viene in soccorso come a testimoniare che tanto di lui rimarrà a farci compagnia. Ricordi personali che si mescolano alle sue canzoni. Canzoni sue, ma che ogni persona ha fatto proprie nel momento dell'ascolto.


E' così che riprendendo in mano un po' tutta la sua discografia, mi sono soffermato sull'album che non so se lo rappresenti maggiormente, ma sicuramente è quello che per me innesca rinnovate sensazioni ad ogni suo riascolto. Il disco in questione prende proprio nome da lui, Lucio Dalla ed è un viaggio nella musica di questo cantautore che rende bene la sua idea artistica. Almeno per quel periodo attorno alla fine degli anni '70.


Non ci sono altre parole da aggiungere. Meglio ascoltare. Viaggiando con la mente, per essere più vicini ancora una volta a lui.


Lucio Dalla, grazie.





venerdì 17 febbraio 2012

Disco Week End: Paolo Nutini - Sunny Side Up

Nella settimana sanremese ho scelto un cantante il cui nome è italianissimo. Nel vene scorre del sangue toscano, ma il suo modo di cantare è in tutto per tutto molto folk/rock/british. 


Ricordo con piacere di averlo visto dal vivo, in un piccolo club, quand'era agli esordi e si vedeva che il ragazzo ci sapeva fare. Sul palco, ma soprattutto con la voce. E' per questo che ho ripreso in mano con piacere il suo secondo album Sunny Side Up.


Un bel album. Da ascoltare. Da ballare. Da viaggiare. Già perché è il perfetto disco da sentire in auto, su una lunga strada secondaria, immersi nella natura, finestrini aperti (magari non in questo periodo) e cantandoci sopra.


Ci sono brani come 10/10, Pencil Full of Lead o Candy, che a stento riuscirete a trattenervi dal battere il tempo sul volante. Altri come Coming Up Easy, No Other Way o Worried Man che accompagneranno i vostri pensieri durante questo trasferimento.


Insomma è un album da ascoltare in movimento. Ricordandovi da dove siete partiti, ma allo stesso tempo  guardando avanti, il tutto lasciandovi andare di fronte a ciò che incontrerete. 


Ed ora Paolo Nutini.




venerdì 10 febbraio 2012

Disco Week End: Vasco Rossi - Bollicine

Questa settimana ha compiuto 60 anni. Il disco week end non poteva esimersi dal fargli gli auguri. Non solo perché è stato nominato recentemente dalla rivista Rolling Stone al primo posto tra i cento dischi italiani migliori di sempre, ma Bollicine rimane un piccolo capolavoro. 


Al di là di Vita spericolata e della stessa canzone che da il titolo all'intero album, ricordo ancora l'emozione di quando ho sentito per la prima volta Una canzone per te. Emozione equiparabile solo con l'ascolto di Ogni volta, tratta però dal precedente album Vado al massimo. 


Poi in Bollicine c'è un'altra delle mie canzoni preferite del comandante: Giocala. Una delle tante perle musicali che è riuscito a sfornare nella sua lunga carriera artistica. Insomma diciamo che in tutti questi anni ne ha dispensato di regali sonori, quindi perché non celebrarlo oggi facendogli, seppur in ritardo, gli auguri per questo suo importante compleanno.


Anche perché non vi nascondo che dopo aver ascoltato Bollicine, non ho resistito alla tentazione di riprendere in mano altri quattro dei suoi vecchi album: Vado al massimo che citavo sopra; Colpa d'Alfredo e Non siamo mica gli americani. Ah è vero ho detto quattro. Beh l'ultimo me lo tengo per me.


Ancora auguri Vasco.




venerdì 3 febbraio 2012

Disco Week End: Sade - Lovers Live

Cercavo un disco che mi riparasse un po' da questo freddo. Una musica da ascoltare magari un sabato mattino nel tepore di un letto difficile da abbandonare. Insomma delle vibrazioni sonore che apportassero un po' di calore. Non poteva che venirmi in mente lei, sua maestà Sade.


Tra i suoi vecchi album ricordavo di averne anche uno dal vivo, elemento questo che rende ancor più intensa la sua interpretazione. Eccomi impugnare allora Lovers Live, tredici canzoni dal vasto repertorio della raffinata cantante anglo-nigeriana.


Parte la prima traccia Cherish the Day e mi rendo conto che è come se avessi acceso il camino in casa. Poi con Smooth Operator è come se mettessi un altro ceppo sul fuoco. E la sensazione di aver indovinato il disco adatto alla giornata, diventa una conferma con Slave Song e The Sweetest Taboo. Per concludersi poi tra gli applausi con No Ordinary Love prima e l'attacco di By Your Side immediatamente dopo.


Operazione riuscita. Domani mattina può pure nevicare. So cosa ascoltare rannicchiato sotto le coperte.


