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mercoledì 28 settembre 2011

Riqualificazione urbana partecipativa

E' possibile pensare di riqualificare aree urbane attraverso un lavoro collettivo?


Interventi low budget sul territorio possono rendere più vivibili alcuni luoghi?


Entrambe le risposte sono affermative. La dimostrazione l'ha data ieri il progetto d'arte pubblica denominato Angolazioni Urbane. Sei artisti - Videotrope (Roberto Sartor e Matteo Stocco), Neil Kidgell, Valentina Ciarapica con Claudia Rossini ed infine Giulia Filippi -  coordinati dal collettivo Tri.P Group composto dagli amici de Il mecenate d'anime Carlo Tinti e Alvise Giacomazzi con Alessandro Bellinato, si sono messi alla prova su quattro aree ben specifiche nella zona di Porto Marghera a Venezia.


L'obiettivo era quello di migliorare attraverso degli interventi contenuti in termini economici, ma non in termini creativi e qualitativi, queste suddette aree urbane in modo tale da creare una connessione positiva tra chi vive o attraversa quei luoghi e i luoghi stessi.


Un lavoro interdisciplinare dove gli artisti e i curatori si sono confrontati per realizzare un progetto artistico eterogeneo in grado di dimostrare che è possibile rigenerare aree urbane circoscritte spesso lasciate nel dimenticatoio.


Questo progetto realizzato dall'Assessorato alle Politiche giovanili e pace del Comune di Venezia in collaborazione con l'associazione culturale LiveOutsideinVEnice, presentato ieri a Forte Marghera rappresenta l'arrivo di un percorso iniziato nel 2008 e che ora avrà come vetrina la prossima Biennale dei Giovani Artisti dell'Europa e del Mediterraneo che si terrà a Salonnico dal 7 ottobre al 6 novembre 2011.


Bravi ragazzi!

domenica 4 settembre 2011

Buona la prima

Al centro Andrea Bettini (Il mecenate d'anime) con i due testimonial della serata: Barnaba Ungaro (giornalista RAI) a sx e Fabio Guzzano (direttore creativo della web agency Upgrade Multimediale) durante la serata di presentazione dell'iniziativa "Il mecenate approda a Venezia" presso l'Hotel Londra Palace di Venezia - ph. by Alfredo Montresor


E' bastato l'attracco del battello a San Marco per farmi capire che il nome dell'evento calzava alla perfezione. "Il mecenate d'anime approda a Venezia". C'eravamo. Lo scatto della reflex di Alfredo Montresor mentre m'incammino all'Hotel Londra Palace mi fa pensare che da quel momento il sogno sarebbe stato immortalato come realtà. 


La stretta di mano al mio arrivo con Alain Bullo, direttore dell'albergo, sancisce l'unità d'intenti già proclamata nel momento di dare vita a questa iniziativa. L'abbraccio con gli amici accorsi stempera la tensione presente. Gli sguardi delle altre persone giunte fino lì ravviva la concentrazione. Cercare di dare il meglio di sé. Poi arrivano anche i due testimoni della serata: Fabio Guzzano (direttore creativo di Upgrade Multimediale) e Barnaba Ungaro (giornalista RAI). Con loro, con la loro presenza aumenta la fiducia nell'affrontare questa nuova avventura.


Alain Bullo a sx direttore dell'Hotel Londra Palace con "Il mecenate d'anime" Andrea Bettini


Un grosso sospiro e poi si parte. Le prime parole escono intimidite. Poi ad ogni pausa il tono aumenta. Non solo quello. Aumenta pure la consapevolezza di essere lì non a caso. E' il frutto di un percorso. Tutta la serata è il traguardo di un viaggio iniziato ormai da un pò di tempo. Paure, incertezze e dubbi, lasciano il posto all'idea, al pensiero e alle storie che costituiscono l'anima di questo progetto. Proprio così l'anima de "Il mecenate d'anime". Sembra un gioco di parole, ma non lo è. Semmai è la vittoria del lieto fine. Anche se tutto ciò è ancora una volta un nuovo inizio.