Kiss of Life.




venerdì 27 gennaio 2012

Disco Week End: Norah Jones - Come Away With Me

La prossima primavera uscirà un suo nuovo album. Si parla di un lavoro scritto a quattro mani con Brian Joseph Burton, che se vi sembra che non vi dica nulla, non è altro che Danger Mouse del duo degli Gnarls Barkley


Letta della notizia avevo due possibilità. Andare a riascoltarmi la hit Crazy oppure andare a ripescare nella discografia di Norah Jones. Ho optato per la seconda. Partendo proprio dalle origini. Riascoltandomi il primo disco della cantautrice statunitense.


Appena inserito Come Away With Me nel lettore mi accorgo di aver fatto la scelta giusta. Vengo subito catapultato nelle atmosfere tipiche dell'etichetta Blue Note Records, per la quale peraltro è uscito questo disco e uscirà anche il nuovo album. Tralasciando sterili polemiche dei puristi del jazz, la voce suadente di Norah Jones non può lasciare indifferenti.


Ecco in successione risentire brani come Don't Know Why, Feelin' the Same Way, Shoot the Moon, Lonestar o I've Got  to See You Again, solo per citarne alcuni e sono rapito da Norah Jones con la stessa intensità di quando ascoltai questo disco per la prima volta. Dieci anni fa.


Da allora Norah Jones ha continuato a stupire. Non mancherà di farlo anche con il prossimo disco, il cui titolo sarà Little Broken Hearts.


Per il momento non vi rimane che deliziarvi con questa versione live di Come Away With Me. E non è poco.




venerdì 20 gennaio 2012

Disco Week End: Mediterraneo - Colonna Sonora

Quando ho colto la notizia della scomparsa di Giancarlo Bigazzi, non ho potuto fare a meno di tornare indietro con la memoria, alla mia personale associazione con questo autore. 


Nonostante sia stato un grande paroliere (professione ahimé in disuso) di grandi successi della musica italiana da "Erba di casa mia" fino ad arrivare a "Gli uomini non cambiano", passando per "Gloria", senza dimenticare la parentesi goliardica con gli Squallor, il mio pensiero è andato ad una musica. Una colonna sonora. Un film. Mediterraneo di Gabriele Salvatores.


Proprio di questa pellicola, che porto con me un bel ricordo, Giancarlo Bigazzi insieme a Marco Falagiani ne è stato autore delle musiche. Resistito alla tentazione di rivederlo per l'ennesima volta, ieri ho fatto sì che questo disco diventasse per un giorno la colonna sonora della mia giornata. 


Devo dire che complici le sonorità greche da una parte e alcune battute del film che mi affioravano alla mente dall'altra, mi ha reso la giornata sicuramente meno grigia e freddolosa di quanto non fosse. 


Insomma la colonna sonora di Mediterraneo mi sento proprio di consigliarlo come disco week end. Può interessare?




mercoledì 18 gennaio 2012

Storia di una band

Lui chitarra e voce. Ha una buona timbrica. Ha una bella faccia. Poi ogni tanto scende giù tra il pubblico. Va a chiedere un po' di moneta. Dice che prende soldi come una fontana (cit. F.C.). Ben venga. Se non fosse per quei ricci che gli cadono sugli occhi sarebbe perfetto. Ma sul palco spacca e va bene così.


L'altro è alle tastiere. Alterna le dita sui tasti come se facesse un esercizio fisico. Sarà per questo che dice di avere sempre caldo. Sarà pure per qualche bicchiere di troppo che rimane vuoto. Suona con la creatività di un fuoriclasse. Non so nemmeno se conosce le note. Per nome almeno sì. Ma quello che fa uscire dalla sua tastiera Korg è un fantastico delirio sonoro. Ogni tanto si cimenta anche con la videocamera. Dice che vuole fare il video delle nostre canzoni. Per il momento sono tutti b-movies, nel senso che sono tutte riprese da dietro. In senso figurativo.


Ci sono pure io. Sono quello dietro alla batteria. Non sono una roccia, ma tengo bene il tempo. Alcune volte accelero, altre sono più slow. Dipende da cosa ho in testa e ultimamente sono sempre grandi sogni. Scrivo anche i testi dei brani. Belli? Non so, ci chiedono solo cover. E cover sia. Ogni tanto però modifico qualche parola. Così per metterci qualcosa di mio. 


Siamo un trio. Il numero perfetto per sfondare dicono. Per il momento al di là di qualche locale sfasciato, non abbiamo fatto. Siamo una band underground. Abbiamo in mente un tour prossimamente alle fermate della verde, per chi è di Milano. 


Mi dicono che alcuni giornali parlano già di noi. Sono riviste specializzate. Molto specializzate. La notorietà comunque arriverà presto. Se non dovesse arrivare nessun problema. Continueremo a suonare. 


A noi ci piace così.