Buona la prima. Ora a venerdì prossimo, per far ballare i presenti con la musica delle emozioni.

martedì 22 febbraio 2011

Diventare grandi



Il 7 luglio 2009 veniva pubblicata la prima intervista. Un amico mi concedeva la possibilità di fare un esperimento. Raccontare a modo mio le sue esperienze, i suoi progetti, la sua vita.


Da quel giorno il mecenate d'anime ne ha fatta di strada. Su e giù per l'Italia, a raccogliere storie di persone normali, ma straordinariamente grandi. Fotografi, ricercatori, artisti, viaggiatori e molto altro ancora. Persone apparentemente lontane tra loro, tutte accomunate però da una grande energia ed entusiasmo nel portare avanti i loro sogni.


Il mecenate d'anime è piano piano cresciuto. I vestiti che indossava erano diventati stretti. Ha avvertito la necessità di intraprendere un suo nuovo percorso. Ecco che allora a partire da oggi debutta online www.ilmecenatedanime.it


Uno spazio interamente dedicato a questi incontri di talenti umani. Non si tratta solo di un cambiamento grafico. Man mano nei prossimi giorni scopriremo insieme l'evoluzione di questo progetto.


Intanto ILBETTA ON AIR continua. Pensieri, racconti, istantanee della nostra vita. In questo modo ci sarà anche la possibilità di sperimentare cose nuove. Chissà cosa ne potrà venire fuori.


Passiamo ai ringraziamenti.
Partiamo da tutte le anime che finora mi hanno concesso di raccontare le loro storie. Quelle nuove che avrò il piacere d'incontrare. Tutti coloro che mi seguono e mi trasmettono l'entusiasmo di andare avanti ed infine un grazie al buon Alessio Albano (alias Ale ale bum bum) che mi ha assistito nella parte tecnica del nuovo mecenate d'anime e che anch'esso sta lavorando ad un progetto veramente interessante, del quale prossimamente vi parlerò.


Detto questo vi aspetto tutti su www.ilmecenatedanime.it, già da oggi c'è una nuova storia da conoscere.


Yuhuuu!

giovedì 18 novembre 2010

La comunicazione sociale di Pasquale Volpe - Parte terza

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Via Dante, Milano - La comunicazione sociale di Good50x70 edizione 2010

Vai alla seconda parte


Idee, sensibilizzazione, coinvolgimento e concretezza. Non so se Pasquale se ne sia accorto, ma quello che ha innescato con Good50x70 è un perfetto esempio di circolo virtuoso. Si parte da una necessità mancante e attraverso l’ingegno e la creatività delle persone si arriva a presentare delle risposte concrete.

Ma c’è qualcos’altro. Quando chiedo a Pasquale quale sarà lo sviluppo di questo progetto riesce ulteriormente a sbalordirmi. “Good50x70 non avrà uno sviluppo” mi dice con tono fermo. Aggiungendo “Good50x70 ha dato il buon esempio… mi auguro che abbia fornito la tavola dei dieci comandamenti della comunicazione sociale… siamo stati i primi ad utilizzare la rete come strumento per allargare a 360° i confini di un concorso sociale… forse non c’è mai stata una mostra di grafica così grande, che sia riuscita a coinvolgere così tante persone in così tanti Paesi… se proprio devo parlare di sviluppo di Good50x70 forse la sfida più imminente è quella legata al prodotto… ciò che abbiamo fatto in tema di comunicazione sociale mi auspico sia replicabile in tema di prodotto!”.

Lascio Pasquale dopo questo messaggio. Questo augurio. Me ne torno lentamente a passeggiare in Via Dante. Guardo questi poster appesi. Guardo il comportamento dei passanti. La camminata frettolosa di alcune persone, rallenta in prossimità delle affissioni. La curiosità di altre, li blocca davanti ad essi. Gente diversa con reazioni diverse. Tutte accomunate però da un interesse verso ciò che viene esposto. Non ho bisogno di altro. La missione di Pasquale Volpe è andata a buon fine. Good50x70 ancora una volta è riuscita in quello che per molti sembra un’impresa. La comunicazione sociale ha un suo riscontro. Via Dante ne è la conferma.

mercoledì 17 novembre 2010

La comunicazione sociale di Pasquale Volpe - Parte seconda

Pasquale Volpe, ideatore di Good50x70 e presidente dell'Associazione Good Design

Vai alla prima parte


Pasquale è un fiume in piena mentre mi racconta tutto ciò. Si capisce immediatamente la passione che sta dietro a questo suo pensiero. Un approccio quasi incontaminato verso la comunicazione, spesso solo vista come una modalità per indirizzare un consumatore verso l’acquisto di un prodotto. Proprio per questa visione riduttiva, inizialmente è stato difficile far capire il progetto, soprattutto in Italia, come lo stesso Pasquale mi dice “… il valore di Good50x70 è la genuinità del progetto… in una società come la nostra basata sulla mancanza di fiducia e con un secondo fine sempre presente, non è stato così semplice avere un immediato riscontro”.

Ma fortunatamente Good50x70 è un progetto internazionale. E’ un progetto itinerante, che tocca diverse città in tutto il mondo. Una mostra che presenta i propri risultati, ma allo stesso tempo interagisce con le città che la ospita. “… ogni volta che arriva la mostra in una nuova città, si cerca di fare qualcosa per la singola città. Good50x70 si personalizza… ad esempio per Istambul, si è cercato di interpretare il tema della multiculturalità, elemento cardine in questo caso di una capitale che racchiude diversi mondi… socialmente, economicamente e religiosamente diversi, ma integrati”.

C’è un altro elemento caratterizzante di questo progetto. A partire da quest’anno, Good50x70 metterà a disposizione un importante database di comunicazione sociale. “… chi fa qualcosa socialmente utile, ma non ha i soldi per comunicarlo, si potrà avvallare di tutto lo straordinario materiale che in quattro anni Good50x70 è riuscito a raccogliere. Questo è un traguardo per la nostra associazione. Lo sforzo di tutti i volontari che in questi anni hanno contribuito al progetto verrà messo a disposizione gratuitamente a tutti coloro che ne avranno bisogno”.




martedì 16 novembre 2010

La comunicazione sociale di Pasquale Volpe - Parte prima



Ore 7 la radiosveglia si accende. Invece di note musicali, un jingle pubblicitario. Colazione, dopodiché si esce. Affissioni sul muro accompagnano la camminata. Sul tram c’è chi sfoglia un giornale. Notizie alternate da inserzioni commerciali. In ufficio il monitor del computer si accende. Dal web contenuti ostacolati da banner. In posta elettronica, consigli per gli acquisti. Ore 19 rientro a casa. Televisione. E’ ora degli spot.

Rewind.

Ore 9 di una giornata di fine ottobre. Centro di Milano. Via Dante. Qualcosa è cambiato!

Poster. Affissioni. Si fa comunicazione, ma una comunicazione diversa. Niente modelli di autovettura da vendere. Nemmeno modelle da mercificare. I temi rappresentati, sono temi sociali. Questo è Good50x70.

E’ il progetto di comunicazione sociale più grande al mondo. 81 Paesi a rappresentarlo. Più di diecimila persone in quattro anni. Il coinvolgimento delle più importanti Organizzazioni Non Governative”, questo è quello che ci dice Pasquale Volpe, l’ideatore di questo progetto e presidente dell’Associazione Good Design.

Per Pasquale la comunicazione è un amore. È un lavoro. Lasciata la Puglia per frequentare l’Accademia della Comunicazione a Milano, ora ne è docente. Come lo è in NABA, la Nuova Accademia di Belle Arti sempre di Milano. Ma per Pasquale anche un grande interrogativo “perché non utilizzare l’arma della comunicazione per sensibilizzare su temi importanti?”. La sua risposta è stata Good50x70.

Sono tre gli aspetti fondamentali di Good50x70, mi spiega Pasquale. “La prima cosa appunto dar voce alle ONG, dar visibilità a temi socialmente importanti. Dopodiché parlare alla comunità dei creativi. Far capire quanto sia fondamentale parlare di temi che spesso non interessano o meglio commercialmente poco interessanti. Qui non ci sono target da raggiungere. Quindi diffondere queste tematiche e per gli ‘addetti ai lavori’, dare un’etica di progettazione. Terzo punto portare queste risposte visive in spazi dove le persone possono tranquillamente accedervi. Portare i risultati della mostra alla conoscenza di tutti. Una mostra si fa con le persone”.